Il cortometraggio “Marie Anne”: contro la violenza di genere

Lunedì 27 Novembre 2017 nella sala cinema dell’Anica di Roma si terrà la presentazione del cortometraggio “Marie Anne”, in cui si parla di violenza di genere.
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MARIE ANNE

Lunedì 27 Novembre 2017 alle ore 15.00 nella sala cinema dell’Anica, in viale Regina Margherita 286 a Roma, si terrà la presentazione del cortometraggio Marie Anne, in cui si parla di violenza di genere.

Sarà presente alla proiezione l’intero cast del cortometraggio, dai registi Daniele Caon e Ivan Mattei agli attori Cosetta Turco ed Emanuele Cellini, fino a tutti i collaboratori.

Nel cortometraggio si parla di tutti gli attori, che racconteranno l’uno la storia dell’altro e viceversa. Ecco quindi Giada, vittima di violenza, Fernando, molestatore, e Marie Anne, vero e proprio simbolo della lotta alla violenza di genere.

L’idea di questo cortometraggio, già visibile in UK e negli USA attraverso la piattaforma Amazon Prime Video, è quella di far capire che il problema non è da una sola parte, e che sia l’uomo che la donna possono essere vittime di violenza.

Il cortometraggio è stato reso pubblico in anteprima il 25 Novembre in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne proclamata dall’ Onu. L’iniziativa è stata organizzata da Alessandra Laterza, rappresentante del Pd locale, presso il Circolo Pd Torre Maura-Torre Spaccata di Roma (via Elisabetta Canori Mora, 7).

«Avevo in mente questa iniziativa da anni – commenta Laterza – Finalmente sono riuscita a metterla insieme facendo incontrare le associazioni e il mondo della politica, che da anni alla Camera e al Senato si occupano di violenza sulle donne. Il tutto partendo dalla periferia, attraverso la testimonianza del centro antiviolenza di Tor Bella Monaca “Marie Anne Erize”, luogo centrale di molte battaglie che il Pd ha sostenuto attraverso varie iniziative, dalla raccolta firme su Change.org, alle sfilate solidali».  «Ci battiamo – ha concluso Laterza – perché la donna possa essere messa in condizione di avere la giusta assistenza psicologica e sanitaria a fronte di una violenza subita».