Ida Galati, nota fashion teller, è la mente dietro il blog “Le stanze della Moda” e una figura
di spicco su piattaforme come Instagram e Tik Tok. Con un linguaggio innovativo, fresco
ed accessibile racconta del magico mondo che è la moda ad una community sempre più
ampia.
“Il giornalismo di un certo tipo sta tramontando. Sicura di voler diventare giornalista di moda?” – le dicevano all’inizio della sua carriera nel 2013.
Si è messa in ascolto, sicura di voler raccontare nella vita, giornalismo o meno, e di voler trovare un modo contemporaneo di poterlo fare. Così si è messa in ascolto captando i cambiamenti che i media digitali avevano introdotto nell’editoria di vecchio stampo stravolgendola. Il suo istinto, la sua passione e il suo carisma l’hanno ripagata, consentendole di costruire una carriera da narratrice di moda digitale riconosciuta e autorevole sui social media e di arrivare ad avere l’opportunità di realizzare un grande sogno: scrivere un libro.
Ne “Il linguaggio segreto della moda”, edito da Giunti, Ida racconta come questa possa essere un potente strumento di comunicazione personale e sociale. Il suo passato da psicoterapeauta l’ha resa più sensibile rispetto ad alcuni argomenti, scrivendo è riuscita a trovare un punto di unione tra i suoi studi e la sua nuova vita da fashion teller.

Durante la presentazione del libro in Mondadori Duomo, tocca diversi temi importanti, gli stessi che si possono trovare tra le pagine, e sui quali ci invita a riflettere.
“Ho cercato di scrivere un libro che non scada”. Effettivamente l’importanza e la capacità
di guardarsi dentro, di imparare a calibrare il giudizio degli altri, sono concetti che non
possono morire.
“Gli altri contano e dobbiamo tenerne conto, la chiave però è quella di abbassare il volume della loro voce e alzare quello della propria”.
Viviamo in un mondo dove non ci si prende più il tempo né di ascoltarci né di ascoltare gli altri e così facendo è difficile trovare cosa ci rappresenta. L’autrice ci racconta quanto sia fondamentale guardarsi allo specchio e riconoscersi perché la domanda più improntante alla quale si deve rispondere è “Io mi piaccio?”. Se la risposta è si il vincitore sarai sempre tu.
Osare, provare, conoscere, esprimersi senza limiti. “La moda è un prolungamento della
nostra personalità” ed è solo quando conosciamo veramente un capo che questo non ha
più segreti e possiamo usarlo per valorizzarci, sentirci autentici ma soprattutto noi stessi.
Non bisogna restare fermi nella convinzione che ci appartenga solo uno stile perché ci
appartiene tutto quello che, quando lo indossiamo, ci fa sentire liberi e a nostro agio.

“Purtroppo a volte ci facciamo del male per piacere agli altri. Ma chi ce lo fa fare?”. La
Galati racconta come in ogni cultura ci sia un “prezzo da pagare” per essere attraenti e di
come queste costrizioni siano tristi. Gli abiti invece dovrebbero essere cuscini protettivi,
scudi con cui ci sentiamo pronti ad affrontare il mondo. L’unica cosa che ognuno dovrebbe
seguire è il proprio istinto. La propria creatività è ciò che si dovrebbe valorizzare.
Un altro tema che tocca è quello della comprensione.
“Spesso chi sceglie qualcosa di brutto in realtà vuole dirci qualcosa e io mi voglio sforzare di comprenderlo”. Ci fa riflettere sul fatto che gli spunti degli altri possono aprirci a mondi diversi e a nuove riflessioni. Se un abito per noi è “brutto” ma tutto sommato la persona lo veste bene, ma soprattutto si sente se stesso indossando quel capo, chi siamo noi per giudicarlo?
La moda non deve essere una gabbia di regole ma uno spazio in cui ognuno può
conoscersi e riconoscersi. Ida Galati con il suo libro vuole accompagnarci in un percorso di
scoperta perché solo attraverso il dialogo con se stessi si può fare in modo che ogni abito
diventi estensione della propria essenza.
Articolo di Greta Sivioli






