Il paradossale diventa possibile e tangibile, mentre la fisicità delle cose e la linearità della realizzazione progettuale vengono sovvertite per fare spazio ad un assurdo sempre più a misura della realtà. Si tratta della filosofia abbracciata dal designer inglese Dominic Wilcox, che intende l’oggetto esclusivamente come risistemazione del pensiero. Definendo i manufatti e utensili di uso quotidiano “piccoli commenti sulla vita di tutti i giorni”, l’artefice originario di Sunderland applica una fantasia davvero illimitata nelle sue reinvenzioni.

La particolarità di ogni sua “creazione” consiste nell’ideazione di una nuova destinazione d’uso dell’oggetto, che sottoposto al processo di ricomposizione, riutilizzo e ridefinizione, assume una rinnovata veste che supera completamente la banalità. Gli accessori ordinari acquistano così una nuova vita, azzerando le distanze tra un’idea e la sua realizzazione come prototipo di design. L’immaginazione senza limiti di Wilcox porta a risultati sorprendenti: scarpe con la strada di casa impressa sulla suola; cestini per la spazzatura a xilofono; pennette screen-touch da naso; binocoli per vedere il futuro; navi con la prua a incastro per le banchine; materassi a forma d’uomo rannicchiato, e altro ancora.






