Parole alla moda

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Di Giovanna Maria de Marco

Le 10 parole da portare con sé nel 2015

In vista del nuovo anno, probabilmente, vi ritrovate a compilare la lista dei buoni propositi e degli obiettivi da conseguire nei prossimi 365 giorni. Immaginate di essere l’omino in giallo della foto che accompagna quest’articolo ed immaginate che la figura blu sia la vostra strada. Dove state andando? Avete messo in valigia le parole positive? Vi consigliamo per prima cosa di bandire espressioni consuete come: “domani inizio”, “poi lo faccio”, “c’è sempre tempo”, “questo può aspettare” … Basta con le solite frasi già sentite! È tempo di agire e di trasformare tutti i nostri intenti e la lista delle parole per il 2015 in vere e proprie azioni che valgono! Ecco di seguito le dieci parole vincenti che FNM vi propone per il nuovo anno.

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  1. Amare: un verbo, un concetto, un’aspirazione, un ideale e persino un comandamento. Una parola definita e ridefinita, smontata e ricostruita di milioni di sensi ed interpretazioni. Svuotata di significato e riempita di nuovo. Forse la più bella parola al mondo che vale la pena ricordare e scrivere su specchi, muri o su volanti post-it da incollare sul frigorifero, sul computer, sulla testata del letto, ovunque, sparsi per casa, a lavoro, perché in fondo vale la sempre la pena ricordarsi di amare.
  2. Speranza: quellattesa fiduciosa di realizzazione dei nostri desideri. Una parola da sperperare, ideale per contaminare di buone aspettative l’anno che viene e quelli che verranno. Per sperare contro ogni evidenza che ci induce a pensare il contrario; per riprendere a sognare, per chiedersi quali passi occorre intraprendere per vedere un giorno i nostri sogni diventare realtà.
  3. Rispetto: tutti lo vogliono, non proprio tutti lo danno. A volte è bene ricordarsi che tocca proprio a noi metterlo in pratica. Nonostante sia una parola tanto utilizzata, a volte sembra svuotarsi di senso e perdere il vero significato. Dal latino “respicere”, guardare indietro, sembrerebbe invitare a guardarsi intorno e a considerare che non siamo soli su questo pianeta. Il rispetto è un grande valore da custodire in tutti i tempi, in tutte le società, ed in tutti i tipi di relazione. Vale la pena dunque, rispolverarne il significato per vivere meglio.
  4. Possibilità: Una parola meravigliosa. Possiamo scegliere di creare possibilità per noi e per gli altri. Basta chiedersi innanzitutto che tipo di persone vogliamo essere. E se stiamo dalla parte di chi crea possibilità e semplifica la vita o se stiamo dalla parte di chi crea ostacoli e complica la quotidianità. Negli ultimi tempi, nel nostro paese, gli italiani sono abbastanza insoddisfatti di come vanno le cose. Il ché, è comprensibile ed accettabile. Tuttavia, cosa facciamo per migliorare le cose per le quali ci lamentiamo? Abbiamo due soluzioni: lamentarci di come tutto va male, o cercare delle soluzioni. Alla fine che vantaggio ne viene dal brontolare che non funziona niente? A noi la scelta!
  5. Change Maker: negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’esplosione di “Change Maker”. Giovani imprenditori da tutti gli angoli del pianeta hanno dato vita a straordinari progetti nei settori più disparati creando con le loro idee nuove possibilità. Se per caso, avete anche voi un progetto da realizzare, ma non sapete ancora da dove partire, ecco qualche link utile: The Hub, (qui, oltre ad essere in contatto con tanti altri giovani imprenditori, vi aiutano a valutare il vostro business ed a farlo decollare); Crowdfounding (qui potete iniziare a diffondere la vostra idea e a trovare dei sostenitori), Meet-up (ideale pere incontrare persone che condividono le vostre stesse passioni ed interessi). Ci sono tanti modi per iniziare, Lifestyle Design Convention (qui cercano donne che abbiamo qualcosa da comunicare il prossimo gennaio 2015 alla conferenza che si terrà a Zurigo) e se proprio volete fare qualcosa di buono cliccate su Goodwall e lasciatevi ispirare.
  6. (In)differenza: siamo nel XXI secolo e manca poco al 2015. Siamo circondati da tecnologie sofisticatissime che migliorano la vita di tutti giorni. Abbiamo conquistato traguardi impensabili persino agli occhi della generazione precedente. Siamo capaci di mantenere nel vuoto dello spazio una delle meraviglie del mondo come la Stazione Spaziale Internazionale. Abbiamo sfidato i nostri limiti e li abbiamo oltrepassati alla grande, eppure, eppure per le strade di ogni dove, l’indifferenza danza sovrana per le vie delle città ed ahimè anche nel cuore dell’uomo. E pensare che basterebbe eliminare le prime due lettere “in” per passare dall’indifferenza alla “Differenza”, sì, quella con la lettera maiuscola. Quella che ognuno di noi può iniziare a fare oggi nel posto in cui si trova, con le risorse che ha a disposizione. Perché quello che resta “IN” oggi, è proprio fare la “differenza”!
  7. Interazione: ogni passo, ogni azione che facciamo o che non facciamo determina una conseguenza. Ricordiamocelo. E “recuperi+amo” il valore delle buone relazioni e delle nostre inter+azioni, non solo con le persone intorno a noi, ma anche con lo spazio che ci circonda (che per quanto ne siamo consapevoli o no), anch’esso interagisce con noi influenzando le nostre emozioni e di conseguenza le nostre azioni. Per scoprirne di più ecco l’articolo pubblicato dalle Nazioni Unite sulla semantica degli spazi e su “Architecting Interaction” nuovo termine coniato da AKKA.
  8. Bellezza: e se facessimo tutto per bellezza? Dove si andrebbe a finire, ci abbiamo mai pensato? Ispirata dall’amore, la bellezza non può che condurre all’amore. Stando a Dostoevskij sembrerebbe infatti che “la bellezza salverà il mondo”. Ricercarla, averla nel cuore e nella testa, potrebbe portarci lontano. Tanto vale provarci no?
  9. Grazie: non costa nulla e rende tanto. Un semplice ed autentico “grazie”, fa sentire bene, utile ed importante chi lo riceve, fa sentire a posto chi lo pronuncia. A volte un “semplice grazie” può connotarsi di un valore aggiunto e diventare un “grazie speciale”. Come? Continuate a leggere qui di seguito e scoprite cosa s’intende per “pay it forward”.
  10. Pay it forward: termine che ha ispirato anche un film tradotto in italiano “un sogno per domani”. Espressione tipicamente americana che invita a ricambiare un gesto di gratitudine e generosità ricevuto da qualcuno, ma ricambiato verso un’altra persona che si conosce o no e che, in un certo qual modo, è in una fase di bisogno. In pratica, consiste nel restituire il credito che si vanta verso qualcuno a favore di un’altra persona. Cioè: il creditore “A” chiede al proprio debitore di pagare ad un’altra persona (“B”) il suo debito, probabilmente a sua volta, “B” farà lo stesso con “C” e così via; creando una sorta di catena per ripagare il bene ricevuto. In sostanza insomma, è una vera e propria eredità al mondo là fuori che aspetta proprio voi!

 

Foto: Aurélie Ménard

 

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