Sanremo, le 10 canzoni più belle di sempre

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Di Andrea Festuccia

Sanremo, le 10 canzoni più belle di sempre

Da Lucio Battisti a Vasco Rossi fino a Emma, la top ten del Festival dei fiori,  fra canzoni che escono cenerentole dall’Ariston e diventano principesse, tragedie che si consumano in hotel e giurie “social”.

 

Comincia il Festival di Sanremo, impazza il totofestival, così come il totonomignolo da affibbiare anche a questa 65° edizione: sarà il Festival delle canzonette? Vincerà una canzone “nazional-popolare”? Sarà il Festival dei giovani? Sicuramente ognuna di queste definizioni si addice ad un Festival che però, nei suoi tanti anni di storia, ha ospitato molti cantanti e autori di livello, sottoponendo alcuni ad un vero e proprio “battesimo di fuoco”, ha incorporato nel giudizio finale il lato “social” prima dell’avvento dei “social”, ha snobbato alcuni artisti ed è stato snobbato da molti che lo hanno accusato di non puntare sulla vera qualità delle canzoni. Per questo, una “top ten” delle 10 canzoni più belle di sempre del Festival è quanto di più difficile, e sicuramente lascerà molti scontenti, così giochiamo a  carte scoperte e vi diciamo cosa ha contato nella nostra classifica: oltre alla bellezza/qualità della canzone, anche la popolarità (non necessariamente acquisita nel corso del festival, anzi spesso dopo) e al “taglio” in grado di fotografare un determinato momento storico. Ma bando alle ciance, e via con la classifica:

10° posto: Destinazione Paradiso – Gianluca Grignani: presentata al Festival nel 1995, si classifica sesta nella sezione “Nuove Proposte” – Frase cult: “Un viaggio ha senso solo senza ritorno se non in volo”.

 9° posto: La solitudine –  Laura Pausini:  partecipa al Festival  nel 1993 e vince la sezione “Novità”. Originariamente il testo cominciava con “Anna se n’è andata”, ma Laura cambiò il nome in “Marco”, il suo fidanzatino dell’epoca. E fu un successo internazionale

 8° posto: Angelo – Francesco Renga: vince il Festival nel 2005. Il brano è dedicato a Jolanda, la figlia avuta con Ambra Angiolini poco prima della sua partecipazione alla gara.

Emma

7° posto: Non è l’inferno – Emma Marrone: “Abbiamo superato la fame, le guerre: supereremo anche questa crisi” Emma vince il festival del 2012 con una canzone sul difficile periodo economico passato dall’Italia: una canzone demagogica, dirà qualcuno, ma dall’effetto dirompente.

 6° posto: Nessuno mi può giudicare – Caterina Caselli: La ragazza dal casco d’oro (per via dell’acconciatura) arriva seconda al Festival del 1966. Il bello è che cantò questa canzone solo perché all’ultimo Adriano Celentano decise di presentarsi al festival con “Il ragazzo della via Gluck” invece che con “Nessuno mi può giudicare”, per cui la canzone fu affidata a lei (in coppia con Gene Pitney).

 5° posto: Ciao Amore Ciao – Luigi Tenco. Il 1967 sarà sempre ricordato come l’anno del suicidio di uno dei più grandi cantautori italiani, Luigi Tenco, dopo l’eliminazione di questa canzone in un festival che vide trionfare “Non pensare a me” cantata da Claudio Villa ed Iva Zanicchi.

4°posto: Adesso Tu – Eros Ramazzotti: il ragazzo nato ai bordi di periferia, dove i tram non vanno avanti più, prende il volo. La canzone vince Sanremo 1986 e lancia Eros verso il successo internazionale.

Battisti

3° posto: Un’avventura – Lucio Battisti. A pensare che una delle canzoni più belle di Lucio Battisti si classificò solo nona al Festival di Sanremo 1969 (che infatti fu il primo e l’ultimo a cui Lucio partecipò) viene un po’ da ridere e un po’ da pensare: “Perdonali, Lucio”.

 2° posto: Nel blu dipinto di blu – Domenico Modugno. Una canzone che non ha bisogno di descrizione: vincitrice di Sanremo 1958, rappresenta ancora oggi l’Italia nel mondo, con le rime più facili da fare ma con l’emozione e la capacità artistica che seppe donargli Domenico Modugno: non è prima solo perché guardate chi viene dopo…

1° posto: Vita spericolata – Vasco Rossi. Quattro minuti e quarantasei secondi che resteranno per sempre nella storia del Festival (ahimé) e (per fortuna) in quella della musica italiana. La dimostrazione che le canzoni camminano con le proprie gambe, e con quelle di chi le canta, al di là di un’esibizione che, sul palco dell’Ariston nel 1983, vide Vasco classificarsi penultimo. Penultimo! Snobbata al festival, urlata a squarciagola ancora chissà per quanto negli stadi italiani…

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