Violenti e contenti

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Di Paolo Botti

Violenti e contenti

Uso questa vignetta, che è comparsa un po’ di tempo fa, per introdurre un tema molto delicato e complesso, oggi un po’ offuscato dal referendum, ma che rimane una questione sulla quale tutti, soprattutto noi uomini, dovremmo meditare seriamente.

Vedete, la battuta lì per lì fa ridere, ma mi chiedo se, a parti invertite, farebbe altrettanto ridere: sono sicuro che no, non farebbe altrettanto ridere. Non credo sia necessario spiegare il perché, ma sono sempre disposto a farlo.

Se accettiamo che si possa fare facile ironia sulle donne, lasciando intendere che un po’ sono tutte zoccole, escluse le mamme e le sorelle, diamo spazio a chi crede che l’unico modo per tenersi una donna sia rendere impossibile che possa essere di un altro, anche con la sua eliminazione fisica.

Se accettiamo il troppo usato “Eh, ma un po’ se l’è cercata, come fai a guidare da sola di notte in quella strada?“, oppure l’altrettanto noto “Ma se vai in giro vestita così, poi è normale che uno ti metta le mani sul sedere” manteniamo vivo un sistema dove la violenza regna sovrana. No, non è normale né l’una né l’altra cosa: sono solo modi beceri (per non dire altro) per ritenere che la donna sia e debba essere qualcosa di meno della media degli uomini. Errore fatale, così come errore fatale è quello commesso da molte donne di pensare di dover essere “uguali” agli uomini: perché sminuirvi?

La mia non è e non vuole essere un’analisi antropologica delle differenze di genere, ma solo un modo per dirvi cosa penso, in questi giorni in cui passa come terza o quarta notizia dei Tg l’ennesima donna vittima di qualche imbecille pervertito che, per un motivo o per un altro, ritiene che la sua ex compagna o ex moglie sia “roba sua”, della quale lui possa disporre come della bicicletta o del telecomando della TV.

Alle donne dico che è molto meglio se vi liberate di quel complesso della crocerossina che colpisce alcune di voi, quelle che ritengono che un cazzotto sia solo perché “è nervoso”: no, non è così. Un uomo che vi sovrasta con la violenza, se lo ha fatto una volta, lo farà ancora, statene certe. Ho troppe amiche che lo sanno molto meglio di me, ho anche qualche conoscente (volutamente non dico amico) che tratta in questo modo la moglie. Qui non è questione di religione, provenienza geografica o tradizione popolare, questi sono solo degli imbecilli e basta. E dagli imbecilli vi dovete liberare, fatelo prima che potete, fatelo prima che vi tirino addosso l’acido, o che vi accoltellino, o che vi speronino in macchina. Fatelo per voi.

Da pochi giorni si è celebrata la giornata contro la violenza sulle donne, e io mi sono permesso di condividere un post della Presidente della Camera Laura Boldrini che riportava alcuni (solo alcuni) degli insulti che riceve per il suo modo di ricoprire il ruolo istituzionale al quale è stata chiamata. In quei post o tweet che fossero, trapelava una inaudita violenza che va molto al di là della politica, e che nulla ha a che vedere con la politica.

Sono stato sommerso di polemiche e critiche perché, secondo alcuni, ho difeso Laura Boldrini che, peraltro, non ha nessun bisogno di essere difesa da me. No, avrei solo voluto che ci si schierasse unanimi contro la violenza contenuta in quei “pensieri”: non lo si è fatto, peccato. Anche stavolta qualcosa ha permesso a uomini senza vergogna di usare violenza alle donne, non solo alla Boldrini.

Peccato davvero.