Tribù Street Style d’Inghilterra

Le quattro sottoculture giovanili che troviamo ancora in strada in Inghilterra e sulle passerelle di Londra
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Nel mondo globalizzato e iper connesso di oggi, i trend, gli stili e le ispirazioni hanno un ricambio veloce al ritmo del feed di Instagram e dei click dello shopping on-line.

Sociologi e ricerche di mercato ci dicono che lo street style non esiste più, come le sottoculture giovanili e il relativo look che le contraddistingue; questo è vero, ma solo in parte poiché strada e passerella si influenzano ormai a vicenda, ed è quindi possibile, guardando bene, individuare almeno quattro sottoculture ancora vive e vegete.

Partiamo da una tribù femminile, quelle delle Sloane Rangers (abbreviato in Slonies), identificata attorno agli anni ’80, ad identificare le giovani donne dell’alta borghesia che abitano, vivono e fanno shopping nel quartiere bene di Chelsea, con epicentro a Sloane Square. Foulard di Hermès, amore per gli sport equestri e relativo abbigliamento sportivo, scarpa ballerina di giorno e tacco nude per la sera, sono l’uniforme della Sloane Ranger, il cui modello di riferimento era la principessa Diana, prima del matrimonio con Carlo. In passerella Mulberry ha fatto sfilare una versione moderna di questo look con maxi fiocchi, tartan e stampe e ricami floreali bon ton.

Continuiamo con il punk, movimento ribelle degli anni ’70, influenzato esteticamente da Vivienne Westwood e Malcom McClaren, il loro negozio SEX e la musica dei Sex Pistols. Questa sottocultura è probabilmente una delle più conosciute da tutti noi per i piercing, le borchie, le calze a rete, le spille da balia, toppe, t-shirt di band rock ed in generale per un look fatto di abiti di seconda mano. Una versione femminile ha sfilato da Preen che ha però mantenuto l’essenza punk negli orli a vivo, nella stampa pentagramma anarchica e i numerosi volant.

Infine, per l’uomo, due sottoculture in particolare vanno menzionate. Gli Skinhead, movimento proletario nato negli anni ’60 come reazione ai valori tradizionali degli anni ‘50, la cui estetica rimane per lo più inalterata: stivali Doc Martens, jeans skinny e bretelle sia in strada che nelle collezioni uomo, come quella di Matthew Miller, e i Johnheads. Questi ultimi sono caratteristici di Liverpool, indossano tute, felpe e cappelli prevalentemente neri, hanno sempre in mano una bottiglietta di milkshake e l’equivalente fashion sono i look sport-lux di Astrid Andersen.

Astrid Anderen

Visto su FNM Magazine

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