Intervista a Isotta: fragilità e dolcezza dietro il lato oscuro e romantico delle sue canzoni

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Isotta Carapelli, in arte Isotta, classe 1992, ha portato a termine il suo album d’esordio dal nome Romantic Dark; “Dark” per le atmosfere oscure e “Romantic” perché le canzoni, come sostiene l’artista, altro non sono che dei romanzi. Attraverso una sua speciale poetica dell’arte, la cantautrice toscana canta la sua vita, i suoi ricordi, le sue emozioni, frantumandole e ricomponendole sempre con naturalezza ed eleganza.

Vincitrice dell’ultima edizione del Premio Bianca D’Aponte 2021 col brano Io, presente in tracklist, Isotta si affaccia sul mercato oggi con la sua prima opera: 13 tracce (Romantic Intro/ Io/ Doralice/ Cryptocornuta/ Psicofarmaci/ Kebab/ Un due tre Stella/ Pornoromanza/ Palla avvelenata/ Hawaii/ Bambola di pezza/ Tecniche di sopravvivenza/ Ti amo ma ho da fare) in cui l’artista racconta nello specifico i legami umani, le difficoltà quotidiane, le fragilità e la violenza, sotto ogni sua forma. L’album d’esordio è stato prodotto ed arrangiato da Pio Stefanini, con il quale Isotta ha scritto la maggior parte dei brani e condiviso il linguaggio musicale e sonoro che ha portato alla realizzazione di questo suo primo lavoro discografico.

Isotta rientra in un progetto discografico tutto al femminile con la Women Female Label & Arts, etichetta che ha promosso Romantic Dark e rappresenta con grande orgoglio l’arte al femminile. Women Female Label & Arts è un contenitore artistico a 360 gradi che si propone come struttura di comunicazione, ufficio stampa e distribuzione digitale per progetti artistici e forme d’arte nate dalle mani e dalla mente delle donne. “La collaborazione con Women Label mi gratifica tanto perché essendo donna racconto le mie esperienze e quindi si sposa benissimo con il mio progetto. Sono stata felicissima quando mi è stata proposta questa collaborazione, pensavo esistesse già una etichetta discografica di sole donne e invece no. Io sono tra le prime tre donne a far parte di questo progetto che valorizza l’arte delle donne e cerca quantomeno di sensibilizzare a questi argomenti e penso sia molto importante”, ha dichiarato la cantautrice.

Artista a suo modo classica nella scrittura, ma assai contemporanea nello scegliere non solo i temi da trattare, spesso rivolti al sociale, ma anche nel modo in cui affrontarli, Isotta è stata brava a non perdere la rotta, a non cadere nella retorica, a rimanere sempre fedele a se stessa e ai propri istinti. Romantic Dark dunque, è un disco in cui la cantante riversa tutti i suoi sentimenti e i suoi stati d’animo: “Ciò che scrivo mi appare come un flash, non è il frutto della mente condizionata, ma è la mia parte più sincera e spontanea a parlare, che spesso mi è così oscura e nascosta, ma essenziale per esprimere le emozioni più profonde. Canto parole che mi colpiscono come frustate e mi scuotono lasciandomi senza fiato, apparentemente senza senso, e su questa spinta scrivo le mie canzoni. Scrivere è catartico e attraverso le parole voglio liberarmi da ogni trappola interiore che mi soffoca e trattiene: sono io che appartengo alla mia musica, non viceversa. Lotto per ottenere coraggio ogni giorno, forse solo così potrò riuscire a conoscere davvero chi sono. Ci vuole più coraggio ad avere coraggio e oggi non è (mai) il giorno per arrendersi”, ha spiegato la cantautrice.

FashionNewsMagazine ha intervistato Isotta per sapere di più sul significato delle sue canzoni e sulla ricerca del suo sound così originale.

La copertina del tuo album d’esordio Romantic Dark rappresenta un’immagine in bianco e nero del tuo viso coperto di lacrime. Quale è il messaggio che volevi trasmettere al tuo pubblico guardando questa foto?

Vorrei esprimere con le lacrime il sentimento di grande sofferenza che ci accompagna nel percorso del nostro passaggio, una sofferenza che mi si è presentata dapprima con la divisa del nemico poi, cercando con il tempo di osservare con una prospettiva diversa, mi sono accorta che si è mutata nelle vesti di un maestro inflessibile ma leale. Ci sto lavorando, nella speranza di farmela amica in questo sentiero che non so dove potrà condurmi. Lo sguardo è deciso e rivolto a scoprire cosa si presenterà sul cammino, e chissà che le lacrime non siano il mezzo per svelarlo”.

Quali sono le tracce di Romantic Dark che più evocano in te dei ricordi passati a cui sei molto legata? Ci diresti anche il motivo?

Quale di più e quale di meno, ogni brano di Romantic Dark evoca in me dei ricordi del passato. Il brano che più mi avvicina all’Isotta bambina è Doralice, nella quale racconto la nostra continua e infinita ricerca, durante tutta l’età adulta, delle stesse connessioni emotive spontanee che avevamo con le persone e con le cose quando eravamo piccoli. Poi c’è Palla avvelenata dove canto un periodo della mia vita difficile, in cui sono stata vittima di bullismo. È una testimonianza, un invito a guardare con leggerezza i nostri piccoli drammi personali”.

Il coraggio di raccontare la tua musica non ti manca affatto e già da molto giovane inizi ad esibirti dal vivo. Ricordi la tua prima esibizione? Che emozioni ti suscita ripensandoci?

La mia prima esibizione dal vivo fu a 6 anni durante il saggio di una scuola di canto della mia città, a Siena. Cantavo un brano scritto insieme alla maestra di canto, che diceva: — piccoli passi nel bosco farò, e per non perder la strada, sassi a colori io dipingerò… — e poi non la ricordo più. Le prime volte mi mancava la saliva e tremavo (anche oggi ogni tanto ci ricasco, in fondo non sono cambiata poi così tanto nell’esprimere le emozioni). Se ci ripenso mi viene una gran voglia di abbracciare quella bambina così timida ed impacciata”.

Il sound delle tue canzoni è molto particolare, varia da tonalità più cupe ad atmosfere più rilassate e sognanti. Che tipo di percorso hai dovuto affrontare per la costruzione della tua personalità artistica?

Il sound delle mie canzoni non fa altro che rispecchiare l’ampia gamma di stati emotivi che sono venuti ad abitare nella mia coscienza. Il mio percorso artistico credo sia venuto fuori soprattutto dall’ascolto maniacale della musica che mi ha sempre accompagnato, e poi dall’interazione con appassionati di musica e, non ultimi per importanza, con tutti i componenti, umani e non, che hanno in vario modo composto quell’insieme denominato vita”.

Un augurio alla cantante di continuare in questo modo, che è già partita alla grande e di rimanere sempre così dolcemente complicata e così semplicemente Isotta. “Ho avuto qualche fallimento nella mia vita, ma adesso sono molto contenta. Ho passato periodi brutti e so che ne passerò ancora, ma guardo sempre alla vita con ottimismo, sapendo che con l’impegno e la volontà si può andare molto lontani. Questo momento positivo che sto vivendo è anche frutto dei tanti momenti negativi. Ho molte aspettative e quando si sogna non ci si deve accontentare. Senza sogni non si può vivere e la musica è per me un sogno che si sta realizzando” (Isotta).

Alessandra Rosci