Di Tiziana Galli
L’incredibile è possibile
Intervista a Gianluca Esposito
“Quando ti poni un obiettivo, hai anche la responsabilità di riuscire.” Queste le parole di Gianluca Esposito che continuano a risuonarmi nelle mente.
Trentasette anni circa, formazione classica, personalità eclettica, Gianluca Esposito, artista della ceramica mi spiega il suo lavoro.
“E’ la cosa più naturale per me, eppure, prima di iniziare a lavorare seriamente la creta ho lasciato passare molto tempo. Ho dei ricordi di quando ero piccolissimo in cui mi rivedo a giocare con il pongo dandogli forma con estrema disinvoltura.”
Tra oggi e quei ricordi ci sono tanti anni di teatro e tanti anni di ricerca incessante di un canale espressivo privilegiato.
In Gianluca Esposito è stata la voglia di trovarsi e di riconoscersi la molla che ha determinato un ricchissimo percorso creativo fatto di piccoli-grandi passi. Il desiderio di potersi esprimere liberamente e il piacere di comunicare un mondo interiore ricco e traboccante hanno fatto il resto.
E’così che Gianluca, con le sue mani, dà vita all’argilla, creando anime di terracotta che parlano per lui.
Come hai cominciato?
“Ho assecondato il piacere di fare. Ho scoperto che era innata in me la capacità di rendere la tridimensione e dovevo essere grato alla vita per questo dono. Mi sono fidato che nella vita ci fosse la risposta al potenziale di felicità che porta il quotidiano. Così ho deciso di provare seriamente, nella consapevolezza che se si prova si ha la responsabilità di riuscire.”
Che significa, cosa intendi per “la responsabilità di riuscire”?
“Accettare di andare fino in fondo a ciò che si è scelto senza lasciarsi depistare dai trabocchetti della mente”.
Parlami delle tue creazioni.
“Hanno più strati di lettura e c’è differenza tra le illustrazioni e le sculture plastiche. Mi diverto a firmare alcuni miei lavori con il nome de “L’incredibile”. Gli incredibili erano dei personaggi della rivoluzione francese, di varia estrazione sociale, che richiamandosi a dei valori dell’ancien-régime tentarono di riprendere il controllo della realtà attraverso un modo di essere e di comportarsi grottesco e caricaturale.
Quando mi esprimo tramite l’illustrazione io rappresento proprio uno di loro: un Incredibile. Gli dò un volto e lo faccio muovere nello spazio bidimensionale.
Quando modello la creta, invece, mi identifico con un “Incredibile” immaginario, e guardo il mondo con i suoi occhi.
Il mio Incredibile e’ un eroe ingenuo che, perdonato dal Tempo, mi suggerisce nuove
chiavi di lettura della realtà e il gusto del grottesco diviene chiave di cambiamento.”
“Il perdono del Tempo”: una bellissima immagine, carica della soddisfazione di una espressività voluta, cercata e trovata.
Roma 6 Maggio 2013
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