FNM People – Intervista a Federico Zampaglione

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Fashion News Magazine -Intervista a Federico Zampaglione Di Denise Ubbriaco

Di Denise Ubbriaco

FNM People – Intervista a Federico Zampaglione

Federico Zampaglione: “La musica è tutto. E’ vita, gioia, colore. Tutto!

E’ un’estate ricca di successi per i Tiromancino, ai vertici delle classifiche con il nuovo album “Nel respiro del mondo”. Un album completo che sta conquistando consensi di pubblico e critica. Una lunga carriera, costellata da grandi soddisfazioni, iniziata nel 1989. Uno stile unico e inconfondibile. Federico Zampaglione, artista poliedrico italiano, è musicista, cantautore, sceneggiatore e regista. Per saperne di più sul suo conto, per scoprire tutte le curiosità e tutte le news sul nuovo album, leggete la mia intervista a Federico Zampaglione.

Chi è Federico Zampaglione?

Forse, lo sapete meglio voi di me. Spero di essere amato per le cose che faccio. Non è facile per me definirmi, perché ho molte sfaccettatureSono molto mutevole.

Cos’è per lei la musica?

La musica è tutto. E’ vita, gioia, colore. Tutto!

Facciamo un breve excursus sulla sua carriera musicale. Quando ha iniziato a coltivare la sua passione per il canto?

In realtà, per il canto mai. Non sono mai stato appassionato di canto. Più che altro, appassionato di chitarra. Io nasco come chitarrista blues. Poi, canticchiavo un po’ per accompagnarmi sui pezzi. Piano piano, mi sono ritrovato a cantare. Ricordo che, per me, all’inizio, cantare era un incubo, infatti mi allontanavo sempre dal microfono, perché non mi piaceva la mia voce. Poi, col tempo, ho imparato ad usarla, ho trovato un timbro mio. Non mi piace pensare a me come un cantante, più come un musicista.”

Quali sono le più grandi soddisfazioni nella sua carriera da musicista?

Fortunatamente, ce ne sono state tante. Tra queste, le collaborazioni con grandi artisti come Lucio Dalla e Franco Califano. Queste cose mi hanno fatto capire che, in fondo, stavo facendo qualcosa di buono.”

L’album di esordio: Tiromancino (1992). Il ricordo indimenticabile?

Quando prendono forma le canzoni, gli arrangiamenti, il suono. Queste sono cose che ti rimangono dentro.”

Due destini, ha riscosso e continua a riscuotere un successo straordinario. E’ stato inserito nella colonna sonora del film di Ferzan Ozpetek “Le fate ignoranti”. Com’è nato questo brano?

Due destini è un pezzo che ho scritto in 5 minuti, forse anche meno, proprio il tempo di suonarlo. Quando l’album era finito, mi sono presentato in studio con questa nuova canzone. Lo ricordo ancora. Ero nella mia casa a Trastevere. Ho preso la chitarra, mi sono seduto sul divano, in orario pomeridiano, ed ho scritto il brano in 3 minuti.”

Un’ispirazione improvvisa!

Quasi tutte le canzoni che ho fatto le ho scritte così di getto.”

Un aneddoto legato alla sua carriera?

Ce ne sono tanti. Sono 25 anni di carriera. Ricordo il grande divertimento dei viaggi infiniti che facevamo nel furgone. C’era un nostro amico che voleva imparare a suonare la tromba. Ci svegliava nel cuore della notte! Tutte le volte che dormivamo, durante i viaggi, venivamo svegliati da queste “strombazzate”. Oggi, è diventato un bel ricordo.”

Il ricordo più bello che custodisce nel cuore?

Mia figlia che canta le mie canzoniSicuramente, apprezza la mia musica, la cantaE’ la cosa più bella.”

Se prendesse la stessa strada del papà?

Io sarei felicissimo. Almeno, saprei che fare in vecchiaia. (risata)

Fashion News Magazine - Intervista a Federico Zampaglione Di Denise Ubbriaco

Parliamo del nuovo album. Il nome  è “Nel respiro del mondo” . Come mai questa scelta?

La scelta è nata perché è un album che parla molto del mare. E’ stato concepito in riva al mare, in una casa a Sabaudia. Il mare è un po’ il respiro del mondo. Credo che, tutto sommato, sia l’album che amo di più. Non so il perché. Di solito, non riascolto le cose che faccio. Non ho più riascoltato i miei dischi, tranne quest’ultimo. Magari, non tutto intero, ma riascolto spesso i singoli pezzi. E’ un disco che mi mette di buon umore, mi lascia con uno stato d’animo positivo.”

Nel disco ci sono due elementi ricorrenti: il mare e i treni.

I treni ci sono, perché ultimamente prendo spesso il treno. Prima, prendevo o la macchina o l’aereo. Il treno proprio non lo sopportavo. Ora, invece, ho trovato una dimensione molto bella sul treno. Guardo il paesaggio fuori. Mi ispira! Adesso, non sopporto più l’aereo. Vedi come si cambia? (risata coinvolgente).”

C’è un treno che non ha mai preso e ripensandoci prenderebbe?

No, magari sono salito e sceso da treni in corsa. Quelli che mi sentivo di prendere, li ho presi. Non ho mai avuto paura di sperimentare.”

Il treno che prenderebbe altre 1000 volte?

Il treno della musica! Quello, sicuramente, lo riprenderei.”

C’è qualche curiosità che vuole raccontarmi sulla realizzazione degli inediti?

La curiosità sta nel modo in cui abbiamo cominciato a lavorarci, in riva al mare. La fase creativa è stata molto bella. Durante le registrazioni, quando mi trovavo a corto di idee, uscivo fuori, andavo sulla spiaggia, mi sedevo sulla riva del mare, ascoltavo il rumore delle onde, guardavo il mare e, quando tornavo in studio, c’era sempre qualcosa di nuovo da aggiungere. Mi ispirava e mi dava nuove immagini, nuovi suoni. La produzione è andata nelle mani di Luca Chiaravalli, grande produttore.”

I due singoli “Piccoli Miracoli” e  “Tra di noi”. Quando e come sono stati scritti?

“Devo dire che “Piccoli Miracoli” è stato scritto in cinque minuti. Ero in Thailandia, c’era un tramonto bellissimo, ho capito che quello era un attimo da ricordare. Erano un miracolo la bellezza del paesaggio, la luce, l’atmosfera. Sono andato di corsa a prendere la chitarra ed è uscita, di getto, la canzone “Piccoli Miracoli”. Il pezzo “Tra di noi” è stato scritto insieme a mio padre, con il quale collaboro spesso, ed è un pezzo sugli amori duraturi, sul fatto che l’amore è un sentimento che si evolve, prende altre forme. Spesso, si legge che, dopo pochi anni, l’amore finisce e diventa abitudine.

Cos’è per lei l’amore? 

L’amore è un grande motore per tutto. E’ la motivazione che ti spinge a fare cose che, altrimenti, non faresti mai. Nel brano “Liberi” ho espresso il concetto che se nell’amore non c’è libertà, l’amore finisce.”

Il tour invernale partirà ad ottobre e sarà nei teatri. Vi esibirete in una dimensione più intima e raccolta.

E’ importante spaziare e cambiare. Siccome sono un perfezionista, amo gli spazi in cui la musica si sente bene. Nei teatri, è possibile avere un sound molto curato, così come nelle arene. Il problema si crea negli spazi in cui c’è molto rimbombo che non consente di avere una sonorità pulita.

Quanto è importante il contatto diretto con il pubblico?

E’ importantissimo, è la base di tutto.”

Quali emozioni le regala ascoltare il pubblico cantare le sue canzoni durante i concerti?

Significa che hai fatto qualcosa che, al di là di quello che pensavi tu, è stato condiviso anche dagli altri. E’ una grande soddisfazione. E’ quello che ognuno sogna quando scrive un pezzo.”

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Oltre all’anima del musicista, troviamo anche l’anima del regista. Partiamo dal film “Nero bifamiliare”, una commedia nera, ambientata ai nostri giorni, che mette a nudo problemi e difficoltà della convivenza con altre culture.  Com’è nata l’idea?

Era una tematica sul confronto tra persone molto diverse, costrette a convivere vicine, una di fronte all’altra. Era una metafora sulla società, in cui le persone spesso devono confrontarsi, poi non ci riescono e finiscono per odiarsi. Poi, ho fatto altri film. Un esempio è Shadow, un horror che ha girato tutto il mondo. E’ il film che amo di più, perché è il genere che mi piace di più. Ho fatto tanti videoclip. Chissà, magari, molto presto, tornerò a fare qualcosa al cinema.”

In che modo prendono forma i suoi videoclip?

Partendo dalle parole, da una frase, da quello che una canzone vuole suggerire. Ad esempio, in Piccoli Miracoli, c’è una ragazza che scala la montagna come metafora delle difficoltà che si arriva ad affrontare per chi cerca l’amore.”

Si sente più musicista o più regista?

In questo momento, mi sento più musicista. Ci sono stati periodi in cui mi sono sentito molto più regista.”

Sogno nel cassetto?

Ancora lo devo fare. Ne ho avuti tanti. Alcuni li ho realizzati. Chissà, vedremo. Viviamo giorno per giorno, questa è la mia filosofia.

Progetti futuri?

Non mi piace progettare troppo. Magari, poi, le cose vanno diversamente. Allora, è meglio che ogni giorno ti impegni e ti godi quello che hai. Il futuro diventa una serie di “oggi”.”

Un saluto ai nostri lettori?

Un saluto a tutti, passate una buona estate e godetevi la vita!

Ringrazio Federico Zampaglione per la sua disponibilità.

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04/08/2016

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