Di Denise Ubbriaco
FNM People – Intervista ad Alma Minghi
Alma Minghi: “Il filo conduttore del mio romanzo è il percorso psicologico della protagonista Sophie da ragazza a donna.”
Alma Minghi, giornalista e autrice di programmi televisivi di grande successo, ha scritto il suo primo romanzo “La custode dei se”. Per saperne di più, leggete la mia intervista ad Alma Minghi.
Chi è Alma Minghi?
“Sono sempre stata una sognatrice alla quale andava stretta la realtà. Ho costruito un mio mondo fantastico nel quale ho vissuto e nel quale vivo anche ora…. ed è grazie a questa mia immaginazione che ho cominciato a scrivere. Ho sempre scritto per me stessa, poi ho deciso di farlo anche per gli altri… Ho abbattuto il muro della paura del giudizio e sono andata dritta per la mia strada.”
Raccontami come ha avuto inizio il tuo percorso professionale.
“Ho iniziato da giovane a scrivere articoli che riguardavano il calcio. Ho collaborato con importanti testate giornalistiche per poi lavorare come ufficio stampa per realtà ben consolidate. L’esperienza che più mi ha segnata è stata nella redazione del telegiornale di Skytg24 nella quale ho imparato davvero ad amare il mio mestiere grazie alla professionalità dei colleghi che ci lavorano. Come autrice ho collaborato a programmi televisivi e spettacoli teatrali. La scrittura è sempre stata al centro del mio essere.”
Essere figlia d’arte ha influito sulla tua carriera?
“Sì molto. A me non ha mai dato privilegi come la maggior parte della gente pensa. Anzi, il contrario. Ho sempre dovuto dimostrare il triplo degli altri soprattutto in ambito professionale per dimostrare che fossi capace nel mio mestiere. A me spettavano e spettano i compiti più difficili. Noi figli d’arte molto spesso viviamo nell’ombra del genitore famoso nonostante gli sforzi che si fanno per crearsi la propria strada. Sono nata nel mondo dello spettacolo, quindi credo sia abbastanza normale che io abbia intrapreso un percorso artistico, ma in un altro ambito, la scrittura. Lì sono felice e mi sento libera dagli schemi.”
Sei giornalista e autrice di programmi televisivi di grande successo. C’è un aneddoto che vuoi raccontarmi?
“L’aneddoto che ti racconto riguarda la mia esperienza al telegiornale. Quando si lavora in una redazione, non si hanno orari. Si lavora senza sosta, ma nessuno sente il peso del lavoro perché la passione cancella le lamentele. Amavo, anche se erano molto faticosi, i turni di notte che facevo molto spesso da sola. Era magico. Di colpo, tutti andavano via tranne i montatori che lavoravano con me e un altro redattore. Il silenzio si impadroniva della redazione che sembrava congelata. Il buio della sala era atipico per una redazione che non dorme mai e io con il mio computer cominciavo a lavorare portando a termine il lavoro che mi veniva lasciato dal caporedattore. Non mi alzavo mai da quella sedia e lavoravo senza sosta con felicità. Alle otto, terminava il mio lavoro e mentre Roma si svegliava, io andavo a dormire con soddisfazione. La stessa che sento ora, mentre ho il mio libro tra le mani.”
Il romanzo “La custode dei se” segna il tuo esordio letterario. Cosa ti ha spinto a scrivere quest’opera?
““La custode dei se” è il mio primo romanzo. Come dicevo prima, io ho sempre scritto per me stessa e per i miei amici su richiesta, soprattutto da ragazzi. Molti mi chiedevano consigli su come scrivere una lettera d’amore dopo un litigio e la cosa mi divertiva molto perché le mie parole li faceva riavvicinare. Ho iniziato a scrivere delle frasi sui social network e vedevo che suscitavano interesse e allora ho deciso di scrivere anche per gli altri non solo per me stessa. E’ una passione irrefrenabile e un bisogno. Io non posso non scrivere. ”
C’è un ricordo legato alla scrittura di questo libro che vuoi condividere con noi?
“Di ricordi legati a questo libro ne ho davvero moltissimi e meravigliosi. Te ne racconto due. Uno legato alle prime fasi della stesura; l’altro legato invece alle ultime battute. Ho cominciato a scrivere il mio romanzo quando vivevo da sola in una casa piccola che adoravo per quanto mi facesse sentire bene. Scrivevo di notte quando tornavo dalle serate con gli amici. Lasciavo il rumore fuori dalla porta ed entravo nel mio meraviglioso mondo. Prendevo carta e penna e con la musica alle orecchie, cominciavo a scrivere tutte le sensazioni che la serata mi aveva dato per ore. Una volta finito, mi sedevo sulla mia finestra dalla quale vedevo la cupola San Pietro illuminata del colore arancione di Roma e la bellezza di questa immagine mi cullava fino al momento in cui andavo a dormire. E così per tante serate, tante. Lì ho cominciato a porre le basi del mio romanzo. Una volta deciso che direzione prendere, passavo le serate a leggere le pagine scritte durante il giorno o la notte con mio marito. Candele accese, vino e io che leggevo a lui quello che poi avrebbero letto in tanti. In quel momento, eravamo solo noi due con la magia delle mie parole. Lui era il mio pubblico e noi due eravamo il mondo intero. Condividere con lui le prime tappe di questa mia esperienza, è stata la cosa più bella e dolce della mia vita.”
Qual è il fil rouge de “La custode dei se”?
“Il filo conduttore del mio romanzo è il percorso psicologico della protagonista Sophie da ragazza a donna. Io racconto la storia d’amore tra due ragazzi travolgente e dolce, ma al tempo stesso, traccio un profilo psicologico della donna che si racconta e che si cela dietro ai tanti “se” e “ma” della vita.”
Dov’è ambientata la storia?
“La mia storia è ambientata tra Parigi e Roma, le due città romantiche per eccellenza per me. Sophie proviene da Parigi. Lascia la sua città natale per trasferirsi a Roma dove studierà letteratura e dove troverà non solo l’amore, ma il senso della sua vita.”
Quali sono le peculiarità della protagonista Sophie?
“Sophie è una donna forte e sensibile. Nonostante le difficoltà che la vita le pone, lei va avanti con coraggio e con il sorriso grazie all’insegnamento della madre Maria, che le forgerà il carattere.”
In che modo l’arte e la creatività possono essere intese come forme di autorealizzazione del Sé?
“Le donne ricoprono mille ruoli, come sappiamo. A noi il compito più difficile. Le donne sono in grado di svolgere mille mansioni allo stesso tempo, di pensare a mille cose insieme e realizzarle. Noi siamo mamme, donne, amiche, amanti, mogli, compagne, professioniste. A volte, i tanti compiti che si svolgono durante una giornata, ci fanno dimenticare i nostri sogni e passioni visti quasi sempre come hobbies. Sophie, invece, riesce a realizzare il suo sogno nonostante tutto e facendolo, è come se riscattasse tutte le donne. L’arte e la creatività sono due chiavi per autoaffermarsi. La donna è il fulcro del mondo e va tutelata sempre in ogni sua sfumatura.”
Dimmi di più sul rapporto con il Maschile racchiuso nel tuo libro.
“Gli uomini hanno un ruolo importantissimo nel libro. Analizzo due tipi di uomini: uno in modo più superficiale e veloce, l’altro a fondo e lentamente, ma sono entrambi fondamentali. Descrivo due caratteri di uomo: uno più sbadato verso la moglie, sommerso dal suo lavoro e quindi poco attento alle sfumature della donna che ha accanto dandola per scontata. L’altro invece è un ragazzo più passionale, capace di arrivare alle viscere di Sophie. Nel momento in cui ne parlo, hanno anni di differenza che incidono nella descrizione dei personaggi. Lei ama entrambi in varie fasi della sua vita perché tutti e due rappresentano una parte di lei. Il marito è l’amore della sua vita, l’altro quello che sognerà per tutta la vita.”
Questo romanzo è dedicato alla tua mamma. Dico bene?
“Sì dici bene. Il mio romanzo è dedicato a mia madre che mi ha lasciata troppo presto anche se ringrazio Dio per avere avuto una mamma come la mia. Era una donna meravigliosa che mi ha amato oltre i confini del mondo e che io ho amato oltre i confini della mia anima anche se gliel’ho detto poco in vita. Una donna dolce e forte allo stesso tempo che ha donato la sua vita alla famiglia, amandola più di tutto. A lei va la mia riconoscenza e mi sembrava doveroso dedicarle il mio romanzo, ma credo che le dedicherò tutti i miei romanzi perché la forza di scrivere e di vivere, è lei a darmela anche ora e così sarà sempre. Una donna come lei va lodata e io lo farò finché avrò vita.”
A tuo parere,quanto è importante il legame madre-figlia?
“Credo che il legame madre-figlia sia fondamentale per la crescita di una ragazza. Una madre è colei che ti ama senza condizioni, senza chiedere nulla in cambio. Ti ama e basta. Una madre è colei alla quale racconti le tue paure, fragilità, successi. Con lei condividi ogni singola tappa della tua vita E’ la custode dei tuoi segreti. La mia lo era. Un legame di questo tipo ti segna per tutta la vita e ti dà la forza di andare avanti e prendere decisioni. Una mamma è la colonna portante di una famiglia, quella che la rende sana. ”
Progetti futuri?
“Sto già scrivendo il mio secondo romanzo, ma prima devo realizzare altre cose. Vorrei far crescere il mio libro e portarlo a teatro. Sto lavorando in questa direzione. Mi piacerebbe vedere i miei personaggi prendere forma davanti a me e poter sognare con loro e con il pubblico. Il teatro è il luogo in cui ogni magia è possibile, in cui si vive la vita di chi si vuole, basta chiudere gli occhi e sognare. E io sogno sempre, mai smetterò di farlo…”
Sogno nel cassetto?
“Beh, il mio sogno nel cassetto è di diventare una scrittrice capace riuscendo a far sognare la gente, a donare loro una pausa in questa frenetica vita. ”
Ph Barbara Gallozzi
Ringrazio Alma Minghi per la sua disponibilità.
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14/04/2016








