Uno sguardo particolare sull’universo femminile

Fotografie di Sergio Battista che dà voce alle considerazioni al femminile sulla violenza di genere
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La voce delle donne, considerazioni al femminile sulla violenza di genere è il progetto culturale ideato e curato dal fotografo Sergio Battista con l’intento dichiarato di veicolare il punto di vista femminile sul femminicidio e sugli atti di violenza fisica e psicologica contro le donne.

Ventuno donne di differente età, professione, condizione e stato sociale hanno concesso la loro immagine e hanno espresso in totale libertà pensieri sulla violenza di genere, fenomeno sociale che dal 2006 ad oggi ha prodotto, solo in Italia, più di 1700 vittime con esclusione di quelle che non hanno denunciato e sono ancora oggi nel buio della persecuzione. La violenza di genere è prevalentemente esercitata tra le pareti domestiche, così come ogni forma di abuso o maltrattamento.

Un progetto solo in parte fotografico in quanto anche editoriale: infatti è stato pubblicato il relativo libro.

Delle due sezioni che lo compongono la prima parte, “Le confidenze”, è composta dalle ventuno foto delle donne protagoniste, tutte con lo sguardo fisso nell’obiettivo, e da altrettanti testi scritti nei quali sono espresse le opinioni su temi quali la prevaricazione, l’aggressività e la scarsa considerazione di cui sono fatte oggetto.

La seconda, “Le Grida”, è composta da diciotto fotografie in bianco e nero tutte scattate durante la manifestazione Non una di meno, la mobilitazione di protesta contro ogni tipo di violenza al femminile organizzata il 26 novembre dello scorso anno a Roma.

Il volume, edito da Cultura e Dintorni Editore, sarà presentato dall’autore martedì 18 luglio alle ore 19,30 presso il Palco Esterno del Teatro Marconi di Roma, nell’ambito del Marconi Teatro Festival

La presentazione del libro prevede reading, intervalli di musica e immagini in un percorso utile ad illuminare un mondo intimo, a fare luce su episodi ed esperienze drammaticamente vissute; un’occasione come poche per provare a percepire tutta la drammaticità di situazioni che troppo spesso sono sottovalutate nelle loro implicazioni psicologiche e sociali.