Eataly: il cibo italiano a New York per promuovere la pace nel mondo!

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Di Ramona Mondì

Eataly: il cibo italiano a New York per promuovere la pace nel mondo!

Lo store nostrano si doterà di “telefoni e tavoli della pace” aperti a tutti, anche ai regnanti.

Iniziare il nuovo anno con i buoni propositi è sempre cosa apprezzata, se poi questi riguardano la pace nel mondo è ancora più ammirevole. A farci ben sperare ci pensa il Made in Italy, con il secondo store Eataly dedicato alla pace che aprirà presto a New York, precisamente sopra il Ground Zero, sede dell’attentato alle Torri Gemelle.

Il cibo italiano arriva nella Grande Mela con a seguito la sua intera cultura culinaria. Eataly, infatti, vuole comunicare i volti, i metodi produttivi e la storia delle persone e delle aziende che fanno gli “alti cibi” che costituiscono il meglio dell’enogastronomia nostrana. Il marchio nasce riunendo un gruppo di piccole aziende che lavorano nei diversi settori dell’enogastronomia: dalla famosa pasta di grano duro di Gragnano alla pasta all’uovo piemontese, dall’acqua delle Alpi Marittime al vino piemontese e veneto, dall’olio della riviera ligure di Ponente alla carne bovina di razza Fassone piemontese ai salumi e formaggi della tradizione italiana.

Tra le curiosità del nuovo spazio a New York, ampio oltre 2500 mq, Oscar Farinetti, patron della società, ha anticipato la presenza all’ingresso di un tavolo dedicato “a tutti i regnanti che vogliono siglare un atto di pace”, e un “telefono del perdono per tutti quello a cui verrà voglia di chiedere scusa a qualcuno”. Ospite d’onore nell’inaugurazione, ha annunciato, sarà proprio il fondatore di Emergency, Gino Strada, vincitore a Stoccolma del “Nobel Alternativo” per il suo impegno a favore dell’abolizione della guerra.

Di recente – ha aggiunto Farinetti – ci hanno chiesto di aprire in Iran. Stiamo valutando, non sarebbe male aprire un Eataly in una zona di guerra, in collaborazione con Emergency“.  All’organizzazione di Strada, Eataly destinerà 50 mila euro nel corso del 2016 per sostenere gli ambulatori del “Programma Italia“.

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