Oltre i confini: ‘EX SYNC’ e la nuova era della musica dei biVio

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Nati come duo acustico nel 2018 a Parigi, i biVio sono il frutto dell’incontro tra la talentuosa cantante Natalia Bacalov e il chitarrista Martin Sevrin. Nel 2019, il loro primo singolo, “Martin Eden“, segna l’inizio di un percorso artistico che, come una clessidra, si evolve e si trasforma.

Durante il lockdown del 2020, il duo si trasferisce a Roma, dove inizia a produrre e arrangiare le proprie canzoni, dando vita a un sound onirico e danzante che esplora nuovi orizzonti musicali. Con l’entrata in formazione del bassista argentino Homero Prodan, e successivamente del batterista Lorenzo Capparucci, il gruppo si arricchisce di numerose influenze, mescolando stili e lingue differenti, creando così un ibrido culturale che riflette le loro radici italiane, francesi e argentine.

Il 23 ottobre 2024 segna un momento cruciale nella loro carriera: l’uscita di “EX SYNC“, il loro primo album di inediti. Questo lavoro non è solo una raccolta di canzoni, ma un vero e proprio viaggio attraverso le dimensioni del tempo. Il disco si presenta come un manifesto della band, esplorando una percezione del tempo che si discosta dalle convenzioni lineari e oggettive. Ogni brano diventa un’esperienza sensoriale che invita l’ascoltatore a riflettere su come il tempo venga vissuto in modo diverso, spesso in contrasto con le pressioni quotidiane.

Il primo brano, “Clessidra“, funge da introduzione al viaggio e rappresenta l’illusione di perdersi nello spazio come una ricerca di sé nel tempo. Con un carattere orchestrale, il brano apre le porte ad atmosfere oniriche e ritmi articolati, trascinando l’ascoltatore in un universo musicale ricco di sfumature. “Lockdown in heaven” si distingue per la sua struttura progressiva, con un’introduzione che cattura l’eternità di un attimo sospeso, riflettendo il momento di transizione dalla formazione di duo a band.

Uno dei punti salienti dell’album è “Shell of fears“, il primo singolo, che combina strumentazione rock e suoni sintetici, creando un ritmo dance avvincente. Il testo affronta il tema dell’indecisione e dell’attesa, rivelando una profondità emotiva che risuona con chiunque abbia mai vissuto un momento di incertezza. “Igor (Take me far away)” è una dedica personale a un amico scomparso, mentre “Down the fields” esplora il contrasto tra il ritmo frenetico della vita urbana e il desiderio di riconnettersi con la natura.

Anoche Ayer” offre un respiro acustico, parlando del paradosso del lutto e della vividezza dei ricordi. La canzone “Questa non è una poesia” si distingue per il suo ritmo ispirato al “Boléro” di Ravel, mescolando speranza e denuncia in un testo impegnato. Al contrario, “Vague à l’âme” emerge come il brano più aggressivo, rappresentando un tempo di fuga e di introspezione.

L’album si completa con “Martin Eden“, un’ode al romanzo di Jack London, che con un finale sinfonico chiude il cerchio del tempo e riconduce alle radici della band. Il viaggio musicale di “EX SYNC” è una fusione di rock, folk e sonorità elettroniche, un’esperienza che sfida le convenzioni e invita a riflettere su come la musica possa fungere da portale verso un tempo interiore che spesso sfugge al controllo della clessidra.

Con “EX SYNC”, i biVio non solo presentano un lavoro originale e innovativo, ma si affermano come una band capace di coniugare diverse influenze e culture in un’unica visione artistica. La loro musica, cantata in inglese, italiano, spagnolo e francese, rappresenta un incontro di linguaggi e stili, creando un’atmosfera unica che invita l’ascoltatore a esplorare il proprio rapporto con il tempo attraverso la bellezza della musica.

 

Alessandra Rosci