L’artista Olga Minardo con una mostra all’Accademia L’Oréal di Roma
L’esposizione di quadri dell’artista Olga Minardo si è tenuta il 26 febbraio presso l’Accademia L’Oréal di Roma.
Si è tenuta nella cornice degli splendidi saloni dell’Accademia L’Oréal di Roma di Piazza Mignanelli, l’esposizione dei quadri dell’artista Olga Minardo. L’artista ama raffigurare il mondo femminile attraverso creature da sogno, piene, luminose e serene: le si vede una volta e restano impresse nella mente, come una griffe di successo. Un pomeriggio in questo mondo poetico, in cui le ospiti hanno potuto approfittare della maestria dei parrucchieri e truccatori L’Oréal, che hanno creato delle acconciature ispirate alle sinuose donne dei quadri. Tra gli ospiti presenti, accolti dall’attrice Eleonora Albrecht e la produttrice Simona Mondello, personaggi del mondo cinematografico e artistico: gli attori Andrea Roncato, Antonella Ponziani, Jun Ichikawa, Marina Pennafina, Gilles Rocca, la frizzante comica Annalisa Aglioti, Mara Keplero, Umberto Salamone, Marius Bizau, il grande coreografo Vittorio Biagi, l’ex Prima ballerina del Teatro dell’Opera Stefania Minardo, l’hair stylist Alessandro Messina, il press agent Emilio Sturla Furnò, la top model Giusy Petrucci. Un momento per brindare felicemente con champagne e pasticcini, all’insegna della bellezza e dell’arte.
L’artista Olga Minardo, di padre siciliano e madre tedesca, entrambi pittori, ha una esperienza cosmopolita. Si è formata a Roma, ma i suoi magnifici quadri, oltre che da collezionisti italiani, sono contesi da tedeschi, austriaci, francesi, canadesi e australiani. Ovunque Minardo abbia esposto, la strana e innocente sensualità che sprizza dalle sue donne longilinee, elegantissime, e tuttavia vive, per un gioco di proporzioni che contraddice ogni canone anatomico, ha fatto proseliti entusiasti. Ed è questa la ragione principale dell’abbinamento tra l’arte della pittura di Olga Minardo e l’arte della cura e dell’acconciatura dei capelli de L’Oréal. Il mondo poetico dell’artista – nella cui aria dorata e quieta aleggia lo struggente fraseggio di un notturno chopiniano – è basato sulla luminosità dei colori e sulla sinuosa e preziosa leggerezza del tratto con cui sono costruiti panneggi e acconciature, che fanno da contraltare a scorci suggestivi e insoliti, a piccoli animali totemici desunti dalla tradizione nordica o a pochi, essenziali elementi naturali: il melograno, l’uva, la canna di palude. Un gioco, nel suo insieme, di rara efficacia visiva e narrativa.
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