FNM Book – “L’amore molesto” di Elena Ferrante

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Di Iolanda Pomposelli

FNM Book – L’amore molesto di Elena Ferrante

l'amore molesto

Editore: Edizioni E/O

Elena Ferrante non ha mai svelato la sua vera identità. E’ una scrittrice apprezzata in Italia e all’estero (in particolare in America, dove quattro dei suoi romanzi hanno trovato il favore del pubblico ) e ha raccolto critiche molto positive oltreoceano da giornali prestigiosi, tra i quali anche il New Yorker.

Proprio sul suo anonimato nasce “La frantumaglia”, un volume scritto per soddisfare la curiosità del pubblico nei confronti dell’anonima scrittrice, in esso sono raccolte le lettere dell’autrice al suo editore, le poche interviste da lei concesse e le sue corrispondenze con lettori d’eccezione. La sua funzione principe è far comprendere al lettore i motivi che spingono l’autrice a rimanere nell’oscurità. La scrittrice stessa parla di un desiderio di autoconservazione del proprio privato, oltre alla ferma convinzione  che i suoi libri non necessitino di una sua foto in copertina: devono essere percepiti come “organismi autosufficienti”, a cui la presenza dell’autrice non potrebbe aggiungere nulla di decisivo.

In questo  libro entusiasmante e quanto mai complicato, si racconta la storia di Delia e del suo amore molesto verso la madre Amalia, che pesa come un macigno: un amore irrisolto e mai pacificato di un passato che ritorna prepotentemente.

Amalia viene trovata annegata il 23 maggio, giorno del compleanno di Delia, nella località Spaccaventi. Passato il funerale, Delia si impone di venire a capo a questa morte misteriosa. Emergono da passato, tenuto con forza lontano, molte figure, ma soprattutto demoni: un padre rancoroso e violento nei confronti Amalia; Caserta che acquista una sua dignità, nonostante un passato poco chiaro; Antonio, compagno di infanzia di Delia, dalla vita equivoca come i loro giochi; zio Filippo, l’unico a possedere tratti di umanità e lucidità in tutta la vicenda; Amalia, figura seducente e pulita, vittima di pensieri morbosi di tutti gli individui che le gravitano intorno.

La bugia, che domina la storia presente e passata, è sinonimo di punizione: Delia fatica a riportare a galla una verità che avrebbe riscattato la figura di sua madre senza comprometterla. Ma sarà la potenza degli eventi a rimettere in circolo il flusso del ricordo e far accettare l’ineffabilità di Amalia.

Il racconto si snoda seguendo la linea del giallo, ma se ne discosta al tempo stesso per la forte carica emotiva dei personaggi: un gioco di alti e bassi, un viaggio fisico e mentale, che attraverso un’atmosfera onirica, mescola pensieri, realtà e incubi in un crescendo di momenti cupi e di tensione che si acquieta un po’ nel finale.

Ci sono tre costanti che ritroviamo nel libro: una Napoli amara e soffocante, il dialetto che è l’eco delle oscenità e delle  liti violente tra i genitori e tra i parenti, il rapporto madre-figlia, burrascoso e complesso, punto focale della vicenda.

 

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