Il Lusso del Potere, il Potere del Lusso

Arte, potere e status symbol fra Rinascimento e Barocco.
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Emblema assoluto ed appannaggio esclusivo della società aristocratica, secondo l’opinione comune, ma frutto in realtà dell’impegno e della sapienza professionale d’umili maestranze specializzate, che pure avrebbero contribuito – con consapevole orgoglio – alla celebrazione d’un mondo e d’una cultura universali, il gusto del Lusso e della Bellezza trova, soprattutto nell’età d’oro del Rinascimento e del Barocco, la sua espressione più integrale e più completa.

Le celebri lane inglesi, le sete orientali ed i costosissimi merletti fiamminghi venivano, letteralmente, trasformati e riconvertiti nell’Italia fra Cinque e Seicento: tessute e colorate in Toscana, le prime, tagliati e rielaborati come complementi d’abbigliamento, i secondi, i beni di lusso più ricercati conoscevano, nella penisola, una nuova vita che li completava e offriva in nuova, e ambitissima veste, sul mercato mondiale.

Straordinario illustratore delle delizie e dei lussi degli abiti all’italiana, resi con straordinario virtuosismo tecnico in celeberrimi ritratti, Agnolo Bronzino pubblicizza, più o meno esplicitamente, “l’Italian Way of Life” come via naturale e privilegiata all’autentica bellezza ed eccellenza, come nel magnifico ritratto di Eleonora da Toledo, figlia del Viceré spagnolo di Napoli e moglie del Granduca Cosimo I de’ Medici, che ostenta con elegante indifferenza una superba veste da cerimonia che è un capolavoro di taglio, ricamo e stile fiorentini, pur rispettando il severo protocollo della corte medicea ormai adattato a quello spagnolo.

Le sontuose vesti di Eleonora non sono soltanto manifestazione di potere o eccellenza umana, ma rappresentano piuttosto una vera e propria “pubblicità” delle raffinate manifatture toscane che Eleonora s’impegna a valorizzare con intelligente consapevolezza, diventandone “testimonial” d’eccezione, esattamente come la magnifica cintura-gioiello in oro, perle e pietre preziose che cinge la vita della Granduchessa, molto probabilmente disegnata dall’orafo di fiducia del marito Cosimo I: Benvenuto Cellini, autore del superbo Perseo che esattamente nel 1545, anno del ritratto del Bronzino, l’artista iniziava ad elaborare. Ornata di rubini, a rammentar il sangue di Cristo e la regalità, di diamanti come emblema di purezza invitta e d’una memorabile nappa di piccole perle, assolutamente geniale secondo lo stile del Principe degli Orafi, sottolineata proprio dal gesto della candida mano sinistra di Eleonora, quella cintura celebra ancor oggi e per sempre il potere, impalpabile ed eterno, d’un inno alla Bellezza.

Visto FNM Magazine