Il Futurismo italiano rivoluziona il Guggenheim di New York

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Di Isabella Tamponi

The Italian Futurism 1909-1944

Il futurismo italiano investe il Guggenheim e invade New York.

Il 21 febbraio 2014 è stata inaugurata, al Guggenheim di New York, una mostra (sponsorizzata da Lavazza) interamente dedicata al movimento artistico che voleva rinnovare la vecchia Italia.The Italian Futurism 1909-1944: Reconstructing the Universeespone più di 360 opere, di circa oltre 80 artisti italiani, architetti, designer, fotografi e scrittori, esaminando l’intero percorso storico del Futurismo.

Si tratta della prima mostra, allestita in America, che offre una panoramica completa di uno dei più importanti movimenti d’avanguardia nati del XX secolo in Europa. Il Futurismo era già approdato oltre i confini italiani, durante il suo periodo di esistenza (giungendo a Londra, in Polonia e in America), ma mai, prima d’ora, ci si era rivolti con tanta attenzione al movimento italiano promosso da Filippo Tommaso Marinetti.

Abbiamo organizzato questa mostra, per allargare la visione americana della cultura italiana. L’Italia è meglio conosciuta per l’arte antica e romana: negli Stati Uniti conosciamo il Colosseo e la Cappella Sistina. Parte dell’obiettivo di questa mostra è proprio quello di ampliare questo punto di vista e presentare un’avanguardia che è stata molto significativa per lo sviluppo del modernismo”. [Vivien Greene, curatrice della mostra]

Il Guggenheim si appresta, dunque, ad essere investito da quest’aria rinnovatrice del passato e la sua struttura architettonica sembra combaciare perfettamente con l’idea di simultaneità, di velocità e dinamismo tipiche di questa corrente artistica: con la rotonda, le rampe, e le pareti in sintonia con le curve che rievocano la sensazione del movimento, l’intero museo, in un certo senso, è di per sé un’opera d’arte totale futurista.

Abbiamo trasformato il Guggenheim in un’opera d’arte totale: non solo quadri ma anche ceramica, letteratura, poster, arazzi, cucina, musica, serate, giocattoli”. [Vivien Greene, curatrice della mostra]

Fra gli oggetti e le opere esposte al Guggenheim, inoltre, vi è anche lo storico manifesto del Futurismo italiano: l’articolo apparso su “Le Figaro” a firma di Marinetti. Una vera e propria mostra a tutto tondo che ripercorre la storia di uno dei più importanti movimenti italiani del XX secolo, aperta dal 21 febbraio al 1 settembre 2014.

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