La nuova web serie italiana “Let me out”

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FNM Let me out

Di Daniela Giannace

La nuova web serie italiana “Let me out”

Visibile a partire dal 15 aprile fino a inizio estate sul canale YouTube Let me out – the series.

In un periodo in cui le web serie si stanno sempre più diffondendo, raggiungendo il successo, arriva un prodotto tutto italiano di questo genere. Si tratta di Let me out, incentrata sull’horror e sulle leggende metropolitane, e ideata da due ragazzi di nome Riccardo Greco e Davide Abate. Il primo, autore e regista della web serie, ha studiato cinema ed ha lavorato in cortometraggi, videoclip, eventi e spot pubblicitari, alcuni dei quali premiati e diffusi su circuiti internazionali. Abate è invece il produttore della serie, e tra le altre cose, ha esperienza in grafica 3D e produzione musicale.
Let me out è incentrata su una storia avvincente e affascinante, dai risvolti psicologici imprevedibili. Il contesto storico è quello del 1978, quindi della Guerra Fredda, e la vicenda si svolge in Russia, tra buoni e cattivi, come avviene del resto in quasi tutti i racconti. Alcuni ricercatori conducono degli esperimenti su cavie umane ma qualcosa va storto con conseguenze strane e mai verificatesi prima, cosa che costringe l’esercito ad intervenire. La trama in questione è nata da una leggenda che viene diffusa su internet da un po’ di tempo e che chiaramente lascia un po’ perplessi circa la veridicità del fatto narrato, considerando anche che di traduzione in traduzione ha perso nel tempo il filo logico perciò i vari eventi risultano sconnessi tra loro, il che non accade nella sceneggiatura della web serie che si distacca dalla leggenda anche per il finale diverso.
Una serie sicuramente innovativa e che mette in luce la creatività dei suoi giovani autori, tanto da aver suscitato l’interesse del compositore Nicola Piovani che ha concesso i diritti per l’utilizzo di due sue opere tratte da “La Cantata dei cent’anni” per musicare i titoli di testa e di coda della serie, e dell’Architetto Sabrina Persechino, la quale ha fornito i locali del suo studio di Roma nel quartiere di Testaccio come base per la produzione.