Antonio Riva, intervistato da FNM

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Di Greta Corrado

Antonio Riva, intervistato da FNM

Lo stilista di La Maison Blanche ,parla della sua ultima collezione

Antonio Riva è uno degli stilisti internazionali che ha abbracciato il progetto de La Maison Blanche. Un nuovo modo di intendere l’atelier, dove l’ambiente sobrio e raffinato diventa un punto di riferimento per le neo spose. L’haute couture internazionale del wedding system propone un’idea alternativa al classico brida store o wedding corner.

La mission di La maison Blanche parte dal concetto che In ogni donna c’è una stella e l’atelier con i suoi abiti ha il dover di far brillare e risplendere la propria sposa. Gli abiti e le creazioni di Antonio Riva sanno benissimo come entrare nel cuore di ogni donna e rendere speciale il giorno del “SI”. Il matrimonio non si limita alla data e al ricevimento, dietro all’occasione c’è un mondo intero di emozioni, scelte e attesa. E’ dunque un compito arduo e difficile accontentare ogni cliente che, come sola e speciale, ha le sue preferenze i suoi gusti e la sua sensibilità. In questa intervista Riva ci spiega non solo la sua collezione, ma anche come i suoi abiti riescano a rendere possibile tutto questo. Con uno stile contemporaneo e fresco, ma anche elegante e senza tempo.

Come nasce la sua passione per la moda?    

Nasce dal fatto che amo disegnare e l’ho sempre fatto sin da ragazzino, tantissimo.

Infatti ha studiato architettura. Questo quanto ha contato?    

Moltissimo. Anche quando studiavo mi divertivo a disegnare abiti, e se si guardano le mie collezioni si vede l’influenza che il mio percorso accademico ha avuto sul mio modo di fare moda.

Quando ha capito che non avrebbe progettato case, ma abiti?     

Sono stato tre anni a New York, ho fatto stage lì, ho aperto i miei orizzonti, ho capito dove poter spaziare, e quale fosse il mio posto. Sono tornato in Italia e mi sono buttato sul bridal, un segmento di mercato che ero sicuro mi avrebbe dato grandi soddisfazioni. E così sono quasi 20 anni che faccio moda.

Le sue creazioni in effetti rispecchiano un po’ delle costruzioni architettoniche. Sono il suo ‘marchio di fabbrica’?

Più che nella ricchezza dei tessuti, nei ricami, i miei abiti hanno una ‘struttura’ particolare, fatta di rouches e costruzioni suggestive, che li fanno sembrare quasi degli origami.

Origami..infatti lei è molto popolare in Giappone, vero? 

Per me rappresenta un grande mercato, insieme alla Russia e agli Stati Uniti. Le spose giapponesi sono perfette nei miei abiti, anche in quelli più corti e audaci.

Che taglia indossa la sua sposa ideale?

Immagino sempre una taglia 40, una donna che abbia comunque delle forme.

Dalla sposa al prêt-à-couture, perché?

E’ stato il mercato a richiederlo. Le mamme delle spose, le amiche, mi chiedevano una collezione più fresca, da cerimonia, ma meno sontuosa.

Qual’è la caratteristica di questi abiti?

La palette è quella di stagione: malva, corallo, il color polvere. Le ispirazioni vengono dalla femminilità sofisticata degli anni ’50, in cui la silhouette era fasciata in abiti costruiti e tessuti preziosi. Anche nella mia collezione, il mikado di seta, viene sovrapposto a pizzi chantilly e rebrodé, creando a volte effetti nudo, trasparenze e contrasti. Poi la mia firma: rouches scultoree, volute e fiocchi.

A quale donna si indirizza?

E’ una collezione pensata per una donna ricercata, fine, contemporanea e determinata, che non teme di sfoggiare scollature, né di osare con il nude look.  La sua è una femminilità sofisticata.

E’ considerato uno dei designer più prestigiosi nell’ambito degli abiti da sposa: come è cambiata la tua cliente e come si differenzia oggi la cliente italiana da quella straniera, con riferimento, ad esempio, alle tue clienti russe?

Le mie clienti oggi vogliono abiti che all’apparenza possono sembrare lineari, ma che hanno comunque elementi architettonici, come fiocchi, volute e rouches costruite, che sono un po’ la mia firma. Le clienti russe in realtà oggi si sono europeizzate, nel senso che mentre prima per loro facevo una linea completamente diversa, fatta di volumi e tessuti più sfarzosi, ora amano il glamour semplice e lineare, come le europee.

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