Al Palazzo delle Esposizioni “Frames”, la sfilata dello IED Roma

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IED 2.1
Di Gabriele Arcieri

Lo IED regala nuovi spunti e fresche assonanze stilistiche con “Frames”, la sfilata dedicata ai giovani talenti.

L’evento-sfilata corona l’impegno creativo degli stilisti emergenti.

Un evento ricco di fascino e di partecipazione collettiva, la sfilata denominata “Frames”, frutto del lavoro svolto dagli studenti dello IED, il prestigioso Istituto in cui sono sbocciate decine e decine di idee innovative che hanno colorato la rassegna di una ventata di freschezza giovanile.
Un evento che ha colpito anche per la sua collocazione fisica inserita nella cornice d’eccezione della mostra di David Lachapelle, il grande fotografo che, dopo 15 anni di assenza, è tornato a farci ammirare i suoi inconfondibili lavori permeati di un acceso cromatismo alla maniera dell’iperrealismo psichedelico di stampo warholiano.
E’ qui, in questo inusuale alone artistico, che 40 modelle hanno offerto il meglio dei nuovi talenti del design italiano, di quanto hanno prodotto e realizzato gli studenti che, grazie all’insegnamento dell’Istituto, hanno mostrato e dimostrato come l’eccellenza e la superiorità qualitativa stilistica del made in Italy, si sviluppi e nasca per mezzo della fecondità e della versatilità di giovani che in questo mestiere vedono una porta aperta verso un brillante futuro non solo da un punto di vista personalistico ma anche indirizzato verso una crescita culturale nazionale ed oltre.
C’è una certa assonanza tra le opere di Lachapelle, poliedriche e spesso avveniristiche, e le “opere” di questi novelli couturieurs: i temi e le regole dello stile si fondono con i valori tradizionali e le ricerche innovative, tra sfumati agganci col passato e sguardi protesi al futuro, così come avviene nelle circostanze della vita; ogni capo risulta essere un prezioso prodotto nato dalla più affinata arte sartoriale che si avvale dell’utilizzo di tessuti tecnologici lavorati con tecniche in 3D, metodiche usate anche per i gioielli, a loro volta realizzati mediante una solida impostazione artigianale.
Colpiscono in particolare il geniale insieme di stili contemporanei che vanno dallo “sporty” dei calzettoni in spugna all’eleganza “urban chic” dei colletti inamidati, alle pencil skirt ed ai pijama suit, capi che vedono la fusione azzeccata dei volumi over combinata con giochi di trasparenze; la cultura orientale e il design Art Nouveau, lo stile preppy dei college americani e le geometrie futuristiche che creano surrealismi in gomma piuma, la misteriosa sensualità di Mata Hari, la rigidità del costume popolare russo e le linee pulite degli abiti della Bogotà degli anni ’30 e ’40.
Insomma il nuovo con un occhio all’antico, inteso come fonte da cui attingere per recuperare il senso estetico del “bello” e del “raffinato” propriamente detti. Un perfetto mosaico per lasciar spazio alla fantasia ed all’allegria, leitmotiv dell’intera collezione.
In questa insolita ma attraente unione tra moda e fotografia si è voluto cercare in primis un motivo conduttore culturale, l’ispirazione, la creatività: ricerca ed innovazione hanno fatto sì, quindi, che la bellezza e l’estro di questi astri nascenti abbia permesso loro di amalgamare tali fondamentali ingredienti, mischiandoli, per dare vita e spazio ad un progetto di grande respiro e di straordinaria valenza stilistica.
Tanta moda e tanto spettacolo in un parterre d’eccezioni in cui spiccano Isabella Ferrari, Jane Alexander e il premio Oscar Milena Canonero, che hanno sottolineato l’elevato livello raggiunto dagli studenti di un Istituto preposto allo sviluppo delle nuove frontiere del Made in Italy.
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