“Propongo un mondo senza schermi, senza intelligenza artificiale, senza tecnologia: un mondo vecchio, certo, ma anche post-futuro”. Daniel Roseberry, direttore creativo di Schiaparelli, non guarda al passato con nostalgia – ma attinge da questo per plasmare una visione contemporanea. Rivolgendo lo sguardo indietro, si riscoprono estetiche senza tempo che intrecciano la tradizione con l’essenza stessa della maison.
Il concept
Si crea, così, un dialogo fra le epoche, che parte dall’eleganza degli anni ’40, quando Elsa Schiaparelli aveva lasciato Parigi alla volta della Grande Mela.
Ciò che da sempre contraddistingue Schiaparelli è l’idea di creare un’arte della moda e non una moda “pratica” da indossare tutti i giorni. È una moda concettuale che va oltre il “com’è bello questo vestito!”, ma si interroga, piuttosto, su cosa rappresenti rispetto alla società che viviamo.
Ritornare indietro, ad una forma più basica ed elementare, è l’approccio rivoluzionario portato in passerella da Daniel Roseberry. Ed allora dovremmo chiederci: questa assuefazione da smartphone ci sta forse impedendo di godere della bellezza? Ampliando il concetto: perchè guardare un concerto attraverso uno schermo, piuttosto che guardarlo e basta?
Perchè cercare ispirazione o idee creative tramite l’IA, quando tutta l’arte – quella che conta davvero – ha trovato ispirazione nella natura, nella vita, nelle persone, nell’amore o in Dio La vera modernità è rifiutare questo paradigma tossico. L’uomo è stato capace di fare cose straordinarie, opere immortali e senza tempo… e senza ricorrere all’utilizzo di Chat GPT.
In passerella

Il cappotto diventa sensuale ed opulento, con l’effetto vedo non vedo del tulle trasparente che si impreziosisce con il collo in shearling ed i ricami con motivo a foglia d’oro lamè.

Una silhouette senza tempo, quella del gown dress ricamato con motivo animalier creato con fili badla. È un look rigoroso, quasi severo, con fianchi accentuati e collo alto.

L’arte del drappeggio e dello shaping si riflettono perfettamente in questo abito asimmetrico in crepe. Un pezzo che potremmo definire architettonico, nel quale il bustier crea volumi concreti su fianchi e petto.

Diverși outfit riprendono lo stile Matador che, in questo caso, sterza verso una visione futuristica grazie allo spalmato argento ed alle spalline saddle che conferiscono autorità alla figura, nonché un aspetto ultra-terreno.

Segno distintivo della maison Schiaparelli è la scultura corporea, in questo caso nell’abito davanti-dietro.

Un piccolo tocco biker nel bustier in velluto elasticizzato, raso e pelle d’agnello nera. Anche in questo caso, i volumi scultorei non accompagnano la silhouette ma la ridefiniscono.

Arriva anche la rivisitazione dell’iconico mantello “Apollo” di Elsa Schiaparelli, che si arricchisce di perline argentate, paillettes e stress e con orli in crine di cavallo. Un’opera d’arte su tre strati di bijoux.
PH CREDITS: SCHIAPARELLI






