Intervista a Gera Bertolone: la sua danza della libertà e il suo inno all’emancipazione femminile

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Gera Bertolone, la talentuosa cantante e compositrice siciliana di base a Parigi torna sulla scena musicale con un album dal titolo “Femmina”. Un progetto che rappresenta un momento cruciale nella carriera dell’artista, consolidando la sua reputazione come una delle voci più potenti e originali della musica contemporanea.

“Femmina” è più di un semplice album; è un inno alla liberazione e all’emancipazione femminile. I testi delle sue canzoni includono una dichiarazione audace di rompere le convenzioni e celebrare l’indipendenza. La sua musica è caratterizzata dall’utilizzo del violoncello, di riff saturati di chitarra e figure ritmiche sovrapposte, offrendo un mix coinvolgente di suoni che trascendono le barriere culturali e musicali. Questo lavoro di alta qualità ha catturato l’attenzione non solo degli appassionati di musica, ma anche di coloro che sono sensibili ai temi della libertà e dell’emancipazione.

L’album “Femmina” rappresenta un’opera ambiziosa e sfaccettata, con accenti rock e testi che ritraggono la complessità e la forza delle donne in cerca di emancipazione. Gera Bertolone esplora temi universali come l’emigrazione e la ricerca della libertà, offrendo un ritratto caleidoscopico di donne in viaggio verso la loro autorealizzazione. Con 11 brani potenti, l’album è un viaggio emozionante attraverso speranze e desideri, riflettendo le esperienze personali e universali delle donne.

Nata nel cuore delle montagne siciliane, Gera Bertolone è un’artista completa che si distingue non solo come cantante, ma anche come compositrice, arrangiatrice e produttrice. La sua formazione musicale è iniziata precocemente, con l’apprendimento autodidatta del clarinetto all’età di 7 anni. Cresciuta in un ambiente rurale e ribelle, ha sviluppato una musicalità unica e personale, che ha poi affinato durante i suoi studi di musicologia ed etnomusicologia presso le Università di Palermo e Parigi.

Il debutto di Gera come cantante è avvenuto con l’album “La Sicilienne” nel 2015, che ha ricevuto ampi consensi per la qualità degli arrangiamenti e la potenza espressiva della sua voce. La sua capacità di mescolare elementi della tradizione siciliana con suoni moderni, ha permesso a Gera di essere paragonata a figure iconiche come Kate Bush, grazie alla sua capacità di incantare con il suo talento vocale e le sue interpretazioni innovative.

La carriera di Gera Bertolone è costellata di successi e riconoscimenti, e il suo progetto “Femmina” è un ulteriore passo verso il consolidamento della sua posizione nel panorama musicale internazionale. Con un mix di rock, tradizione e innovazione, Gera continua a esplorare e celebrare le ricchezze della sua cultura e a condividere con il mondo la sua visione unica dell’emancipazione e della libertà.

FashionNewsMagazine ha intervistato Gera Bertolone per scoprire qualche cosa in più sulla sua vita personale e carriera musicale.

Il tuo album “Femmina” esplora temi di emancipazione e libertà attraverso un mix di rock e tradizione. Qual è stato il processo creativo dietro la costruzione di questo album?

Questo album è molto personale. C’è stato un momento di rottura nella mia vita privata che ha fatto scattare la mia decisione di registrare di nuovo. Femmina è la concretizzazione di questo cambiamento di vita, è un ritorno in versione Rock-Folk. Ogni canzone è un riflesso diverso di me stessa e anche il ritratto di una donna che cerca sempre di divenire pienamente sé stessa. Per questo secondo album, desideravo una vera energia, un universo con sonorità rock che traducesse le mie emozioni in chiaroscuro. Con i miei musicisti abbiamo registrato in studio ogni traccia nelle condizioni del live alla ricerca di un suono molto organico, pieno di energia vitale. Cercavo questo suono da anni. Inoltre, ho tratto liberamente ispirazione dalle melodie e dalle poesie della mia infanzia. Per ricostruirmi ero alla ricerca delle mie radici profonde. Sono nata e cresciuta in un paese di montagna nel cuore della Sicilia. Era per me come un necessario ritorno alle origini, verso quella libertà legata all’infanzia”.

Hai vissuto a Parigi dal 2009 e hai una carriera che spazia dalla musica alla composizione e alla produzione. In che modo la tua esperienza di vita in una città così cosmopolita ha influenzato la tua musica e il tuo lavoro artistico?

Parigi è una città bellissima, piena di energia creativa, ma dove non è sempre facile tessere la propria tela. Ho capito subito che parlare bene il francese era la chiave principale. Non posso dire che la città abbia influenzato direttamente la mia musica, che è profondamente ancorata alle mie radici e influenzata anche da musicisti come PJ Harvey, Neil Young e Nick Cave. Ma nel corso degli anni, dove sono stata studentessa in musicologia, dove ho imparato la composizione, dove sono diventata produttrice, ho avuto l’opportunità di fare molti incontri, in particolare con musicisti di grande talento, siano essi francesi, italiani o provenienti da altrove. Dopo 15 anni di vita a Parigi, oggi mi sento tanto italiana quanto francese, ma penso ogni giorno alla Sicilia”.

“Femmina” sembra essere un album molto personale e riflessivo. C’è una canzone o un brano specifico nell’album che ha un significato particolare per te e che riflette un aspetto importante della tua esperienza o della tua visione artistica?

Per me, Le Notti in Libertà è sicuramente la canzone che più simboleggia questo album. È per me un brano puramente catartico, sia dal punto di vista musicale che personale. Come dico nel testo della canzone – Oggi la vita mi spinge a rialzarmi da una lunga notte di inerzia per liberare il mio destino – Questo brano parla del momento in cui, dopo una rottura, possiamo finalmente liberarci e ritrovarci. Penso che parli a molte persone. Ho voluto tradurre questo in musica, con rotture armoniche e ritmiche, passaggi crepuscolari, un crescendo di suoni elettrici e potenti”.

Nel tuo percorso musicale, il clarinetto ha avuto un ruolo fondamentale sin dall’infanzia. Hai dei ricordi speciali legati ai tuoi primi anni di studio? C’è un momento che consideri particolarmente significativo nel tuo sviluppo come musicista?

Il clarinetto è stato la mia porta d’ingresso e rimane il mio ancoraggio con la musica. Da piccola, sono stata affascinata da questo strumento. Ho deciso da sola di impararlo. Non essendo nata in una famiglia di musicisti, ho messo tutta la mia energia da bambina a convincere i miei genitori. Questo mi ha anche permesso di imparare la musica da molto piccola e in seguito di suonare con molti altri musicisti. La mia vita di musicista è molto stratificata tra le mie diverse pratiche musicali. Lo spettacolo in duo – Un envol vers la Sicile – presenta i brani più belli del repertorio classico siciliano dell’inizio del XXesimo secolo, è una vera sfida tecnica per un clarinettista. Con il mio strumento oggi mi sembra come se avessi raggiunto un traguardo. A ogni modo, l’album Femmina è senza dubbio ad oggi il progetto che più porta la mia firma come musicista, autrice, compositrice e interprete”.

Quando non sei immersa nella musica, come ti piace trascorrere il tempo? Ci sono hobby o interessi personali che ti aiutano a mantenere l’equilibrio e l’ispirazione nella tua vita creativa?

Al momento non ho molto tempo per me tra le mie diverse attività, ma ogni volta che ho un momento, mi piace andare a ricaricare le batterie nella natura, facendo lunghe passeggiate con mio marito, ad esempio lungo l’oceano in Bretagna o in montagna a Chamonix. Mi piace anche girovagare per Parigi, in particolare nei negozi di dischi alla ricerca di rarità o di nuove uscite. Mi piace anche molto camminare da sola, è in questi momenti che mi viene l’ispirazione. Spesso registro idee musicali sul cellulare mentre cammino o anche sui mezzi pubblici”.

Non resta che immergerci nel mondo di Gera e nella danza liberatrice che lei stessa ha creato per ispirare e celebrare tutte le donne.

 

Alessandra Rosci