L’arte artefice della rinascita urbana

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Geniale il progetto “Arte e città a colori” ideato e organizzato da un ferroviere in pensione, Franco Galvano, insieme alla sua associazione di volontari NSA (Nucleo di Sicurezza Ambientale) e al leader dei Cacciatori di street art Marco Giovanni Lo Rocco, responsabile dell’attività fotografica che gira attorno alla realizzazione delle opere sui muri delle stazioni romane e che ha come obiettivo la promozione della creatività, far sbocciare il bello, proteggere e mantenere i beni comuni secondo una logica di inclusione sociale e culturale.

L’arte avvolge tutto e fa parlare anche i muri, finora silenziosi, attraverso splendide espressioni artistiche che si stanno imponendo prepotentemente alla nostra vista grazie al grande cuore dei numerosi artisti che si sono resi disponibili a partecipare gratuitamente a questo progetto.

Le stazioni (ferroviarie, metropolitane e Cotral) sono diventate, così, luogo sublime di manifestazione di arte di strada per migliorare tali ambienti e renderli più belli e fruibili. Oggi, andare alla fermata di un mezzo pubblico avrà il sapore dell’ingresso a un museo a cielo aperto…

Vi segnaliamo alcune stazioni di Roma e zone limitrofe. 

Castel Gandolfo (incantevole paese vicino Roma):

Nella stazione dei pullman Cotral si possono ammirare le opere suggestive di Tina Loiodice, Alessandra Carloni e Kristina Milakovich che fanno un significativo omaggio alle donne. La prima affronta la tematica della fanciullezza, lanciando il messaggio che la speranza di un’infanzia serena dovrebbe essere premessa e fondamento di una vita di pace e serenità; la seconda dà più spazio all’immaginazione e al sogno e i suoi interventi sono visti in chiave onirica e surreale; la terza ci delizia con paesaggi dei dintorni con l’uso di una tavolozza  quasi priva di colori, dove dominano il bianco e il nero, ma c’è anche il celeste che riflette il cielo nel lago omonimo. I loro capolavori provocano un grande stupore per l’infaticabile impegno speso per trasformare completamente un’ampia zona degradata, e quasi in stato di abbandono, che ora è, invece, spumeggiante di colori, figure emozionanti, fiori leggiadri e begli scorci. Artefici di questa trasformazione anche artisti come Morden Gore con le sue donne arabe e africane, dallo sguardo trasognato, ma agguerrito, il talentuoso Neve che ha realizzato, tra l’altro, una meravigliosa versione tutta personale della morte della Vergine (lui non lancia messaggi, preferisce lasciare un’emozione sospesa). Mauro Sgarbi ha regalato un angolo di eden dove la sua pittura surrealista e romantica crea la possibilità di far immergere nel dipinto i passanti, farli girare al suo interno provando la sensazione di un posto animato. Le coppie di innamorati sono invitate a incidere i loro nomi sugli alberi/colonne di questo luogo paradisiaco.

Stazione Nomentana:

Splendidi murales prendono forma nel sottopassaggio e nelle uscite che portano ai binari, spazzando via il grigiore che prima spalmava tutto. Marco Tarascio (in arte Moby Dick), lancia qui il suo inconfondibile  messaggio ecologista: la sua bravura è proprio quella di dar vita a tutte le figure che rappresenta sui muri e far sperare in un cambiamento che ci vorrebbe tutti protagonisti nelle battaglie che lui sostiene da sempre.  Il tema di questo spazio è la natura, ben rappresentata anche da Nicola Lucioli Noa, con la sua opera che raffigura un serpente che avvolge un tronco d’albero e sullo sfondo un panorama tropicale. Con Tarascio collabora anche Giusy Guerriero, artista emergente e di grande talento, che nel sottopasso ha dipinto una splendida sirena dalla chioma rossa con l’intento di raccontare, in maniera grandiosa e delicata tramite questa figura fantasiosa. Proseguendo lungo la parete, le onde che abbracciano i vari animali di Moby Dick diventano pian piano i capelli di una seconda sirena, protagonista di un caldo abbraccio con un essere umano. Un amore impossibile, una scena dolce e intima grazie alle due figure appartenenti a due mondi completamente diversi, ma unite da un dolce sfiorarsi. Non possiamo non citare Luigi Ambrosetti, in arte LAC68, che con il suo “Fantasma del supermercato” vuole rappresentare una realtà nuova, dove la gente si versa nei centri commerciali per socializzare e passare del tempo e non per fare acquisti. Il carrello vuoto raffigura proprio l’austerità del momento che non permette grandi spese. 

La Giustiniana:

La stazione “gioiello”, la più elegante e nostalgica di Roma, un’opera preziosa realizzata con l’inconfondibile stile dell’artista Tina Loiodice. Grazie alla sua dedizione (ha impiegato circa due mesi per un’esecuzione in solitaria), con la sua arte ha impreziosito la borgata romana, donando ai suoi abitanti un motivo d’orgoglio per i sorprendenti murales da lei dipinti in omaggio alle migliori attrici italiane di sempre.

Parco Jonio (sopra la fermata metro Jonio):

Possiamo ammirare qui una nuova opera oceanica. La sensazione è di immergersi in un ambiente da sogno, un mare di bellezza diversa, occupata da murales straordinari, grandiosi e non solo per le loro proporzioni. Tra tutti, spicca, l’opera condivisa da Moby Dick, Nicola Lucioli Noa e Giusy Guerriero, realizzata per celebrare il film “Ladri di biciclette” girato da Vittorio De Sica nel 1948 proprio in questi luoghi. 

Visto su FNM Magazine 

 Foto di Marco Giovanni lo Rocco

1.Stazione Castelgandolfo - Alessandra Carloni