C’è un angolo di Puglia dove la cucina si fa racconto, e la natura diventa protagonista assoluta. È a Monopoli, all’interno del suggestivo Nina Trulli Resort, che prende vita Orto, un ristorante che ha scelto di ascoltare la terra prima ancora di trasformarla in piatto.
Immerso in un piccolo borgo di trulli, un tempo monastero di campagna, il Nina Trulli Resort si presenta oggi come un villaggio di pietra, incastonato nel cuore dell’altopiano pugliese, tra vigneti ordinati, frutteti rigogliosi e un orto che pulsa come un cuore verde. Sei camere, tutte diverse tra loro, ricavate nei trulli e nella vecchia stalla, accolgono gli ospiti in un’atmosfera di elegante semplicità: materiali naturali, tessuti grezzi, pezzi d’antiquariato. E fuori, l’ombra di una quercia secolare custodisce la piscina, luogo di quiete e ristoro.
Ma è nella cucina che si compie la vera magia. Il progetto Orto nasce nel 2020, come risposta sincera alla vocazione agricola della struttura. L’orto, già presente, diventa il centro gravitazionale attorno a cui ruota l’intera esperienza gastronomica. A guidare il progetto è una filosofia precisa: valorizzare la biodiversità, rispettare i cicli stagionali, ridurre gli sprechi, e instaurare un dialogo costante con la terra.

La grande novità di quest’anno è il cambio di proprietà: alla guida del Nina Trulli Resort ci sono ora Leonardo Chiechi e Rosalinda Paparella, coppia nella vita e nell’impresa, già titolari di altre strutture ricettive nella zona.
«Abbiamo scelto di investire in questa struttura perché ci ha subito trasmesso un’energia speciale, autentica. Nina Trulli è per noi un luogo di cuore, dove natura, bellezza e accoglienza si fondono. Abbiamo già altre realtà nelle vicinanze, e uno dei nostri sogni è creare un legame vivo tra tutte le strutture, dando vita a un percorso di ospitalità diffusa e connessa, che valorizzi ancora di più il territorio», raccontano.
Il menu, infatti, si costruisce letteralmente “con la testa nell’orto”. Ogni varietà coltivata è scelta con cura, privilegiando sementi antiche e resistenti, che raccontano la storia del territorio. Le coltivazioni, seguite da un fattore esperto, forniscono frutta, verdura ed erbe aromatiche usate quotidianamente in cucina. Nessuno scarto viene buttato: tutto rientra in un circolo virtuoso di trasformazione, nel pieno rispetto del concetto di no-waste e cucina circolare.

Accanto al rispetto della natura, c’è un profondo rispetto per chi la lavora: piccoli produttori, artigiani locali, allevatori e pescatori che operano in modo sostenibile diventano parte integrante della narrazione gastronomica. Non si tratta solo di scegliere fornitori, ma di costruire relazioni basate sulla condivisione di valori e obiettivi.
Due sono i percorsi degustazione proposti: uno interamente vegetale, che esalta la ricchezza dell’orto; l’altro più ampio, che include eccellenze del territorio circostante, tra mare e campagna. La carta dei vini, anch’essa pensata nel segno della coerenza, predilige etichette naturali pugliesi e propone anche fermentati a basso contenuto alcolico o analcolici, per chi cerca un’esperienza più leggera ma non meno intensa.
A dare forma e sapore all’anima di Orto, lo Chef Angelo Borrelli, affiancato con passione e precisione dai capi partita Davide Passalacqua e Nicolò Pipoli; in sala, l’accoglienza elegante del Maître Domenico Carpignano guida l’esperienza, mentre il Sommelier Lorenzo Catucci accompagna ogni piatto con selezioni che raccontano la Puglia in ogni calice.

Visitare Orto significa immergersi in una filosofia che unisce benessere e consapevolezza. Qui, ogni piatto è figlio del clima, del suolo, delle mani che hanno curato la pianta, raccolto il frutto, trasformato l’ingrediente. La cucina diventa un atto agricolo, un gesto etico e culturale.
Nel silenzio dell’entroterra pugliese, tra un pomodoro che matura al sole e un pane caldo fatto con grani autoctoni, si riscopre un’armonia antica, dove salute, gusto e natura si intrecciano senza forzature. Orto non è solo un ristorante: è una dichiarazione d’amore alla terra.






