Di Denise Ubbriaco
FNM People – Intervista a Luca Volpe
Luca Volpe: “Il nostro Paese necessita di una riforma globale del concetto di famiglia.”
Iscritto all’Albo dei Difensori d’Ufficio e nell’elenco dei Difensori per il patrocinio a spese dello Stato, associato all’AMI (Associazione Italiana Matrimonialisti Italiani), responsabile nel Lazio di giovAMI, Luca Volpe è un avvocato dotato di un’indiscutibile professionalità e sensibilità. Nel corso della sua carriera, ha maturato grande competenza nei seguenti istituti di diritto: disconoscimento e riconoscimento di paternità, usucapione, diritti successori, responsabilità civile derivante dalla circolazione di veicoli, separazione e divorzio, licenziamenti, violazioni al Codice della Strada, reati contro il patrimonio, reati in materia familiare, recupero crediti, impresa familiare, affitto ramo d’azienda, reati in materia di droga. Inoltre, è autore del libro: “Le Unioni Civili e le convivenze di fatto. Profili civili, penali e fiscali.”. Per saperne di più, leggete la mia intervista a Luca Volpe.
Facciamo un breve excursus sulla sua carriera. Come mai ha deciso di specializzarsi nel diritto di famiglia? Mi dica di più sul suo ruolo in giovAMI.
“Nel 2003, ho avuto modo di intraprendere l’avventura nel complesso mondo della Giustizia e sono stato, da subito, attratto dal variegato mondo del diritto di famiglia. Nonostante fossi osteggiato da alcuni, ho intuito che il diritto di famiglia potesse essere affrontato a 360° sia sotto il profilo del diritto civile che sotto il profilo del diritto penale. I fatti, dal triste fenomeno delle violenze familiari sino ai casi di crescente pedofilia domestica, mi hanno dato ragione. Nel 2012, ho avuto l’onore di essere scelto nella rosa dei sessanta professionisti, tra Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, per un Percorso Formativo Multidisciplinare volto ad acquisire uno specifico profilo professionale nelle materie attinenti a tutte le forme di violenza sulle donne, organizzato dalla Fondazione dell’Avvocatura Italiana e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sempre nel 2012, la carica di Responsabile Territoriale dell’AMI per il Foro di Trani. Ha ragione il Presidente dell’AMI Gian Ettore Gassani quando dice che “la famiglia, negli ultimi anni, ha ucciso più della mafia”. Sono da un anno responsabile nel Lazio di giovAMI, un nuovo contenitore creato dall’AMI per dare maggiore spazio alle idee degli associati più giovani. Si cercherà di sviluppare progetti ambiziosi per tentare da una parte di fornire strumenti pratici a chi si affaccia al mondo della Giustizia e del diritto di famiglia e dall’altra per tentare di mettere in vetrina quanto il contenitore saprà creare.”
“Le Unioni Civili e le convivenze di fatto. Profili civili, penali e fiscali.” Avvocato, cosa l’ha spinta a scrivere quest’opera?
“È un testo molto pratico che spero dia un’immediata chiave di lettura ad una nuova disciplina un po’ controversa. Sono alla prima esperienza, spero di esserne stato in grado.”
A chi è rivolto questo testo?
“Il testo si rivolge ad un pubblico di tecnici, prevalentemente notai e avvocati, ma si è tentato, attraverso un linguaggio di facile presa sul lettore, di arrivare anche a chiunque ne sarà interessato vista l’attualità della tematica. Inoltre, si è pensato di offrire alcune semplici formule esemplificative degli atti processuali che potranno riguardare gli istituti trattati.”
La L. 20 maggio 2016, n. 76 regola le unioni civili fra persone dello stesso sesso e disciplina le convivenze. Cosa rappresenta per la legislazione italiana?
“È un momento epocale nel diritto di famiglia che dal 1975 non vedeva una disciplina così “rivoluzionaria”. Si poteva certamente “osare” di più visto anche il fatto che l’Italia arrivava tra le ultime in Europa e poteva usufruire delle esperienze maturate in altri Paesi.”
In che modo si adegua ai principi dell’Unione Europea?
“La convenzione europea dei diritti dell’Uomo mette sostanzialmente al centro la dignità della Persona in ogni sua estrinsecazione senza distinzione alcuna di genere. A ben vedere, anche la Costituzione della Repubblica Italiana lo prevede. Siamo, quindi, finalmente giunti alla conclusione di un percorso che rende l’Italia meno indietro rispetto agli altri Paesi Europei, ma molto deve farsi sotto un profilo Culturale.”
A suo parere, la L. 20 maggio 2016, n. 76, presenta dei limiti?
“Ne presenta molti. Derivano dall’eccessiva bagarre politica che ha accompagnato l’iter parlamentare della legge. Ne è uscito un guazzabuglio, un’intricata matassa che, sono convinto, sarà presto sbrigliata dalla giurisprudenza che, ormai, è sempre chiamata a risolvere i problemi creati da un legislatore troppo spesso inefficiente. Il limite, tuttavia, di maggiore rilievo è quello di aver dedicato la disciplina delle unioni civili solo alle coppie tra persone dello stesso sesso senza cogliere l’occasione di riformare la disciplina dei rapporti tra persone di ogni sesso.”
I punti fondamentali delle innovazioni introdotte dalla “Legge Cirinnà”?
“Il primo, il più vistoso ed evidente, è il riconoscimento delle coppie dello stesso sesso con un importante richiamo alla Carta Costituzionale. Ci sono novità anche per le coppie di fatto sia di omosessuali che di eterosessuali.”
Quali sono i diritti e doveri derivanti dall’unione civile e dalla convivenza di fatto?
“Principalmente c’è l’obbligo reciproco di assistenza morale e materiale, di coabitazione. Si fa, poi, obbligo per entrambe le parti di contribuire ai bisogni comuni tenendo come riferimento le proprie condizioni economiche.”
Quali possono essere le cause impeditive per la costituzione dell’unione civile?
“Le persone dello stesso sesso non potranno costituire un’unione civile nel caso siano già legate da un vincolo matrimoniale o da una precedente unione civile. Inoltre, se una delle parti è interdetta per infermità mentale, se ci sono rapporti di affinità o parentela tra le parti. Ancora, nel caso in cui una delle due persone sia stata condannata in via definitiva per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l’altra parte.”
Secondo Lei, quale dovrebbe essere il prossimo passo dell’Italia in materia di diritto di famiglia?
“Il nostro Paese necessita di una riforma globale del concetto di famiglia. La società è cambiata, eppure ci si ostina a voler disciplinare la famiglia con un istituto che rinviene la sua origine addirittura nel diritto romano. Sarebbe ora di concepire un modo nuovo e al passo con i tempi che non possa prescindere da una tutela a 360° che comprenda, per esempio, anche le questioni economiche e culturali.”
Dov’è possibile acquistare il suo libro?
“Il libro, in realtà un istant book, è a disposizione nelle migliori librerie giuridiche e sui portali online come Amazon, Hopeli e la Libreria Universitaria.”
Ringrazio Luca Volpe per la sua disponibilità.
Per leggere tutte le interviste FNM People CLICCA QUI .
30/06/2016







