Arequipa

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Arequipa

Viaggiare significa, spesso, immergerci in realtà molto diverse dal quotidiano, paesi e città che forse visiteremo una volta sola, o delle quali ci innamoreremo anche al primo sguardo. E questo potrebbe essere il caso di Arequipa, una splendida destinazione nel sud del Perù, situata ai piedi del vulcano El Misti, che fa parte del complesso delle città patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Fondata dai conquistadores spagnoli nel 1540, Arequipa – il cui nome deriva da una parola del popolo quechua, che ancora oggi costituisce il gruppo demografico più numeroso non solo in Perù, ma anche in Bolivia ed Ecuador – è spesso chiamata la Città Bianca, in virtù del colore predominante nelle architetture del centro storico e dei suoi monumenti più importanti e significativi. Per scoprire Arequipa, infatti, partiamo proprio dalle bellezze del Casco Viejo, la parte più importante di questa città di appena 61.000 abitanti, ma estesa su un territorio grande quasi dieci volte quello di Roma, e situata a una altezza media di oltre 2.300 metri sul livello del mare.

Passeggiando per le strade di Arequipa, ci ritroviamo subito nella centralissima Plaza de Armas, che fu uno dei primi elementi del piano urbanistico cittadino, realizzata sin dalla fondazione della città, il 15 agosto 1540. La piazza è limitata da un lato dalla Cattedrale di Arequipa, un meraviglioso complesso neorinascimentale realizzato tra il 1540 e il 1656 su progetto di Lucas Poblete e che richiama, almeno nella struttura della facciata, l’architettura della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma; dall’altro lato, invece, l’impianto dei Portales de Arequipa, grandi porticati a doppio ordine di archi a tutto sesto, definisce la piazza come un enorme rettangolo, al cui centro si sviluppa un bel giardino urbano con un’ampia fontana a quattro petali e quattro angoli acuti, di gusto vagamente rinascimentale.

Ci si sposta poi lungo la bellissima Calle San Francisco, la strada principale della città di Arequipa, ai cui lati sorgono diversi monumenti ed attrazioni degni di nota. Tra questi, non possiamo non citare il Monasterio de la Recoleta, un ampio complesso monastico costruito a metà Seicento, e caratterizzato dall’utilizzo dello stile virreinal, una sorta di fusione tra il barocco europeo e lo stile locale peruviano, fatto di un ampio uso di colori caldi e di rifiniture architettoniche particolarmente pregevoli. Allo stesso modo, anche il Monastero di Santa Caterina da Siena, situato poco distante, presenta una certa influenza del virreinal, questo stile dove il colore rosso, in particolare, assume una valenza sia artistica che architettonica. Non è però l’unico elemento di grande interesse: il Monastero, infatti, è dotato al suo interno di una cittadella fortificata, l’unico esempio al mondo di architettura religiosa e militare allo stesso tempo.

Per gli amanti dello sport e delle scalate, Arequipa offre una divertente ripartizione tra naturale e artificiale, ovvero la Cueva del Mono e lo stesso Misti, già citato in precedenza. La Cueva del Mono è una parete per scalate, realizzata al centro della città, in Avenida la Marina, e alla quale possono accedere amatori e professionisti, per sperimentare in un clima pienamente di montagna l’avventura del boulder. El Misti, che pure è un vulcano pressoché attivo, è scalabile in sicurezza attraverso due sentieri, detto Pastores e Aguada Blanca, che permettono di raggiungere la cima del vulcano, a oltre 5.800 metri d’altezza, ma che sono consigliati solo a scalatori esperti, sia per la pendenza e sia per l’altitudine, che rende l’esplorazione piuttosto ardua.