FNM People – Intervista a Giorgio Pasotti

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Fashion News Magazine- Intervista a Giorgio Pasotti Di Denise Ubbriaco

Di Denise Ubbriaco

FNM People – Intervista a Giorgio Pasotti

Giorgio Pasotti: “Il consenso del pubblico è la gioia più grande per un attore.

Un sorriso estremamente luminoso, uno sguardo accattivante, un fascino indiscutibile, un’ironia travolgente. È Giorgio Pasotti, un uomo dotato di grande umiltà, forte determinazione e tanta curiosità. È questo il segreto del suo successo. Appassionato, sin da bambino, delle arti marziali, dopo una lunga carriera da atleta costellata da grandi soddisfazioni, Giorgio Pasotti ha iniziato il suo cammino nel mondo cinematografico per puro caso. Per scoprire tutte le curiosità sul suo conto, leggete la mia intervista a Giorgio Pasotti.

Dopo tanti anni di successi, chi è oggi Giorgio Pasotti?

La verità è che, oggi più che mai, sono la persona che ero prima. Prima di iniziare a fare questo mestiere, prima di fare l’attore. Mi sento una persona molto più vicina a quello che ero prima, una persona che conduce una vita normalissima. Sarà la nascita di mia figlia o il fatto di fare, da tanti anni, questo mestiere. Cerco di essere il miglior padre possibile per mia figlia. Sono una persona con i piedi per terra, molto umile, una persona che ama ancora profondamente ciò che fa.”

Pregi e difetti?

Difetti tanti. Non saprei da dove iniziare. Pregio che sono riuscito a conservare, che non è roba da poco, è una forma di piacere verso la vita semplice. Non ho bisogno di grandi cose per essere felice. Questo lo metto nel pacchetto delle virtù. Difetti: essere pignolo, ambizioso.”

Non credo siano difetti, anzi.

Quando eccedono diventa difficile conviverci. Tra i difetti, potrebbe, poi, rientrare la mia pigrizia.”

Parliamo del legame con la Cina e con le arti marziali. Prima di essere attore, c’era un passato un po’ diverso. Nel 1986, sei stato la più giovane cintura nera d’Italia di wushu.

Si, è vero. Sono stato un atleta. E’ stata una pagina importantissima della mia vita che ricordo con immenso piacere. Una pagina che ho scritto ampiamente. Non ho lasciato indietro nulla. Ho fatto tantissimi anni di gare. Sono entrato molto presto in nazionale. Mi sono tolto diverse soddisfazioni. Quelle sportive, sono soddisfazioni che ti riempiono il cuore per tanti anni. Sono la cornice, il giusto traguardo di sacrifici enormi. Quando sei uno sportivo, fai tantissime rinunce, tantissimi sforzi. Tutto ciò viene ripagato con le vittorie e con le medaglie. Sono grandi soddisfazioni che possono sembrare un po’ retoriche, ma chi le prova sa di cosa si parla e quanto riempiono la vita.”

Com’è nata la passione e cosa ti appassiona di questa discipline?

La passione è nata con mio padre. Mio padre è stato il primo a portarmi in palestra, come tanti bambini. Quando avevo cinque anni, mi iscrisse ad una palestra di karate. La passione si è sviluppata e non l’ho mai più abbandonata, così mi ha accompagnato per il resto della mia vita. Se non ci fossero state le arti marziali, probabilmente avrei preso altre strade. Non dico pericolose, ma altre. Nei posti e nei tempi in cui sono cresciuto, c’era un ambiente molto difficile. C’era molta droga, molta violenza nelle strade. Penso che l’arte marziale rappresenti nella mia vita quel binario che mi ha sempre portato in avanti senza mai deragliare. Se sono la persona che sono oggi, lo devo soprattutto alle arti marziali e alla volontà di mio padre di avermi iscritto e, a volte, di avermi “obbligato” a frequentare.

L’arte marziale induce alla disciplina, al sacrificio, alla determinazione, alla dedizione.

Si si, è tutto molto vero.”

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Nel 1993, c’è stato un periodo cruciale non solo per i risultati agonistici, infatti la Milestone Production LTD, casa di produzione cinematografica di Hong Kong, alla ricerca di un volto occidentale in grado di destreggiarsi con le arti marziali, ti ha scelto per interpretare il ruolo di un giovane americano divenuto monaco del tempio di Shaolin nel film d’azione Treasure Hunt, diretto da Jeff Lau. C’è un ricordo speciale che porti con te di quell’esperienza?

E’ nato tutto per un semplice caso. Ho accettato con la curiosità di chi va a provare il nuovo ristorante sotto casa. Ero molto curioso, ma non avevo assolutamente alcuna intenzione di far questo nella vita. Prevedevo di fare tutt’altro. La vita è anche un po’ ciò che accade mentre stai realizzando i tuoi progetti. Non l’ho inventata io questa frase, ma qualcun altro più maturo di me. La prendo in prestito, perché è vera. A me è successo questo. Stavo realizzando i miei progetti per diventare un medico sportivo e mi sono trovato, improvvisamente su un set. E’ nata una scintilla. Non proprio su quel film, ma sui film che ho fatto subito dopo. E’ nata questa passione che, ancora oggi, non mi ha abbandonato.”

Si potrebbe definire un debutto inaspettato e fortunato. Hai dato prova di grande talento e, da lì, ha avuto inizio la tua carriera di attore.

Assolutamente si! Del tutto inaspettato e del tutto fortunato. Non è stata tanto la fortuna di fare un film. La vera fortuna è stata, attraverso quelle opportunità, di aver scoperto una passione. Secondo me, molte persone vivono la propria vita cercando di perseguire degli obiettivi, degli scopi, delle carriere e, magari, non sanno di avere talenti o passioni verso altro, ma questa cosa non la scopriranno mai. Magari, faranno vite bellissime, ma senza conoscere una passione vera che avrebbe potuto modificare il corso della loro vita. Per un caso, io ho avuto questa fortuna di scoprire una passione, perseguirla e riuscire a vivere di questa passione.

Bisogna sempre sperimentare e buttarsi in nuove esperienze.

Secondo me, si. Quando si è giovani, bisogna tentare, provare diverse esperienze, così da avere un bagaglio che possa consentire di capire cosa piace o non piace fare nella vita. Credo che sia assolutamente giusto il motto: la vita è una e va vissuta. Si scopre che la vita è molto veloce e ciò che non si può comprare è il tempo. Quindi, è bene sapere, sin da subito, che questo tempo va sfruttato nel migliore dei modi, facendo più cose possibili. Cose che siano sensate e possano avere valenza nella propria vita. L’esperienza, sciocca o importante che sia, arricchisce la propria vita. Maturi, impari, capisci. Tutte le cose sono mattoncini che aiutano a costruire la persona che, poi, diventerai da grande.”

Cosa ti affascina del mondo dello spettacolo?

Del mondo dello spettacolo non è che mi affascinano tante cose. E’ un mondo in cui ho incontrato amici meravigliosi, colleghi che sono amici. Ho scoperto che è un mondo che porta con sé angoli bui in cui è molto facile cascare. Ho visto carriere rovinarsi, ho visto persone non accettarsi una volta passata la beltà della giovinezza, persone che hanno visto la propria carriera prendere una piega inaspettata. E’ un ambiente molto difficile. Può inebriare da un lato, ma può riservare momenti molto tristi e cupi dall’altro.

Un consiglio che vuoi dare ai giovani che desiderano intraprendere questo percorso?

Ai ragazzi che iniziano ad abbracciare la passione della recitazione, dico sempre che andrebbe seguita come un gioco, come un hobby. Uno dovrebbe pensarsi così: a collezionare francobolli sapendo che il suo lavoro è un altro, in grado di darti sicurezze e certezze nella vita, cose di cui un uomo ha assolutamente bisogno.”

Fashion News Magazine - Intervista a Giorgio Pasotti Di Denise Ubbriaco (3)

Nel 2002, hai girato “Distretto di Polizia”, in cui ha interpretato il ruolo dell’agente Paolo Libero, esperto artificiere. Quale ricordo custodisci di questa fiction?

Mille! E’ stata una bella esperienza in cui ho conosciuto un gruppo di attori con cui sono rimasto in ottimi rapporti. E’ un caso raro nel mondo dello spettacolo riuscire a formare, inspiegabilmente, un gruppo di persone che si trovano non solo molto bene, ma capaci di trasmettere questa gioia di aver lavorato insieme, quest’amicizia, questo volersi bene nel lavoro. Tutto ciò, a macchia d’olio, colpisce gli spettatori. Distretto Di Polizia, come il gruppo de L’Ultimo Bacio, era un gruppo formato da persone che si volevano bene ed era ben amalgamato.”

Mi sono completamente innamorata di questa serie. Non perdevo una puntata.

Lo capisco bene. E’ stata una serie che ha preceduto di gran lunga tutte le altre serie sul tema poliziesco. Distretto Di Polizia fu la prima serie in Italia, dopo “La Piovra” chiaramente, che raccontava una storia abbastanza anomala, in cui a capo di un distretto c’era una donna e non un uomo. Inoltre, si raccontavano le passioni sentimentali che i personaggi vivevano, coinvolgendo gli spettatori.

C’è un ruolo in particolare che hai interpretato nel corso della tua carriera e ti ha maggiormente colpito?

Dirò una frase fatta, ma la verità è che quasi tutti i ruoli che ho interpretato, sono ruoli che mi hanno fatto innamorare del personaggio, della storia, del motivo per cui li ho fatti. L’approccio che ho con i vari personaggi è sempre condizionato da un innamoramento. Poi, ci sono alcuni che funzionano, altri non funzionano, alcuni mi escono bene e altri no. Di fatto, ciò non significa che abbia amato meno dei ruoli rispetto ad altri. Li ho amati tutti alla stessa maniera, altrimenti non li avrei fatti.

C’è qualche curiosità da backstage o qualche aneddoto sulla tua carriera che vuoi raccontarmi?

La carriera degli attori è costellata da aneddoti. E’ un mondo talmente assurdo, in cui può succedere di tutto. Mi è capitato di trovarmi a cena con persone che non avrei mai pensato di conoscere nella mia vita come: De Niro, Dustin Hoffman, Al Pacino. Mi sono trovato a ridere con George Cloneey per i bigliettini che nascondeva per ricordare i termini tecnici quando girava E.R.. Anche io ho fatto una serie ambientata in ospedale. Si rideva delle difficoltà nel ricordare i vocaboli tecnici e scientifici che il medico deve usare. Io come lui, neppure fossimo stati in quinto liceo, ci siamo ritrovati a nascondere bigliettini ovunque per aiutarci a ricordare.”

Fashion News Magazine - Intervista a Giorgio Pasotti Di Denise Ubbriaco (2)

C’è un ruolo che non hai mai ricoperto e vorresti interpretare?

Tantissimi! Mi piacerebbe interpretare il ruolo di un pugile o di un cowboy, personaggi . Guarda, ce ne sono talmente tanti che avrei l’imbarazzo della scelta.”

Un regista con cui vorresti lavorare?

Sicuramente mi piacerebbe lavorare con Moretti. Non l’ho ancora fatto.

Nel corso della tua carriera, hai ricevuto tanti premi e riconoscimenti. Cosa significa per te esser apprezzato dal punto di vista professionale e ricevere il calore del pubblico?

Vuol dire che hai fatto bene il tuo mestiere. E’ il miglior attestato di stima a cui tu possa aspirare nel corso della tua carriera. Il consenso del pubblico è la gioia più grande per un attore. Non è vero quando dicono che hanno amato un film anche se, poi, non è stato visto. Ho fatto tanti film che ho amato tantissimo, sono usciti bene, ma non hanno avuto la possibilità di essere visti da un pubblico vasto. Questa è una cosa brutta, perché chi fa questo mestiere lo fa per il pubblico, non lo fa certamente per se stesso e/o per una forma di egoismo. Secondo me, quelle sono persone che hanno disturbi psichici e utilizzano la professione anziché andare da uno psichiatra. Se uno ama questo mestiere lo fa per il pubblico, per emozionare un pubblico sempre più vasto. E’ un attestato di stima quando i lavori vanno bene. Tu hai citato Distretto di Polizia, come L’Ultimo Bacio, sono stati tutti lavori che hanno abbracciato un pubblico vastissimo. Quindi vuol dire che sono sulla buona strada. E’ un grandissimo incoraggiamento.”

Fashion News Magazine - Intervista a Giorgio Pasotti Di Denise Ubbriaco (4)

Recentemente, hai ricevuto il Premio Mare Festival Salina 2016. Impressioni ed emozioni a caldo?

E’ un festival che vive e si è sviluppato grazie ad un’enorme passione di Massimiliano Cavaleri, una persona che ama il suo mestiere e ama il cinema. Grazie alla sua passione è riuscito a coinvolgere tante persone che lo hanno appoggiato nella realizzazione di questo festival. Il luogo è meraviglioso, è la location in cui è stato girato “Il Postino”. Una cosa che mi piace di questa terra è la terra stessa che ha radici molto antiche. E’ una terra simbolicamente molto importante per me. Questa terra ti ricarica di una grandissima energia.”

Progetti futuri?

Tanti. Un futuro tutto da scrivere che porta con sé progetti molto belli, ambiziosi. Ho tanti progetti a livello teatrale, in televisione, al cinema. Lavori che mi vedono nelle vesti di attore, altri che mi vedono nelle vesti di attore e regista, altri che mi  vedono solo nelle vesti di regista.

Qualche indiscrezione?

Posso svelarti l’ultimo film che ho fatto di Marleen Gorris, una regista olandese che vinse il Premio Oscar per l’Albero di Antonia. Oltre a me, nel cast c’è Donatella Finocchiaro. Si tratta di una storia ambientata durante la seconda guerra mondiale.”

Sogno nel cassetto?

Continuare a vivere così. Il sogno nel cassetto si riduce nel desiderare la salute, soprattutto quella di mia figlia, e nello sperare che tutto prosegua così senza intoppi, senza cose negative. Mi ritengo una persona molto fortunata. Mi piacerebbe che questa fortuna continuasse. Non vorrei di più, onestamente.

Ringrazio Giorgio Pasotti per la sua disponibilità.

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11/08/2016