Disturbi d’ansia

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Di Dorigiulia Nuzzi

Disturbi d’ansia

Il disturbo di ansia è una manifestazione clinica in cui l’ansia si manifesta continuativamente, in forma libera e fluttuante senza motivi specifici.

Il sintomo ansioso non ha contenuto costante e specifico ma il paziente è costantemente teso emotivamente ed in stato di apprensione.

DISTURBO DI PANICO

L’attacco di panico è un episodio critico di ansia molto intensa, cioè non scatenato da particolari situazioni.

SINTOMI

E’ caratterizzato da un periodo preciso che dura 10- 20 minuti di intensa paura accompagnata da malessere e da sintomi somatici. Sebbene spiacevoli gli attacchi di panico non sono pericolosi, però possono essere talmente gravi da portare a delle complicanze del disturbo sfociando in depressione. I sintomi sono palpitazioni, dispnea, sudorazione, vampate di calore, brividi e oppressione toracica.

La specificità è costituita dalla manifestazione acuta, rapida insorgenza, breve durata e massima intensità.

La paura intensa provata dal soggetto durante l’attacco si manifesta come:

* Paura di morire;

* Paura di impazzire;

* Paura di perdere il controllo ossia commettere un’azione riprovevole o comportamento imbarazzante.

* Derealizzazione ossia alterazione della percezione dell’ambiente circostante per cui il paziente lo percepisce come un senso di irrealtà o come in stato di sogno;

* Depersonalizzazione ossia alterazione della percezione del se con esperienza soggettiva di sentirsi distaccato come un osservatore esterno dei processi mentali o del proprio corpo.

CAUSE

Le cause dei disturbi d’ansia come gli attacchi di panico e il disturbo di attacchi di panico non sono completamente note, ma implicate da fattori fisiologici e psicologici.

Dal punto di vista fisiologico, tutti i pensieri e i sentimenti possono essere concepiti come risultanti da processi elettrochimici cerebrali;

dal punto di vista psicologico, gli attacchi di panico e il disturbo di attacco di panico sono considerati una risposta ad agenti stressanti ambientali, come l’interruzione di una relazione significativa o l’esposizione a un disastro letale.

Per parlare di disturbo di panico è necessario avere più attacchi di panico ricorrenti o avere un attacco seguito da ansia anticipatoria.

Il sistema d’ansia di una persona di solito compie passaggi adeguati e impercettibili dal sonno, attraverso lo stato di allarme, sino all’ansia e alla paura.

I disturbi d’ansia si manifestano quando il sistema d’ansia funzione in modo inadeguato o, a volte, quando è sopraffatto dagli eventi.

Si distinguono tre diversi tipi di attacchi di panico:

* Attacco di panico propriamente detto inaspettato ed imprevedibile;

* Attacco di panico situazionale attribuito a particolari situazioni contingenti che nella maggior parte dei casi scatenano l’attacco (il supermercato, l’automobile mentre si guida da soli, la stazione, la posta, la metropolitana) ovvero trovarsi in situazioni critiche ovvero luoghi da cui è difficile fuggire o luoghi affollati.

* Attacco di panico predisposto da situazioni causali ossia situazioni ansiogene di per sé (es. esami ove si verifica l’angoscia, sintomi di ansia, pensieri o immagini catastrofiche il cui contenuto può riguardare l’essere bocciati, fare una figuraccia che può sfociare in panico, di dover ogni volta giocarsi tutto: autostima, fiducia) che possono evolvere nell’attacco di panico.

Le cause non sono completamente chiare. Esiste una predisposizione genetica dal momento che i familiari di una persona affetta da disturbo da attacchi di panico hanno una probabilità dieci volte superiore a quella della popolazione generale di svilupparlo. Altri fattori in gioco, soprattutto nelle donne, sono oscillazioni ormonali associate al ciclo mestruale ( che possono favorire l’insorgenza dell’attacco) e alla gravidanza (che risulta protettiva).

Nella fase iniziale gli attacchi sono isolati e ben circoscritti ma vengono ben presto seguiti da uno stato di paura ed ansietà: un crescente timore che le crisi possano ripetersi comincia a pervadere l’intera esistenza del paziente che diviene timoroso, ansioso e teso. Questo tipo di ansia denominata ansia anticipatoria è diversa dagli attacchi di panico, infatti dura più a lungo, cresce lentamente anche se può raggiungere una intensità tale da provocare sintomi simili a quelli dell’attacco. L’ansia anticipatoria si può controllare o ridurre allontanandosi dalla situazione temuta o cercando rassicurazioni in una persona di fiducia, mentre quando l’attacco di panico inizia non può essere bloccato.

Per parlare di disturbo di panico è necessario avere più attacchi di panico ricorrenti o avere un attacco di panico seguito da ansia anticipatoria, ossia paura che possano verificarsi altri attacchi.

MANIFESTAZIONI ASSOCIATE

Esistono delle manifestazioni associate al disturbo del panico che si trasformano in complicanze.

La maggior parte dei pazienti con disturbi di panico presenta altre patologie in contemporanea che tra loro non hanno un nesso causale ma una vera complicanza del disturbo.

I disturbi che accompagnano il disturbo di panico sono:

* Agorafobia ossia la sensazione di disagio che il soggetto prova quando si ritrova in situazioni non familiari, temendo di non riuscire a controllare la situazione che lo porta a desiderare una via di fuga immediata;

* Fobia sociale è la paura intensa di trovarsi in una situazione che non siano familiari e da cui possa derivare la possibilità di subire un giudizio altrui;

* Ipocondria è il timore di essere affetti da patologie somatiche gravi (soprattutto cardiache o cerebrovascolari) con la convinzione che qualsiasi sintomo avvertito dalla persona o una qualsiasi visita medica possa rivelare una patalogia;

* Depressione è una complicanza del disturbo di panico che consiste nella demoralizzazione per l’inabilità funzionale, è un disturbo dell’umore caratterizzata da episodi di umore depresso accompagnati da una bassa autostima e perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli;

* Abuso di sostanze ovvero la dipendenza da psicofarmaci che alleviano l’ansia anticipatoria senza però bloccare l’attacco di panico crea un circolo vizioso che conduce all’abuso senza risolvere il quadro psicopatologico.

Altra dipendenza può essere quella dell’alcool che viene assunta come autoterapia per affrontare situazioni temute o per ridurre i livelli di ansia.

TERAPIA

La terapia del disturbo di panico è essenzialmente una terapia farmacologica.

La difficoltà del paziente è di aderire al progetto terapeutico per il timore che il farmaco possa danneggiarlo.

Quando gli attacchi di panico sono sporadici l’impiego di psicofarmaci può essere di beneficio.

Nel trattamento di attacco a lungo termine si impiegano farmaci antidepressivi.

Le psicoterapie cognitive comportamentali del disturbo di panico si basano sulla desensibilizzazione del paziente nei confronti delle situazioni temute;

il confronto è diretto “in vivo” o in “immaginazione” e le terapie si fondano sul principio dell’estinzione.

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