Di Denise Ubbriaco
FNM People – Intervista a Max Croci
Il 30 marzo uscirà nelle sale il nuovo film di Max Croci.
Dopo il successo riscosso con il suo secondo film “Al posto tuo”, interpretato da Luca Argentero, Stefano Fresi e Ambra Angiolini, il talentuoso regista Max Croci ritorna a far parlare di sé. Il 30 marzo 2017 uscirà nelle sale cinematografiche il suo terzo film: “La verità, vi spiego, sull’amore”. Una pellicola ispirata all’omonimo libro di Enrica Tesio che racconta la storia di una mamma dalla vita frenetica con il volto di Ambra Angiolini e della sua amica del cuore, interpretata da Carolina Crescentini. Una commedia divertente ed emozionante sulle infinite sfumature dell’Amore che affronta temi importanti con poesia, ironia e tanta tenerezza. Max Croci, uno dei registi più amati dal pubblico italiano grazie alla sua abilità nel raccontare storie divertenti e brillanti, è anche apprezzato per i suoi cortometraggi, documentari e spot pubblicitari. Per saperne di più sul suo conto, leggete la mia intervista a Max Croci.
Com’è nata la tua passione per il mondo dello spettacolo?
“Credo che la mia passione per il cinema e il mondo dello spettacolo sia nata per “colpa” della TV. Da bimbo, per me la sala cinematografica era il luogo di culto dove si celebrava, di tanto in tanto, “l’evento” di un film di Walt Disney, mentre la televisione rappresentava la quotidianità, lo spettacolo tutti i giorni, con vecchi film e varietà. Mi sono formato con i classici di Hollywood che trasmettevano le TV private, con i gloriosi “cicli” di film della Rai e con i varietà del sabato sera.”
Hai voluto far cinema sin da bambino?
“Incredibile, ma vero. Proprio qualche tempo fa, è riemerso dal passato (e da un armadio a casa di mia madre) un quadernetto delle elementari con questa frase “quando sarò grande spero di diventare un ottimo regista”. Mi fa molto ridere quell’OTTIMO. Avevo 10 anni. Ne sono passati 38 e ci sto ancora lavorando.”
Quali sono state le tue prime esperienze da regista?
“Ho sentito la necessità di buttarmi nella mischia nei tardi anni ’90, scrivendo, girando e producendo il mio primo cortometraggio. Una storia ambientata nel 1929 e interpretata da due bravissimi attori che frequentavano la scuola del Piccolo Teatro di Strehler. Una sorta di parodia del “gangster movie”, rigorosamente girato in B/N.”
Dopo tanti cortometraggi, lo scorso anno (due anni fa ormai) hai realizzato il tuo primo lungometraggio: “Poli Opposti” con Sarah Felberbaum e Luca Argentero. Cosa ti ha colpito di questa sceneggiatura e cosa ha rappresentato per te?
“Ho subito amato la sceneggiatura di “Poli opposti” che i produttori della RodeoDrive (Poccioni&Valsania) mi hanno proposto come opera prima. L’eterna “battaglia tra sessi” e il fatto di fare del litigio tra i due protagonisti un linguaggio d’amore sembravano provenire dalle commedie americane romantiche che ho sempre amato. Da qui, l’idea di dare al film un trattamento “glamour” e patinato, con qualche strizzata d’occhio a quei riferimenti americani inarrivabili. “Poli” rappresenta per me la svolta, segna il punto di non ritorno, ha confermato la mia dipendenza da set e mi ha dato una gioia infinita. Senza contare la fortuna di avere avuto un cast ed una troupe meravigliosi. Luca Argentero e Sarah Felberbaum fanno scintille e non sono da meno tutti gli attori che hanno preso parte al film, senza parlare di Riccardino (Riccardo Russo, nel film il figlio di Sarah), un vero giovanissimo fuoriclasse!”.
Quest’anno, è uscito nelle sale cinematografiche “Al posto tuo”, il secondo lungometraggio, con Luca Argentero, Stefano Fresi e Ambra Angiolini. Com’è stato lavorare con loro?
“Sono sincero nel dirti che non potevo chiedere di meglio. Così come per “Poli opposti”, anche per “Al posto tuo” ho avuto la fortuna di lavorare con un cast incredibile. Tre attori dotati di grande talento, di forte personalità e di grande generosità. Tre persone con cui è stato facile istaurare un ottimo rapporto. Ho amato Luca sin dal nostro primo incontro per “Poli opposti”. Attore sensibile, un grande professionista ed un perfezionista sempre collaborativo e attento. La stessa cosa posso di dire di Stefano che ho fortemente voluto al fianco di Luca per questo mio secondo film. Stefano è un attore che sul set inventa battute e gag a getto continuo, arricchisce il film e fa impazzire (ovviamente in senso positivo) i compagni di set e la troupe. E poi, essendo come me un appassionato di colonne sonore, scattava tutti i giorni la sfida a “riconosci questa”. Uno spasso! Ambra è stata la mia “musa” per tre corti. Entrambi desideravamo ritrovarci su un set “vero”, su un lungo. E ci siamo riusciti per ben due volte! (Ambra è anche la protagonista del mio terzo film). La Angiolini non è l’unica bella e brava del film. In “Al posto tuo” ci sono anche Grazia Schiavo (già presente, con tutto il suo sex-appeal, in “Poli opposti”), Pia Lanciotti e Serena Rossi. Meravigliose! E poi l’immensa Fioretta Mari in un divertente cameo!”.
“Al posto tuo” è un “buddy movie” Inoltre, è una commedia esilarante che, al contempo, affronta un tema attualissimo: la crisi del Paese. Dimmi di più.
“E’ vero, come spesso accade la commedia si basa o prende spunto da temi drammatici o di forte attualità. Nel nostro caso è proprio la crisi del Paese e la conseguente lotta che spesso un individuo deve sostenere per mantenere il proprio posto di lavoro ad aver dato lo spunto agli sceneggiatori. La domanda che ci si pone è “cosa sarei disposto a fare per di mantenere il mio impiego?”. Abbiamo cercato di rispondere a tale quesito con molta leggerezza. La sfida che viene proposta ai due protagonisti è, ovviamente, paradossale e innesca il meccanismo del “buddy movie”.”
C’è qualche aneddoto che vuoi raccontarmi? Qualche curiosità da backstage?
“Difficile scegliere un aneddoto o qualcosa in particolare da raccontare. Ci siamo sempre molto divertiti. Ricordo con grande piacere l’euforia nel giorno del softair, la finta guerra tra due squadre che apre il film. L’idea era di spiazzare per qualche secondo il pubblico, preparato a vedere una commedia, con delle immagini alla “Platoon”. Uomini vestiti in mimetica che si muovono veloci in un bosco. Chi si nasconde, chi si prepara a sparare contro l’avversario e, improvvisamente, Fresi affonda goffamente il piede in un torrente e la macchina da presa lo inquadra con l’elmetto storto ed un’espressione spaesata sul volto, proprio mentre Luca prende la mira e lo centra con i bussolotti. Le reazioni di Stefano, immerso fino alla cinta nell’acqua, hanno scatenato le risate dei presenti.”
Parliamo del tuo terzo film con Ambra Angiolini e con Carolina Crescentini. C’è quale indiscrezione che puoi svelarmi?
“Il film è praticamente finito, stiamo facendo gli ultimi ritocchi. Sono molto contento del risultato. E’ una commedia non comune che racconta, con uno sguardo molto ironico, la fine di una storia d’amore. Il film (sceneggiatura di Federico Sperindei) è tratto dal divertente romanzo “La verità vi spiego sull’amore”, a sua volta tratto dal blog di Enrica Tesio. E finalmente ho lavorato con Carolina, che “inseguivo” da anni. Il film uscirà nelle sale il 30 marzo.”
Quali caratteristiche deve avere una sceneggiatura per suscitare la tua curiosità e convincerti a curarne la regia?
“Inizio sempre a leggere una sceneggiatura con un occhio “tecnico”. Se arrivo fino alla fine con lo stesso distacco vuol dire che qualcosa non ha funzionato, non mi ha preso abbastanza. Questo per dire che banalmente mi deve “assorbire”, mi deve far scattare la famosa scintilla. Spesso visualizzo subito, annoto immagini ed inquadrature che la sceneggiatura suggerisce.”
“Era Bellissima” è il tuo ultimo cortometraggio, interpretato da Ambra Angiolini e presentato in occasione della Giornata Internazionale per i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Com’è nata l’idea? Qual è la sinossi?
“ “Era bellissima” nasce dalla passione del sottoscritto e di Massimo Piesco (sceneggiatore del corto) per il capolavoro di Visconti “Bellissima” e per la sua interprete. Abbiamo spesso fantasticato, un po’ per gioco, su come sarebbe oggi un (im)probabile remake. Il sogno cinematografico della protagonista poteva essere sostituito dalla “possibilità” dei talent televisivi, ma il motore che spingeva le madri di allora a fare di tutto pur di far “arrivare” la propria figlia, non è cambiato. Poi, purtroppo, è stata la cronaca a fornire lo spunto per quello che è diventato il finale del corto, roba che solo a pensarci fa venire la pelle d’oca. Ci siamo immediatamente resi conto che non aveva senso fare un omaggio a “Bellissima” se non prendendo poi un’altra strada, ancora più drammatica. E così è nato il film, grazie al sostegno di Studio Universal, che ha prodotto il corto, e ad Ambra, che ha accettato di interpretarlo. Un mucchio (selvaggio) di coraggiosi, direi.”
A tuo parere, quali sono le peculiarità che deve avere un bravo regista?
“Che domanda difficile! Ci sono tanti approcci diversi alla lavorazione di un film, tanti punti di vista. Avere un proprio, personale, punto di vista è fondamentale, anche quando si accetta di fare un film su commissione.”
Cosa dicono di te i tuoi colleghi?
“Non ne abbiamo mai parlato… Ahahah.”
Cosa auguri ai giovani che vogliono imboccare la tua stessa strada?
“Di tenere duro! Anche quando sembra impossibile, anche quando i risultati tardano ad arrivare. Occorre avere sempre pazienza, perseveranza e un po’ di fortuna.”
Progetti futuri?
“Top secret!”
Sogno nel cassetto?
“Ho il cassetto che straripa!”
Ringrazio Max Croci per la sua disponibilità.
16/02/2017











