Il best of di Milano Moda Uomo: matrimoni, atti di rivoluzione e tendenze in passerella

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La settimana della moda è senz’altro un’occasione per apprezzare arte, creatività, sartorialità e (quasi sempre) buon gusto, ma è anche quel momento dell’anno in cui possiamo guardare dall’esterno dei capi che parlano di noi, come società. La moda è un nostro riflesso. La moda ci imita e noi, a nostra volta, la imitiamo in una sorta di causa/effetto comparabile alla domanda di sempre: è venuto prima l’uovo o la gallina?

In questa epoca della forma più che della sostanza, anche la moda tende ad apparire per ciò che non è.

Questa è l’importantissima riflessione che abbiamo visto in passerella da Simon Cracker che, ironie a parte, ci ha mostrato un’istantanea parecchio infelice.

“Considerando che Il 10% più ricco della popolazione globale possiede il 76% di tutta la ricchezza del mondo c’è EVIDENTEMENTE qualcosa che non sta funzionando”, hanno dichiarato i due designer Filippo L.M. Biraghi e Simone Botte

Ed allora via con le Birkin di Hermès disegnate su borse della spesa o con ballerine Chanel stilizzate sugli anfibi Dr. Martens.

 

Simon Cracker

La moda, quella vera e non le magliette di cotone con un logo schiaffato sopra, è ormai appannaggio di pochi. L’aumento dei prezzi ha scoraggiato definitivamente i compratori potenziali, ovvero la classe media. E proprio questi, per cercare di sentirsi un po’ “speciali”, ricorrono a qualsiasi strada alternativa: gli articoli di lusso second hand, i dupes come la famosa Birkin di Walmart e perfino l’acquisto della cosa più economica di un brand di lusso pur di vivere il brivido del packaging. Ed è infatti particolarmente “divertente” vedere le famose coccarde camelia di Chanel adornare i capi di passerella; o perfino i nastri con logo delle scatole diventare accessori. Tutto questo ci sembra al limite del paradossale se pensiamo che proprio Coco Chanel aveva introdotto un tessuto “povero” come il jersey perché voleva vestire le donne “vere”, quelle che andavano a lavorare per mantenere la famiglia mentre i mariti erano in guerra. Proprio lei, Chanel, che probabilmente impallidirebbe alla vista dei prezzi stratosferici delle sue borse iconiche.

Simon Cracker

Il mondo della moda ha bisogno di una rivoluzione. I grandi si arricchiscono (perché il lusso quasi non conosce crisi) ed i giovani periscono. I piccoli brand emergenti non hanno praticamente la possibilità di consolidarsi o di crescere e innovarsi, mentre cresce la riverenza smisurata nei confronti dei grandi colossi sempre più snob e inavvicinabili.

La pelliccia impazza, ma se è eco tanto meglio

Dolce&Gabbana

Nei 69 capi della collezione “Paparazzi” presentata da Dolce&Gabbana, la faux fur è una costante: dai gilet, alle lunghe pellicce fino ai cappotti doppio petto con voluminoso collo in pelliccia a contrasto.

Prada

Da Prada si osa, con una serie di capi in cui la pelliccia appare non rifinita, come moderni uomini delle caverne. Forse un po’ troppo avantgarde.

Un matrimonio molto punk

JordanLuca

Cosa c’è di più punk di andare in giro con un maglione con la scritta “I hate love” e poi sposarsi sulla passerella di Milano Moda Uomo? Il duo di designer Jordan Bowen e Luca Marchetto hanno celebrato un matrimonio a sorpresa proprio al termine della sfilata “The Wedding” di JordanLuca. L’evento è stato commentato da Carlo Capasa come “un emozionante momento di celebrazione dell’amore che ha visto Jordan e Luca scegliere Milano e la fashion week per celebrare insieme alla community della moda la loro unione”. Ma ritornando ai trend di passerella, possiamo dire che il punk ritornerà alla grande (o forse non è mai andato via) fra tartan, giacche biker e statement irriverenti.

Mai senza i grandi classici: la giacca shearling

Philipp Plein

Si riconferma fra i trend del prossimo anno anche la giacca shearling direttamente dagli anni ‘70 che da un paio di stagione è stata protagonista di un grande revival. L’abbiamo vista in passerella Philipp Plein nel suo classico marrone scuro, con volumi ridotti e ampio reverse.

L’ultima frontiera del cargo

Noskra

Si a pantaloni cargo ed alle giacche utility, sopratutto quando le tasche sono esagerate come quelle in passerella da Noskra.

La stampa bandana

PDF

Di ritorno dagli anni ‘90 le fantasie paisley in stile bandana che abbiamo visto nella collezione presentata da PDF sia in bianco che in rosso.

La giacca imperiale

Pierre-Louis Mascia

Da Jimi Hendrix ai Beatles fino a Michael Jackson: il fascino delle vecchie divise ci conquista tutte le volte. Ritornano ciclicamente di moda, ad intervalli brevi. Per questo motivo crediamo sia un bellissimo capo su cui investire. Che si tratti di un concerto rock come di un evento mondano. Seriosa quella vista in passerella da Pierre-Louis Mascia, perfettamente british.

Bohemian Rapsody

Pierre-Louis Mascia

Se amate lo stile bohémienne, abbiamo buone notizie: è decisamente tornato di moda. Stampe paisley e ricami floreali scalzeranno minimalismo e tinte unite. Sarà un effetto collaterale del ritorno di Alessandro Michele, ma abbiamo un gran bisogno di anni ‘70! A cominciare dai completi in velluto e le fantasie flora proposte da Emporio Armani, fino ai look patchwork di Pierre-Louis Mascia.

Emporio Armani
Elettra Nicotra