Saharawi

0
647

fnm

Di Ramona Mondì

Saharawi

La popolazione del deserto che non ha più una casa.

 

Esiste un popolo, i Saharawi o ‘gente del deserto’, che nessuno, o quasi, conosce. La loro storia risale al 1975, anno in cui furono costretti a fuggire dalla propria patria,  il Sahara Occidentale, a causa dell’invasione da parte del Marocco, interessato alle ricchezze di quel territorio.

L’Algeria permise ai Saharawi di stanziarsi in un territorio entro i propri confini, purtroppo però si tratta di una delle zone più inospitali della terra: il deserto dell’Hammada, dove l’escursione termica tra giorno e notte sfiora i trenta gradi e l’acqua, reperibile a poca profondità, ha una salinità tale da renderla imbevibile allo stato naturale.

I campi profughi nati sopravvivono da trentasette anni quasi esclusivamente di aiuti umanitari internazionali e hanno dato vita alla RASD (Repubblica Araba Saharawi Democratica).

Intanto il Marocco, per salvaguardare le proprie conquiste, nel 1991 eresse un muro di 2700km (il cosiddetto ‘muro marocchino’ o ‘muro della vergogna’) che snodandosi dal sud del Marocco all’Atlantico, divise da nord a sud il Sahara Occidentale; il muro fu protetto da milioni di mine antiuomo e vigilato da circa 150.000 militari dell’esercito.

L’intervento dell’ONU non risolse mai completamente la cosa, così il popolo Saharawi è ancora in attesa di una soluzione. Intanto, l’Associazione Rio de Oro Montefeltro, nata per occuparsi di loro, si dedica specificamente alla popolazione disabile Saharawi e si propone di promuovere azioni di informazione, cooperazione e solidarietà in favore del diritto all’autodeterminazione e all’indipendenza, mettendo in atto attività di volontariato con lo scopo di:
– promuovere la raccolta di adozioni a distanza a sostegno dei disabili;
– accogliere minori disabili per soggiorni estivi, cure mediche, attività ricreative e culturali;
– raccogliere fondi a sostegno della realizzazione di progetti sanitari nei campi profughi e delle scuole speciali;
– raccogliere fondi per far fronte alle esigenze dei minori disabili che vengono ospitati in Italia.

L’attività più impegnativa è quella estiva, che si svolge in Luglio e Agosto e che consiste nell’accoglienza di un gruppo di bimbi Saharawi minori e disabili: è un impegno importante che necessita della presenza di numerosi volontari e di un supporto finanziario non trascurabile. Infatti ogni ospite costa, tra viaggio e soggiorno, circa 1300 euro, e considerando che tutte le attività sono svolte da volontari a titolo gratuito e che le strutture utilizzate vengono messe a disposizione dall’amministrazione comunale di Novafeltria.

FashionNewsMagazine si unisce alla richiesta d’aiuto. Se anche voi volete donare un contributo,  potete farlo sul c/c bancario dell’Associazione Rio de Oro, presso la Banca Popolare di Ancona         IBAN   IT38A0530868460000000001481