Il Natale è il periodo dell’anno più atteso dai bambini, ma anche da moltissimi adulti. Le decorazioni, lo scambio dei doni, l’attesa di Babbo Natale e il ritrovarsi con le persone care rendono questo periodo davvero magico. In tutto il mondo le tradizioni natalizie fondono elementi religiosi e pagani, superstizioni e speranze, dando talvolta vita ad usanze che a noi potrebbero sembrare decisamente bizzarre.
In tutte, o quasi, però, possiamo riscontrare un filo conduttore: il desiderio di stare con i propri cari e la condivisione di doni. Noi di Fashion News Magazine siamo andati a caccia delle tradizioni natalizie più particolari, ripercorrendo anche la storia di alcuni usi italiani.

Tradizioni natalizie dal mondo
Come sulla slitta di Babbo Natale, vi portiamo a fare un giro del mondo, tra usanze e tradizioni di paesi e culture diverse.
San Nicola, il santo buono che distribuiva i doni
Come spesso accade, fatti storicamente accertati e mito si intrecciano nel tramandarci la storia di un uomo, poi divenuto santo, che diede vita ad una delle tradizioni natalizie più diffuse e amate: lo scambio dei doni.
San Nicola (oggi patrono di Bari e celebrato il 6 dicembre) era noto per la sua generosità, ed era solito elargire doni ai poveri, in particolare ai bambini. Secondo una leggenda, una volta il Santo donò 3 mele a 3 bambini poveri. Il giorno successivo, i frutti erano diventati d’oro.
La figura di San Nicola è molto diffusa, soprattutto nel Nord Europa. In Austria, Olanda, Russia (dove si celebra il 19 dicembre), Germania, Svizzera e Olanda (di cui è anche patrono) è lui a portare i doni di Natale.

In Catalogna c’è il Caga Tio: lo zio che… fa la cacca!
Tra le tradizioni natalizie bizzarre, sicuramente merita di essere menzionata quella di Caga Tio, diffusa in Catalogna.
Tradotto letteralmente, vuol dire Zio che fa la cacca. Lo zio in questione è un ceppo di legno, con su disegnato o inciso un volto sorridente, che espelle i regali.
Dalla notte dell’8 dicembre, questo insolito zio di legno viene messo vicino al camino (o in un altro punto della casa), con una coperta sulle “spalle” a riscaldarlo. Tutte le sere i bambini lo “nutrono” mettendo al suo interno della frutta secca e del cioccolato, per farlo crescere.
Il giorno di Natale, infine, tutta la famiglia si riunisce intorno al Caga Tio, per vedere cosa “tira fuori”.
Yule Goat, il caprone scandinavo di Natale
Il protagonista delle tradizioni natalizie scandinave è Yule Goat, un mitologico caprone dalle corna ritorte.
Potrebbe sembrare spaventoso, ma in realtà in questi paesi a portare i doni è proprio questo uomo-capra. In questo periodo dell’anno, le città vengono adornate con decorazioni ispirate a questo singolare Babbo Natale animalesco.
In particolare, a Gavle, città della Svezia centrale, tra le più antiche, ogni anno nel centro viene montato una gigante versione di paglia di Yule Goat. Un modo per festeggiare il Natale, ma, allo stesso tempo, una sfida per i vandali locali ad abbatterlo. Dal 1966 ad oggi, il caprone di Gavle è riuscito ad arrivare indenne alla fine delle festività solo 13 volte.

In Islanda un gatto controlla come sei vestito
Restiamo in tema di animali, ma questa volta molto meno gentili.
In Islanda, infatti, la sera della Vigilia di Natale si aggira per le strade Jólakötturinn, noto anche con il nome di gatto di Yule (Yule è la festa pagana corrispondente al Natale).
Questo enorme e feroce felino nero si aggira per le strade della città, non certo per consegnare dei doni. Il suo obiettivo? Dare la caccia e divorare tutti coloro che non si sono procurati almeno un capo di abbigliamento nuovo (comprato, regalato o fatto a mano) per la sera della Vigilia.
Dunque, se avete in programma di trascorrere il Natale in Islanda, ricordate di indossare qualcosa di nuovo, che si tratti di calze, maglioni o anche intimo.
A Natale in Giappone rosso e pollo fritto
Il rosso è considerato un colore allegro, tipico delle festività natalizie, ma in Giappone assume un significato ancora più profondo.
Qui è considerato un colore ricco di significato, che troneggia al centro della bandiera nazionale, un colore sacro e rituale, che tiene lontano gli spiriti maligni.
Ma la cosa più particolare delle tradizioni natalizie nipponiche è il cibo: il 24 dicembre si cena con pollo fritto, per poi finire con un’immancabile torta fata con pan di spagna e decorata con panna bianca e fragole rosse, i colori della bandiera. La forma deve essere tonda, che simboleggia l’armonia.
Anche i bambini giapponesi hanno il loro Babbo Natale. Questa figura è stata importata dagli Stati Uniti, ed è chiamata Santa-San (サンタさん).

Ragni e ragnatele per il Natale in Ucraina
Addobbi natalizi decisamente singolari in Ucraina. Qui i ragni e le ragnatele sono considerati di buon auspicio e per questo vengono usati anche per decorare gli alberi di Natale. Ovviamente parliamo di ragni e ragnatele rigorosamente finti!
La tradizione nasce da un’antica storia secondo la quale, molti anni fa, una povera vedova non aveva i soldi per addobbare il suo albero, così lasciò che i ragni vi creassero sopra le loro tele.
La mattina di Natale, i raggi del sole che filtravano dalla finestra trasformarono le ragnatele in fili d’oro e d’argento, rendendo ricca la donna.
In Messico ravanelli natalizi e folkloristici
Ad Oaxaca, uno stato del Messico, tutti gli anni a partire dal 23 dicembre si celebra la Notte dei Ravanelli.
Per 3 giorni, fino a Natale, artigiani locali intagliano ravanelli, creando personaggi e ambientazioni natalizie e del folklore messicano.
Si tratta di una delle tradizioni natalizie più radicate nel paese, che attira turisti e curiosi. Ma, trattandosi di verdure fresche, bisogna sbrigarsi se si vogliono ammirare tutte le sculture!
Al termine di questi 3 giorni, un giudice decreta le migliori sculture, che ricevono generosi premi in denaro.

Buon Natale a Chicago con i bambini spaventati
Tra le tradizioni natalizie, sicuramente una delle più buffe e divertenti è quella inaugurata dal giornale Chicago Tribune ormai diversi anni fa.
Come film e serie tv d’oltreoceano ci hanno abituato a vedere, nel periodo che precede il Natale nei centri commerciali e nei grandi negozi o supermercati degli Stati Uniti è pieno di Babbi Natale.
I genitori fanno sedere i propri figli sulle loro ginocchia, lasciano che consegnino la letterina e scattano fotografie.
Per alcuni bambini è un sogno incontrare il buon vecchino e raccomandarsi in vista della consegna dei doni, ma per altri è un’esperienza davvero terrificante!
E proprio questi ultimi sono i protagonisti di una divertente photogallery creata dal Chicago Tribune, che ogni anno seleziona le migliori foto di bambini terrorizzati sulle ginocchia di Babbo Natale.
Vi lasciamo il link alla galleria fotografica di qualche anno fa: https://www.chicagotribune.com/lifestyles/holiday/chi-scared-of-santa-2013-photogallery.html






