“Oasi, nuovi approdi per l’arte dell’ornamento”: in mostra i bijoux post-Covid secondo Officine di Talenti Preziosi

Nell'ambito di Altaroma il progetto espositivo "Oasi, nuovi approdi per l’arte dell’ornamento" che si interroga sui nuovi orizzonti dell'accessorio nel mondo del futuro
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Il lockdown ha imposto un ripensamento del linguaggio espressivo dell’industria creativa. A cogliere al balzo l’occasione di rinnovamento è stata l’associazione no profit “Officine di Talenti Preziosi” (OTP), guidata sin dalla sua fondazione nel 2013 dalla docente di design del gioiello e presidente Marina Valli, affiancata dal 2016 dalla vicepresidente, jewelry designer e docente IED Gioia Capolei.

Quest’anno il dialogo creativo tra associati e partner si è tenuto attraverso degli incontri in rete, al fine di creare pezzi unici da esporre alla mostra fisica diretta dall’architetto Monica Cecchini, parallela all’evento digitale, “Oasi, nuovi approdi per l’arte dell’ornamento”, in scena ad Altaroma nella sezione IN TOWN e alla Galleria INCINQUE OPEN ART MONTI fino al 17 settembre.

Cosa ne sarà dei bijoux post-Covid

Durante l’isolamento forzato Officine Talenti Preziosi non è rimasta di certo ferma a guardare. Se la parola dell’anno è trasformazione, mettersi in discussione è d’obbligo. E così con il progetto espositivo “Oasi, nuovi approdi per l’arte dell’ornamento”, Valli e Capolei hanno cercato di rispondere ad un interrogativo: “Come saranno i gioielli e gli accessori del futuro?”. La risposta ha mille sfaccettature. Da un lato si punta a soddisfare le esigenze più immediate. Ci rifugiamo in orecchini da indossare con la mascherina e contenitori di gel igienizzante impreziositi da pietre pregiate per esorcizzare la paura. Dall’altro lato, il momento di incertezza esorta ad allargare i propri orizzonti. La soluzione più ovvia sembra essere la sostenibilità. Spazio a materiali ecosostenibili impiegati nella realizzazione di borse fatte a mano e bijoux vari. Per Officine Talenti Preziosi l’arte dell’ornamento può veicolare una nuova sostenibilità, capace di penetrare nella nostra quotidianità e cambiarne usi e costumi.

Se l’ornamento prende vita in un cortometraggio

Il progetto creativo non si esaurisce con la mostra fisica. Gli oggetti realizzati per l’evento prendono vita in un cortometraggio ideato ad hoc dalla giovane regista Caterina Biasiucci, in collaborazione con il fotografo Valerio Polici. L’obiettivo è quello di sperimentare nuovi linguaggi espressivi ed estetici che possano avvicinare un pubblico giovane all’arte dell’ornamento. Protagonisti delle riprese insieme ai bijoux saranno volti di professionisti e non che indosseranno le creazioni dei designer in un corto di ispirazione neorealista. Spazi en plein air, pochi attori professionisti e molti volti sconosciuti per comunicare i nuovi orizzonti della creatività nell’arte dell’ornamento nel mondo post-Covid.

Gli outfit sono dello storico Concept Store LOL di Fabio Casentini, situato in via Urbana 98. OTP ha scelto la boutique per la sua offerta minimal ed elegante che rappresenta un punto di riferimento per chi ricerca collezioni trendy e accessori unici.