Di Andrea Festuccia
Nelle sale “Game Therapy”
Non sono (ancora) star del cinema ma spopolano sul Red Carpet con folla di teenagers al seguito: sono gli “youtubers italiani” dei videogames, sugli schermi con “Game Therapy”
I nomi ai più grandi forse non dicono molto: Favij, Federico Clapis, DeCarli e Zoda. Ma fanno milioni di visualizzazioni ogni volta che caricano un video su you tube, con le loro facce accostate ai videogames più in voga o a temi di attualità più o meno “eccentrici”, armati di computer e webcam. Non sono solo intrattenitori, spesso hanno una conoscenza tecnica ancorata a studi sul settore, piacciono alle ragazze della loro età e l’industria cinematografica alla fine se n’è accorta: alla Festa del cinema di Roma (e nelle sale italiane) è approdato “Game Therapy”, il film che racconta il loro mondo e, a detta degli autori, vuole anche lanciare un messaggio di responsabilità, viste le schiere di teenagers potenzialmente influenzabili dalle loro gesta.
Questa la trama: Francesco (Favij) sta per finire la scuola, è un ragazzo intelligente e ironico, ma la sua intelligenza e ironia si esprimono al meglio nel mondo dei videogame, in cui si rifugia per sfuggire alla realtà, che trova noiosa, limitata e pericolosamente imprevedibile. Le ore passate chiuso in camera sua al computer preoccupano i suoi genitori, che lo trascinano periodicamente da diversi psico-specialisti. Il desiderio di Francesco è di approdare su una sua personale Isola che non c’è, dove tutto quello che ha sempre sognato è possibile…ora quel desiderio sembra avverarsi. Dopo anni di lavoro è infatti riuscito entrare nel mondo virtuale, dove le obsolete leggi della fisica e della società sono superate, un universo di videogiochi, ovvero la GL (Game life) come la chiama lui. In questo mondo tutto è possibile, e Francesco ne è il deus ex machina. Finalmente ha davanti a sé un mondo in cui si sente libero. Giovanni (Federico Clapis) pluri bocciato è ancora alle superiori, bloccato dall’idea di dover fare delle scelte: l’università o il lavoro, uscire di casa o restarci ancora… insomma crescere. Sua madre lo tiene sotto controllo con l’aiuto di diversi specialisti nel tentativo di aiutarlo…Francesco svela la sua invenzione a Giovanni: ha lui la terapia perfetta per risolvere i loro problemi: la “Game Therapy”, ovvero l’ingresso nella realtà virtuale, arena in cui sconfiggere le loro difficoltà……ma come andrà a finire?
La produzione si è affidata al regista americano Ryan Travis, allo scrittore Adam Lawson e al direttore della fotografia Michael Ozier, professionisti con una lunga esperienza nel cinema, la pubblicità e i digital contents, nel mondo dei videogiochi e dell’azione. Insomma, gli ingredienti per un buon esordio cinematografico dei ragazzi di you tube sembrano esserci tutti……









