
Di Iolanda Pomposelli
FNM BOOK – “L’abbazia dei cento inganni” di Marcello Simoni
Editore: Newton Compton Editori
Prezzo: € 9,90
L’abbazia dei cento inganni di Marcello Simoni
Nel 2014 è uscito L’abbazia dei cento peccati, primo capitolo della trilogia, a cui seguono L’abbazia dei cento delitti e L’abbazia dei cento inganni, uscito in libreria lo scorso 23 giugno. È il terzo ed ultimo volume del Codice Millenarius Saga di Marcello Simoni, edito da Newton Compton.
Il romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. I diritti di traduzione sono stati acquistati in diciotto Paesi.
L’abbazia dei cento inganni, un romanzo denso di mistero e avventura, scritto con la consueta, straordinaria maestria, è il nuovo grande thriller storico dell’autore italiano più letto al mondo e nei primi posti delle classifiche nazionali.
Marcello Simoni, nato a Comacchio nel 1975, è un ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere ed ha pubblicato diversi saggi storici.
Lo sfondo di questo nuovo avvincente thriller è una misteriosa Ferrara durate l’inverno del 1349. Un’inquietante processione di gente incappucciata si aggira nelle selve vicino alla città, terrorizzando chiunque abbia la sfortuna d’imbattervisi. E mentre si diffondono voci su riti satanici e segni dell’apocalisse, c’è chi scorge in quelle apparizioni un astuto complotto. Tra loro anche l’impavido cavaliere Maynard de Rocheblanche che, con l’appoggio della Santa Inquisizione, intraprende un’indagine per cercare di far luce sulla verità. L’impresa si rivelerà tuttavia più difficile del previsto, perché sono molti i prelati più interessati ai suoi segreti che a risolvere il caso. Maynard è infatti l’unico custode del mistero più grande della cristianità, la leggendaria reliquia attribuita a Gesù, il Lapis exilii. E questa volta, privato dell’appoggio dell’abate di Pomposa, potrà fare affidamento solo sulla sorella, la monaca Eudeline, per difendere se stesso e i propri amici e cercare di svelare l’intrigo che lo coinvolge…
La Repubblica scrive: “La sua scrittura è un mix tra Il nome della rosa in salsa ferrarese e un Dan Brown con influssi salgariani…”
Visto su FNM Magazine







