Sostenibilità, ambiente, ecologia, ma anche temi sociali: questo il focus degli oltre 300 film presentati dall’Italia Green Film Festival. A Roma, dal 14 al 23 Aprile, arrivano pellicole green provenienti dall’intero globo. La rassegna è stata ospitata da location illustri della capitale come il Palazzo delle Esposizioni, il Palazzo Valentini, il Teatro dell’Opera di Roma ed il Palazzo dell’Acquario Romano. Il festival ha ottenuto facoltosi riconoscimenti internazionali, fra i quali quello dell’UNESCO per “l’Alto Valore Culturale e Didattico”; ma anche un riconoscimenti dal Parlamento Europeo, dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Ambiente.
“Al contrario degli altri festival che si concludono con il tappeto rosso, per L’Italia Green Film Festival è solo il punto di partenza. La potenza delle immagini e la magia del cinema per insegnare attraverso l’Emozione, quanto di più ancestrale c’è nell’uomo” ha commentato l’art director e Creative Pierre Marchionne.

La rassegna è stata accolta calorosamente anche dal pubblico più giovane, un dato che ci lascia molto speranzosi riguardo al futuro. Si è registrato, infatti, un record di presenze sia durante le proiezioni che nel corso dei GreenTalk di approfondimento.
“L’insostenibile leggerezza della moda” – 22 Aprile, Acquario di Roma con Barbara Molinario
Non solo cinema, ma anche moda, con l’intervento del nostro Direttore e Presidente di Road to green 2020, Barbara Molinario, che tratterà la scomoda tematica relativa all’industria del fashion, una fra le più impattanti per l’ambiente.

“Non possiamo più girare la testa dall’altra parte, dobbiamo scegliere se diventare parte del problema, o impegnarci per fare la differenza. – ha commentato Barbara Molinario – Oggi le aziende stanno diventando sempre più sensibili alle tematiche ambientali, e stanno introducendo sempre più alternative green. Pensiamo ai tessuti di recupero, ottenuti dalla lavorazione di vecchi filati, o a quelli realizzati partendo da scarti di vario genere, dalla buccia d’arancia alla plastica recuperata nei mari. In molti si stanno impegnando a produrre in modo più sostenibile e a ridurre la propria impronta ambientale. È a loro che dobbiamo guardare quando facciamo shopping. Un’altra cosa che mi fa molto piacere è il crescente interesse per il mercato di seconda mano. Questo permette di ridurre notevolmente il volume dei rifiuti da smaltire o recuperare, con un conseguente minor consumo di materie prime e di energia”.






