di Denise Ubbriaco
Intervista ad Alberto Maria Antonio Munafò.
Intervista al Maestro Alberto Maria Antonio Munafò, Presidente del Coro Lirico Siciliano.
La musica esalta l’armonia universale, solleva intense e profonde emozioni. La musica è la magica chiave che apre i cuori della gente. Gioacchino Rossini disse: “Quello che è l’amore per l’anima è l’appetito per il corpo. Lo stomaco è il maestro che dirige la grande orchestra delle nostre passioni. Mangiare, amare, cantare, digerire sono i quattro atti di quell’opera comica che è la vita.” Per saperne di più sul meraviglioso mondo della musica lirica e per conoscere tutte le curiosità sul Coro Lirico Siciliano, realtà musicale di fama internazionale, ho avuto il piacere di intervistare il Maestro Alberto Maria Antonio Munafò, controtenore e Presidente del Coro Lirico Siciliano.
Mi racconti chi è Alberto Maria Antonio Munafò.
“Alberto Maria Antonio Munafò è un “individuo” dalla personalità multipla. Detto così, potrebbe lasciar pensare ad una malattia, ma, in ogni caso, non posso dire con certezza che non sia così. (risata inevitabile) Ciò che intendo dire è che in me coesistono almeno due identità completamente differenti. Una è molto moderata, tranquilla e vorrebbe vivere in una fattoria, mentre l’altra è molto estroversa e vuole vivere una vita tra un palcoscenico e l’altro, tra un’ interpretazione drammatica ed una brillante, così via discorrendo.”
Come ha iniziato il suo percorso nell’affascinante mondo della lirica?
“Sin da piccolo, ho sempre amato la musica e l’arte in ogni sua forma. Un bel giorno, decisi che la mia strada era quella della musica. Dapprima, iniziai a studiare il pianoforte, poi capii che la mia predilezione era per il canto. Una serie di strane coincidenze, che non sto ad elencare, mi portò ad una selezione per “Il Fantasma dell’Opera” a Roma. Lì, si trovava una particolare signora, il soprano Giovanna Collica, con uno stuolo di studenti, uno più bravo dell’altro, che sbancarono le audizioni. Così, decisi di avvicinarmi per chiedere informazioni e scoprii che la signora aveva un’accademia a Siracusa. Ben presto, mi ritrovai a studiare alcune arie d’opera, su insistenza della docente di ortofonia, e, subito dopo, mi innamorai definitivamente del mondo dell’opera lirica. In realtà,c’è da dire che in famiglia ci sono diversi casi di musicisti e cantanti lirici, tra cui il soprano Anna Moleti e il tenore rossiniano di fama mondiale, Antonino Siragusa. Praticamente, sono sempre stato immerso in questo mondo meraviglioso.”
Oltre ad essere controtenore, vantando un curriculum di tutto rispetto, è Presidente del Coro Lirico Siciliano, una prestigiosa realtà musicale che ha iniziato a muovere i suoi primi passi nel 2008, riuscendo ad affermarsi ovunque, registrando una crescita esponenziale, grazie alle indiscutibili qualità artistiche dei suoi componenti. Mi tolga una curiosità. Da cosa è scaturita l’idea di dar vita al Coro Lirico Siciliano?
“Essere Presidente di una realtà così importante, ormai affermatasi con l’unico metro della qualità assoluta, è per me un onore e un onere al contempo. Ancora oggi, non mi capacito di come sia possibile. L’idea è nata una sera dopo un concerto lirico realizzato a Mineo, in provincia di Catania, paese di origine dell’attuale Maestro del Coro, Francesco Costa. Ci ritrovammo nella sua casa con la signora Collica, che aveva cantato da solista. Iniziammo a parlare del successo che aveva riscosso quel concerto e di come sarebbe stato interessante proseguire l’attività incrementando il numero di elementi e perfezionando alcuni aspetti. Di li a poco, nacque il Coro Lirico Siciliano, formato da una base di allievi dell’accademia della signora Collica e da altri amici cantanti lirici conosciuti in varie esperienze fatte in precedenza.”
Ricorda quale fu il primo grande trampolino di lancio che ha segnato una svolta nella vostra carriera?
“La prima uscita importante fu a Roma per una tournée fatta nelle principali basiliche romane e, successivamente, presso il Teatro Antico di Taormina, per il Bellini Festival diretto da Enrico Castiglione. Da quel concerto, svolto con grandi successi di pubblico e critica, iniziò la nostra carriera importante: Settimana Internazionale di Musica Sacra di Monreale, Taormina Arte, Bellini Festival, Vivaldi Festival e collaborazioni importanti con il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Bellini di Catania, cantanti di chiara fama come Daniela Dessì, Fabio Armiliato, Piero Giuliacci, direttori come Steven Mercurio, Peter Tiboris, Giuliano Carella, Gianluca Martinenghi,Orchestra Sinfonica Siciliana, Luglio Musicale Trapanese. Un vero e proprio“crescendo rossiniano” che speriamo non si fermi mai.”
Qual è il criterio con cui sono stati selezionati gli artisti del Coro Lirico Siciliano?
“I criteri che si utilizzano, almeno ufficialmente, nei maggiori teatri del mondo sono le famose “tre prove”: letture a prima vista, vocalizzi, ascolto di arie e parti corali. Ci sono da considerare: l’amicizia con le migliori scuole di canto siciliane e la “segnalazione” di alunni e cantanti meritevoli. Il criterio della assoluta qualità, della competenza musicale, della vocalità adeguata, delle voci “ferme”, cioè non difettose, oscillanti o fibrillanti, perfettamente intonate e così via dicendo. Un criterio artistico in senso più ampio è la capacità attoriale. Noi non facciamo “musica” sic et simpliciter”, ma “teatro”. E’ il famoso “recitar cantando” che distingue il corista dall’artista del coro.”
Qual è il segreto del vostro successo?
“Il nostro è stato definito uno dei migliori cori d’Italia e credo che questo sia il giusto riconoscimento per il durissimo lavoro che svolgiamo ogni settimana durante le prove, senza mai sosta. La cura dei particolari, della vocalità, dell’aspetto ritmico e musicale, della ricerca della parola, della cesellatura di ogni accento è alla base di ogni nostra interpretazione. In questo, probabilmente, il fatto che il Presidente, cioè io, sia un cantante e lo sia anche il Maestro del Coro e il Direttore Artistico (soprano dalla brillante carriera con debutto al Teatro alla Scala) è d’aiuto, se non alla base del nostro successo!”
In occasione del Festival Euro Mediterraneo, tenutosi nella straordinaria cornice del Teatro Greco di Siracusa, è andata in scena un’opera dalla bellezza impareggiabile: l’Aida di Giuseppe Verdi, con un nuovo ed incredibile allestimento firmato dal regista e scenografo, Enrico Castiglione. Uno spettacolo stupefacente, impreziosito da una scenografia mozzafiato. Vuole svelarmi qualche curiosità sulla realizzazione di quest’opera?
“L’allestimento dell’Aida di quest’anno ha superato davvero ogni aspettativa. Enrico Castiglione, regista e scenografo ormai di fama mondiale, si è fatto apprezzare proprio per la capacità di saper muovere le “masse artistiche”, soprattutto in un’opera come Aida, con un coro di quasi 100 elementi. Uno dei più bei complimenti fatti da Castiglione è stato quello relativo alle capacità attoriali del nostro organico, complimento che lo accomuna anche ai maggiori critici siciliani e nazionali.”
In una stagione di così grande rilievo culturale, il Coro Lirico Siciliano, diretto dal talentuoso Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, ha eseguito i celebri Carmina Burana di Carl Orff. Senza dubbio, una delle partiture lirico-sinfoniche più emozionanti dell’intera storia musicale. L’accuratissima e suggestiva interpretazione dell’opera ha conquistato l’intero pubblico. Quali sono le capacità tecniche necessarie per l’esecuzione ottimale della complessa pagina di Orff?
“Inizio col ringraziare il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli per aver accettato l’invito a dirigere i Carmina Burana nella stagione sinfonica del Teatro Greco. Il Maestro Sipari ha superato le nostre aspettative, riuscendo a tirar fuori dal coro sonorità, colori, dinamiche molto interessanti, è stato in grado di conferire una lettura personale al capolavoro di Orff ed a trascinare il pubblico. La pagina di Orff è complessa sotto diversi aspetti: quello musicale, in primis. Ritmicamente e musicalmente non è una partitura semplice da eseguire, soprattutto quando alla testa della compagine c’è un direttore che vuole dare un’ interpretazione personale e particolare con cesure, ritardandi, crescendi continui che rendono più affascinante l’esecuzione, ma diventa più complesso portarla a compimento. Non tralasciabile è l’aspetto tecnico-vocale. L’opera prevede per il coro un’estensione pazzesca,infatti, si passa da note molto gravi fino al do sovracuto tenuto che Sipari e Costa hanno deciso di far eseguire al coro addirittura più di quanto previsto da Orff, proprio per valorizzare le capacità e le competenze tecniche degli artisti del coro. Per i solisti, dal baritono ai soprani passando proprio per il controtenore, le arie sono molto complesse tecnicamente, con estensioni davvero ampie. Inoltre, tengo a ringraziare la prof.essa Maria Carmela De Cicco ed il suo coro di voci bianche che ha eseguito perfettamente la parte assegnata.”
Che mi dice a proposito della scelta di eseguire una partitura di rara esecuzione e di difficile interpretazione come la Misa Criolla di Ariel Ramirez?
“La Misa Criolla di Ramirez è stata una scelta un po’ particolare, caduta in occasione del cinquantenario dalla scrittura, per offrire al pubblico uno spettacolo nello spettacolo, con l’orchestra che riproduceva i suoni della natura come: il vento, la pioggia, in cinguettio degli uccelli. I due solisti, Dave Monaco (tenore) e Gianluca Failla (baritono), la chitarra solista del prof. Agatino Scuderi, l’orchestra da camera del festival, la nostra pianista Annalisa Mangano hanno offerto uno spettacolo eccezionale. Un ensemble d’eccezione sotto la “bacchetta” di Francesco Costa, che ha fornito un’interpretazione stupefacente della partitura di Ramirez, con l’alternanza di suoni sul pianissimo vellutato e corpose e robuste sonorità liriche.”
Uno spettacolo all’insegna della qualità.
“Uno spettacolo definito da molti come uno dei più interessanti ascoltati al Teatro Greco. Uno spettacolo che conteneva in sé almeno 4 spettacoli: Misa Criolla, Carmina Burana, lo spettacolo delle percussioni e quello offerto dalla grande attrice Fioretta Mari. Voglio sottolineare che l’eccellenza è stata espressa in tutte le sue forme. Abbiamo avuto due pianisti di primissimo livello, Luca Ballerini e Roberto Carnevale, che hanno dato una prova pianistica di rara bellezza, un’ orchestra di percussioni come la Percussio Mundi diretta da Giovanni Caruso, che ha suonato tutto quello che era presente sul palcoscenico, sedie comprese. Non sono mancati solisti di grande prestigio come: Giovanna Collica, Gonca Dogan, Stefano Meo, etc.”
Quali sono gli altri impegni della stagione lirica e sinfonica del Teatro Antico di Taormina?
“Il 2 e 4 agosto ci saranno“Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci”,nei giorni 9, 11, 13 agosto “Tosca”, il 10 agosto “Principesse, violini e champagne, Gran gala dell’operetta”, il 2 settembre ci sarà “Bellini Mascagni Opera Gala” con la straordinaria partecipazione di Maria Dragoni, Fioretta Mari, Denia Mazzola Gavazzeni.”
Dove vi condurranno i prossimi progetti?
“I prossimi impegni ci porteranno oltre oceano. All’estero, porteremo il nostro amato Vincenzo Bellini. In programma ci sono ancora altre due tournée, in cui porteremo con noi Verdi. Progetti molto ambiziosi che nascono da sinergie internazionali, scaturite dopo l’ascolto del coro in scena da parte di importanti agenti internazionali e direttori artistici di grandi festival e teatri. Non svelo nulla di più per il momento.”
Ringrazio il Maestro Alberto Maria Antonio Munafò ed auguro al Coro Lirico Siciliano di perseguire nuovi e grandi traguardi.
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29/07/2014












