Estate tra arte e cultura: Roma

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Di Ivano Rocco Montrone

Estate tra arte e cultura: Roma

Le mostre in programma nelle grandi città nei mesi caldi.

 

L’estate è un ottimo periodo per visitare le grandi città italiane. I musei sono sempre ricchi di appuntamenti e mostre che vanno ad arricchire gli itinerari di viaggio. Ecco qualche evento selezionato da noi di Fashion News Magazine.

In questo nostro secondo appuntamento vi presentiamo le maggiori mostre in programma a Roma:

1564-2014. Michelangelo. Difficoltà e voli di un artista universale.

Musei Capitolini – fino al 14 settembre 2014

Per il 450° anniversario della morte del grande Michelangelo Buonarroti, genio del Rinascimento italiano di cui seppe essere interprete universale in quanto scultore, pittore e poeta, i Musei Capitolini organizzano una mostra documentaria che racconta la vita e le opere di un artista che aveva una concezione dell’arte totale, nel senso che la viveva a 360° immergendosi nel suo destino di artista consapevole di non averne scampo. A chi gli chiedesse perché non avesse fatto famiglia Michelangelo rispondeva candidamente che le sue sculture erano i suoi figli che avrebbero tramandato il suo nome tra i posteri per sempre. Così nelle sale dei Musei Capitolini non vanno in esposizione solo disegni, dipinti, sculture e modelli architettonici per raccontare come sempre il Michelangelo pittore, scultore e architetto: ma vi c’è spazio anche per le sue corrisponde autografe, le sue lettere e la sua poesia.

La biblioteca infinita. I luoghi del sapere del mondo antico

Colosseo – fino al 5 ottobre 2014

In mostra la storia della nascita e diffusione della cultura scritta e della sua propagazione nei confini geografici del mondo antico greco, ellenistico e romano. Il libro scritto comparve in Grecia sulla fine del V secolo a.C. anche se manoscritti di Omero erano stati approntati già dalla metà del VI secolo, se si vuole credere alla tradizione antica. Con i tragici e sicuramente con l’inizio del IV secolo il commercio librario era già una realtà. Ma certamente l’impulso più grande lo diede l’età ellenistica e la formazione di un impero che, una volta sgretolatosi, trovò il suo centro culturale in Alessandria e nel suo Museo e nella famosa Biblioteca. Ai dotti alessandrini si dovette molto di quello che ancora oggi possiamo leggere dei classici greci di V e IV secolo ed anche una sistemazione del sapere che fece scuola fino ai giorni nostri.

Arrigo Musti: impop

Villa Torlonia – fino al 28 settembre 2014

La mostra di Arrigo Musti è un trionfo di colori che rappresenta una visionaria chiave di lettura della nostra epoca nella quale si riesce ancora a creare nuove tendenze artistiche che non rinunciano a una personale riflessione sulla società, cogliendone inclinazioni e contraddizioni.

Andy Warhol. Dalla collezione di Peter Brant.

Palazzo Cipolla – fino al 28 settembre 2014

In mostra a Roma ancora le opere di Warhol; dopo essere passata con successo a Palazzo Reale l’esposizione dedicata al maestro della Pop Art si presenta al Museo del Corso di Roma nella veste che l’artista assume nella collezione di Brant, noto mecenate americano e amico personale dell’artista che acquisto le opere di Warhol fin dai suoi sesordi. La parabola artistica di Warhol disegna certamente uno di quegli spartiacque della storia, in questo caso, dell’arte che raramente succedono per caso. Per l’artista infatti l’opera d’arte doveva svincolarsi da quello che era stata considerata per secoli da artisti e estimatori, cioè un momento di densità espressiva di significato alto e irripetibile ed intellettuale, e ridursi significativamente invece a ciò che contraddistingueva la società moderna: consumo, democratizzazione della creazione e della fruizione dell’opera e svuotamento di simboli attraverso la loro riproduzione in serie.

Frida Kahlo

Scuderie del Quirinale – fino al 31 agosto 2014

Una mostra ricca di fascino quella delle Scuderie del Quirinale sull’artista messicana Frida Kahlo (1907-1954), artista appartenuta all’avanguardia messicana del Novecento. Intento principale della mostra è quello di comprendere meglio l’attività artistico pittorica della Khalo per mettere a fuoco le sue capacità d’interazione con le correnti artistiche dell’epoca che visse in prima persona: Modernismo messicano e Surrealismo europeo. La Khalo, oggi conosciuta come antesignana del femminismo e icona pop della modernità, fu capace infatti d’intercettare nelle sue opere i cambiamenti sociali prerivoluzionari in Messico; la matrice indigena dei suoi quadri riflette cioè un ritorno alle origini del continente che era alla base della reazione rivoluzionaria. Inoltre la Khalo, compagna di una vita di un altro famoso artista messicano Diego Rivera, conobbe anche nella sua vita molti artisti europei con cui intrattenne anche rapporti d’amicizia sincera (Marcel Duchamp e Yves Tanguy per citarne alcuni). In mostra capolavori mai visti in Italia e provenienti dai maggiori musei di tutto il mondo e da numerose collezioni private di prestigio. Nelle sale delle Scuderie del Quirinale anche il famoso “Autoritratto con collana di spine e colibrì” del ’40 mai esposto prima d’ora in Italia e il primo autoritratto di Frida, dipinto a soli 19 anni. “Autoritratto con vestito di velluto”.

Cecilia Luci. Made in water

MACRO – fino al 7 settembre 2014

Luci unisce un personale immaginario visivo con un uso sapiente della macchina fotografica. Dopo aver abbandonato lo studio della figura umana, l’artista ha intrapreso una ricerca mirata alla ricostruzione di paesaggi interiori attraverso la combinazione di oggetti di uso quotidiano disposti in liquidi trasparenti come l’acqua. Le geometrie astratte e le inaspettate metamorfosi che avvengono durante queste combinazioni danno vita a stranianti fotografie che fanno della trasparenza stessa una sorta di filtro psicologico e formale che ripara memorie e ricordi, spersonalizzandoli con un forte accento estetizzante.

Chittrovanu Mazumdar. And what is left unsaid…

MACRO – fino al 20 settembre 2014

Prima personale in Italia dell’artista franco-indiano Chittrovanu MazumdarAnd what is left unsaid… è costruita sulla contrapposizione di due grandi installazioni che aprono il percorso espositivo — in cui i colori dominanti sono rispettivamente il nero dei monoliti interattivi in ferro e il rosso della seconda installazione — che si chiude quindi con una  videoinstallazione. Il titolo della mostra, And what is left unsaid…, descrive una melanconica e rassegnata presa di coscienza dell’impossibilità di esprimere se stessi fino in fondo, e rispetto alla quale le opere diventano la rappresentazione di ciò che, inespresso, riempie i nostri ricordi. Utilizzando materiali molto diversi come legno, ferro, tessuti, fiori, fotografie, video, suoni e luce, l’artista crea molteplici stimoli multisensoriali attraverso i quali egli racconta frammenti di storie, inclusa quella sua personale. Le immagini di Mazumdar conducono nel territorio ambiguo del non detto, del non manifestato, come un amore clandestino che non può essere rivelato e lascia sempre qualcosa in sospeso, latente e bloccato, nei due amanti che tornano alle proprie vite.

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