“Sfere Alchemiche” per Abitart: tra fiaba e colori

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Di Alessandra Rosci

“Sfere Alchemiche” per Abitart: tra fiaba e colori.

Appuntamento il 28 gennaio alle ore 17:00 presso l’ospedale S. Eugenio di Roma: in passerella le creazioni della famosa stilista Vanessa Foglia.

L’appuntamento è per il 28 gennaio alle ore 17:00 presso l’ospedale S.Eugenio, situato a Roma in zona Eur dove la stilista Vanessa Foglia presenterà la sua collezione Abitart primavera/estate 2015. Una location insolita per una sfilata ma ricca di significato che ha lo scopo di trasformare per un giorno, un luogo di sofferenza in un mondo incantato, un giardino dell’Eden fatto di sorrisi e spensieratezza; uno spazio creativo per ritrovare se stessi.

Con il sostegno dell’Associazione Bianco Airone Pazienti Onlus, dottoresse ed ex pazienti come modelle, il make-up e l’hair styling di L’Orèal e Bionike, le musiche della talentuosa Sally Moriconi e la performance dell’artista Itto che dipingerà in scena un abito realizzato appositamente, sarà un evento unico, un’occasione di grande rilevanza mediatica curato nei minimi dettagli dove nulla è lasciato al caso, che ci trasporterà in un’atmosfera del tutto affascinante, in un mix tra fantasia e realtà.
Un momento fantastico all’insegna del colore, dell’allegria quello pensato dalla designer, in cui le 18 modelle che sfileranno per presentare i suoi 40 abiti avranno l’onore di omaggiare il concept che la stilista vuole trasmettere: celebrare la vera bellezza di ogni donna. Attraverso l’accostamento di diverse tipologie di tessuti, come il romantico tulle, il regale taffetas e l’utilizzo di fibre naturali e morbide Vanessa Foglia è riuscita a creare una collezione dal mood delicato e sofisticato per una donna che vive il quotidiano ma senza rinunciare a quel tocco di sobria eleganza. Una griffe, quella di Abitart che presenta capi fatti con la coscienza dell’artigianato capace di dare vita a creazioni originali e dal fascino senza tempo, fornendo con accessori, camicie, vestiti e tanto altro il guardaroba perfetto che può soddisfare le richieste di ogni donna. Personalità eclettica, la stilista nutre la sua immaginazione con il colore, tanto che come dice lei stessa: “ la mia è un’anima colorata”.
Un inno alla bellezza, alla scoperta e alla ricerca di una favola. E’ questo che Vanessa Foglia ha voluto raccontare nella sua nuova collezione che ha voluto chiamare “Sfere Alchemiche”: la forza della femminilità, di una donna che non si omologa e che grazie esclusivamente a se stessa diventa simbolo di libertà. L’iniziativa mira a lanciare un forte messaggio di inclusione nel campo della moda. Nell’immaginario collettivo di alcuni settori della società, sembra che sanità e moda abbiano valori in conflitto, quando in realtà, come in ogni campo, ci sono numerose opportunità per promuovere la costruzione di una società inclusiva. La moda può essere, dunque, sempre di più un’occasione per far del bene e soprattutto, per lanciare, con grande speranza, messaggi profondi e significativi.
-Quale è il concept della sua sfilata? 
“Il concept della mia sfilata, se cosi si può dire, è ciò che mi accompagna nella creazione dei miei abiti. Io ho sempre pensato che la bellezza di una donna non risieda in ciò che indossa, ma in ciò che il suo essere riflette , non ho mai voluto vestire solamente il corpo della donna, ma anche la sua anima”.
-A cosa si è ispirata nel processo creativo di “Sfere Alchemiche” e a cosa si deve questo nome?
“La collezione “Sfere alchemiche” vuole rappresentare la gioia di vivere, attraverso l’accostamento insolito di tessuti e colori che portano ad un effetto volutamente nuovo, cromatico e innovativo, ribaltando i simboli classici dell’estetica. Un inno alla vera bellezza di ogni donna. “Sfere Alchemiche” nasce dall’alchimia, dove i pensieri volano armoniosamente e si trasformano in sogni e dove per un momento avverti la sensazione di un completa assenza dal tutto, ma che nello stesso tempo, sei parte integrante con il tutto. Come un cielo in continuo mutamento, che cambia forma ed espressione ogni volta che lo guardi. Così, i miei abiti si trasformano: un abito ampio come una principessa o scivolato come una dea, può diventare poi longhette , oppure si possono togliere le maniche mediante delle  zip e creare con esse dei pittorici foulard. Un incontro tra passato e futuro dove i camei e le perle richiamano la bellezza del tempo che fu, e dove i colori, le forme e la trasformazione, riconducono immediatamente alla nostra bellissima epoca, ove tutto può mutare e dove tutto si può trasformare”.
-Che cosa l’ha spinta a scegliere l’ospedale S. Eugenio di Roma come location per la sua sfilata?
“Ho voluto regalare  il mio mondo fatato, in questo luogo che è stato per molti un posto di cura e sofferenza. Donargli per un giorno un po’ dei miei colori magici e sorrisi trasognati, trasformando queste fantastiche  donne, tra cui troviamo dottoresse, infermiere, pazienti ed  ex pazienti del reparto di Ematologia, in principesse di un giardino incantato”. 
Insomma, un appuntamento imperdibile tutto da godere.