Casa Sanremo, intervista alla band Capone & BungtBangt

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fnmDi Isabella Bellitto

Quando il suono incontra l’amore per la natura

Anche dentro Casa Sanremo si esibiscono grandi artisti e noi abbiamo intervistato una band fuori dagli schemi.

 

Prima della sua esibizione nella Sala Mango di Casa Sanremo, Maurizio Capone della “ Capone & BungtBangt” ha trovato del tempo per rispondere a qualche veloce domanda. Un artista da imitare, da ascoltare ma soprattutto da conoscere.

Si definiscono una band “non convenzionale”, ma…

Quando è nata la band?

“ La band è nata nel 1999, portando avanti un progetto già iniziato anni prima e concretizzato con lo spettacolo teatrale “ BungtBangt- percussionisti allo scasso”, perché gli strumenti provenivano da materiali urbani. Da lì è diventato un gruppo vero e proprio”

Da dove nasce la tua idea?

“ L’ idea nasce dalla musica, dalla voglia di creare qualcosa di diverso e dalla passione di costruire una strumentazione atipica. Dimostrare, inoltre, che la musica si può fare anche con cose povere perché la musica nasce dalle nostre mani. Nasce poi da un discorso legato al rispetto dell’ ambiente, i nostri  strumenti sono nati da un gesto di riciclo”

Vi piacerebbe arrivare all’ estero?

“All’ estero siamo seguiti da un pubblico attento all’ ambiente e che ci vuole molto bene. Negli Stati Uniti è stato pubblicato di recente un nostro video. Ma siamo stati anche a Tokio, in Egitto, in Romania e in Germania.E’ sempre bello constatare quanto l’arte napoletana riesce ad arrivare nonostante la barriera linguistica”

Come vi ponete nei confronti del Festival di Sanremo?

“Noi abbiamo partecipato al Festival come ospiti di Daniele Silvestri nel 2007 quando fece la canzone “La Paranza”, fu nel giorno dei duetti. Abbiamo avuto tutte le emozioni che si provano a stare sul palco di Sanremo, senza però l’ansia della gara. Le mie canzoni sono moderne e al Festival si cerca di mantenere un certo modo di fare musica legato al passato. Un invito a partecipare al Festival sarebbe per me un piacere personale ma anche in nome dell’ arte”

Qual è il vostro messaggio?

“Per i messaggi ci affidiamo alla musica. Abbiamo il grande privilegio  che coloro che ci ascoltano e ci seguono non hanno bisogno di razionalizzare il messaggio, ma lo percepiscono a livello emotivo. Perché vedere suonare con i barattoli della marmellata o la scopa, non ha bisogno di essere spiegato. Siamo fortunati perché non abbiamo l’ ansia di dover trasmettere un messaggio preciso, perché è talmente globale, che arriva sempre”

Avete un vostro motto?

“Ma “BungtBangt” è già un grande motto, nel nome abbiamo risolto tutti i problemi di comunicazione. Viene percepito da tutti come caos che diventa armonia. Molti pensano sia tedesco, invece è napoletano. E a volte lo spiego. Siamo orgogliosi di portare questa bandiera. Siamo fieri di essere italiani nel mondo!