Di Andrea Festuccia
In uscita ad Aprile “Gigolò per caso”, con John Turturro e Woody Allen
Uscirà il 17 Aprile il nuovo film di cui John Turturro firma la regia, ed è protagonista assieme a Woody Allen: una divertente commedia ambientata in una New York divisa fra sesso, amore e…..ortodossia.
La storia della nascita del nuovo film di John Turturro, “Gigolò per caso”, assomiglia terribilmente alle dinamiche di quartiere che ritroveremo nella sceneggiatura del film: John parla dell’idea per il soggetto di un film con un amico a cena, poi ne parla con il barbiere, che come cliente…guarda caso….ha Woody Allen. Ad Allen l’idea piace moltissimo, così contatta John, e da lì comincia tutto. “Sono andato da Woody e gliel’ho esposta” racconta Turturro. “Lui commentava con dei “è divertente” o “non è divertente” o ancora “potrebbe essere divertente”. Allen ha dato il suo contributo man mano che la sceneggiatura progrediva, e indubbiamente la sua mano si vede.
La storia è questa. Fioravante e Murray, due amici per la pelle in condizioni economiche precarie, per sbarcare il lunario decidono di cimentarsi con il mestiere più antico del mondo. L’uno (John Turturro) nei panni di un gigolò, l’altro (Woody Allen) nel ruolo di manager.
Con il nome d’arte Virgil, Fioravante si destreggia tra un ménage a trois con due avvenenti signore alla ricerca di emozioni forti (Sharon Stone e Sofia Vergara) e gli incontri ben più casti con Avigal (Vanessa Paradis), vedova d un rispettato Rabbino, rimasta sola con i figli, i ricordi di una vita vissuta nel mondo chiuso della comunità chassidica e un disperato bisogno di scoprire cose nuove. Mentre Fioravante viene messo in crisi dai sentimenti che quest’ultima suscita in lui, ignaro della gelosia di Dovi (Liev Schreiber), chassidico innamorato di lei fin da quando era ragazzo, Bongo (pseudonimo di Murray) scopre che non è poi così facile essere un protettore…
Vanessa Paradis, e la sua eterna aria melanconica e sognante fin dalla canzone che la rese famosa a quattordici anni, Joe le taxi, nel film Abigal, esce per la prima volta dalla sorta di prigione che è diventata la sua casa proprio a bordo di un taxi, sul quale Murray la accompagna da Fioravante. Bravissima nel film, con un’intensa e profonda interpretazione, assecondata da Turturro, nella riscoperta l’uno del sentimento dell’amore dopo la caduta tragicomica in quella della prostituzione, l’altra di un rapporto reale, sincero e diretto con gli uomini. Da menzionare anche alcune “perle” del film, come le disavventure di Murray nel piccolo mondo chassidico (comunità ebraico ortodossa) di Williamsburg a Brooklyn, o l’incontro fra la numerosa famiglia di Murray e quella altrettanto numerosa di Abigal. Sullo sfondo, una New York irrimediabilmente (ma c’era qualche dubbio?) “alleniana”…..









