Caro Pasqua: tra rincari al ristorante, dolci alle stelle e viaggi da incubo, la festività costa sempre di più

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Siamo ormai pronti con i nostri progetti per la Pasqua, tra gite fuori porta, pranzi con i parenti e magari qualche giorno di vacanza. Ma quanto ci costeranno davvero queste festività? A fare il punto sui rincari che stanno colpendo gli italiani in questo periodo è Barbara Molinario, segretaria generale di Consumerismo, che ci aiuta a capire meglio dove stiamo spendendo (troppo) e perché.

Pranzo pasquale: dai 40 ai 70 euro a testa

Partiamo dalla tradizione più diffusa: il pranzo di Pasqua fuori casa, magari all’aria aperta. Quest’anno però, i prezzi hanno subito un’impennata che ha lasciato di stucco molti consumatori. “Sarà normale spendere anche 70 euro a persona per un menù di Pasqua”, spiega Molinario, “mentre è diventato difficile trovare qualcosa sotto i 40 euro”. Gli aumenti non sono uniformi: cambiano da Nord a Sud, dalle metropoli ai piccoli borghi. Ma la tendenza è chiara: si paga di più, e spesso senza una reale giustificazione.

Gli agriturismi, soprattutto per il Lunedì di Pasquetta, risultano i più gettonati. Ma anche in questi casi, i listini sono aumentati, complice l’alta domanda e i rincari generali.

Anche mangiare a casa costa di più

Chi decide di evitare il ristorante per risparmiare, scoprirà che anche la spesa pasquale è molto più salata rispetto agli anni precedenti. Si registrano aumenti del 30% per uova di cioccolato e colombe. Ma perché?

“Alla base c’è la crisi delle materie prime, che va avanti da mesi – racconta ancora Molinario –. Il cacao ha toccato il record di 12mila dollari alla tonnellata a fine 2024, ed è ora assestato intorno agli 8mila, un +175% rispetto a marzo 2023. Ma non è l’unico: il burro è aumentato del 50%, le uova del 10%, e le nocciole del Piemonte addirittura raddoppiate”.

Un altro dato sorprendente? Il prezzo dei coloranti per le uova è aumentato del 40%: anche la tradizione dell’uovo colorato diventa un piccolo lusso.

Un’economia interconnessa… che ora ci costa cara

Quello che sta accadendo a livello internazionale influisce direttamente sul nostro carrello della spesa. Per anni ci hanno parlato di economia globalizzata, oggi – osserva Molinario – “assistiamo a una frammentazione dei mercati, a economie più indipendenti e separate, ma che non si riorganizzano con uno schiocco di dita. Tutto questo ha un impatto reale su ciò che acquistiamo”.

Oltre alla crisi ambientale, che riduce le produzioni, ci sono anche i mercati finanziari a incidere. Gli investitori, nei periodi di incertezza, preferiscono comprare beni primari come grano, cacao e zucchero. Questo comporta un’impennata dei prezzi, che si riflette direttamente nei costi dei prodotti pasquali.

Come difendersi? L’acquisto consapevole è la chiave

“Dobbiamo tornare a comprare secondo le nostre reali capacità di spesa – suggerisce Molinario – e non secondo le condizioni che ci impongono i produttori”. Questo significa scegliere prodotti a filiera corta, ridurre il superfluo, evitare l’acquisto compulsivo e preferire ciò che è davvero utile, buono per la salute e sostenibile per il portafoglio.

I viaggi? Attenti alle “finte offerte”

Sul fronte viaggi, interviene Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo: “Con l’arrivo dei ponti di primavera, molti italiani cercano offerte last minute per una breve vacanza. Ma attenzione: le promozioni spesso sono solo specchietti per le allodole”.

Un tempo, le stanze invendute venivano effettivamente svendute all’ultimo minuto. “Oggi non è più così – spiega Gabriele – Gli algoritmi delle compagnie aeree e di trasporto sanno esattamente dove vogliamo andare, quando, e ci offrono il servizio alle condizioni più svantaggiose”. Un biglietto può costare 15 o 150 euro, senza apparente logica, ma sempre in base alla domanda.

Le “offerte” sono costruite per farci credere che stiamo facendo un affare, quando in realtà paghiamo sempre di più. Per questo, la parola d’ordine è una sola: pianificare. Meglio organizzarsi con largo anticipo, considerare mezzi alternativi (treni regionali, autobus, condivisione dell’auto) e non lasciarsi incantare da promozioni poco trasparenti.

Caro Pasqua: tra rincari al ristorante, dolci alle stelle e viaggi da incubo, la festività costa sempre di più

E parliamo di Pasqua! Una festività forse meno sentita del Natale, ma non per questo meno costosa. Anzi, è concentrata in un periodo molto ristretto e coincide con i primi ponti di primavera, quando molti italiani colgono l’occasione per concedersi una pausa. I numeri parlano chiaro: saranno 11,3 milioni gli italiani in viaggio, per un giro d’affari di 4,9 miliardi di euro. La spesa media pro capite? Circa 438 euro, comprensivi di trasporti, alloggi, pasti e attività di svago.

La stragrande maggioranza – ben l’88% – ha scelto di rimanere in Italia. Tra le mete preferite spicca il mare (33%), seguito dalla montagna (23,9%), poi le città d’arte, i laghi e le terme.

Pasqua in viaggio… ma a che prezzo?

Viaggiare, come al solito, si rivela un vero salasso. I prezzi di bus, treni e voli sono saliti alle stelle, con punte che fanno riflettere. Dal 19 al 22 aprile, ad esempio, un Frecciarossa da Milano a Reggio Calabria può costare 352 euro a persona. Un volo RyanAir andata e ritorno nello stesso periodo parte da 350 euro, ma in media costa oltre 500 euro. Per fare un confronto, un volo A/R per New York si trova a 550 euro. Incredibile, no?

Ma perché questi rincari?

A spiegarlo è Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo: “Il tempo delle offerte vere è finito. Oggi non c’è più la logica dello ‘sconto last minute’. L’algoritmo, che di fatto gestisce la biglietteria, sa perfettamente dove vogliamo andare, quando e come. E ci propone l’opzione più costosa, alle condizioni che decide lui”.

Un tempo le stanze invendute o i posti sui mezzi rimasti liberi venivano effettivamente scontati. Oggi l’algoritmo lavora in senso opposto: più cresce la domanda, più cresce il prezzo, come fosse una quotazione di borsa. Non esistono più listini fissi. Il costo di un biglietto può passare da 15 a 150 euro nel giro di qualche giorno. E le compagnie lo sanno bene: la marginalità vera si fa nel momento di massima richiesta.

E chi viaggia in auto?

Non se la cava molto meglio. Anche per gli italiani che scelgono l’automobile, i costi restano alti. Nonostante il calo del costo del petrolio a livello internazionale, il prezzo alla pompa rimane elevato. Perché? “Il meccanismo è lo stesso – spiega Gabriele –. C’è poca trasparenza e la filiera distributiva applica rincari spesso ingiustificati. I consumatori vedono un ribasso delle materie prime, ma non trovano beneficio al distributore”.

E mentre noi spendiamo, l’economia locale respira

Il turismo però si conferma ancora una volta un volano eccezionale per l’economia. Il giro d’affari generato dai viaggi pasquali – ben 4,9 miliardi di euro – andrà in gran parte a pasti (32,2%), viaggi (23,5%), alloggi (17,5%) e shopping (12,6%). Un’indotto importante per ristoranti, hotel, trasporti e negozi. Ma attenzione: la spinta economica rischia di alimentare ulteriori rincari se non viene accompagnata da regole più chiare e controlli più severi.

E i turisti stranieri?

Intanto, siamo anche invasi dai turisti internazionali, in particolare dagli americani. Tuttavia, il recente calo del valore del dollaro, ai minimi da settembre 2024, potrebbe avere un impatto. Il cambio meno favorevole renderà più costoso per loro acquistare e soggiornare in Italia, influendo sul loro potere d’acquisto. Anche questo è un elemento da tenere in considerazione nei prossimi mesi.