Se c’è una cosa che i nonni raccomandano è che “Di Venere e di Marte, non ci si sposa e non si parte”! Guai dunque a convolare a nozze il Venerdì ed il Martedì, potreste incorrere in qualche intoppo. Questa e tante altre, le tradizioni legate al matrimonio che, da generazioni a generazioni, tendono a persistere. Della serie…non ci credo, ma non si sa mai!
Si parte nientepopodimenoche dalla scelta del mese. Da Gennaio a Dicembre, infatti, ogni periodo ha il suo significato:
Gennaio. E’ il mese della gentilezza e della fedeltà.
Febbraio. Periodo di amori e accoppiamenti, è considerato il mese più romantico per il giorno del si.
Marzo. Tanta gioia ma anche qualche magagna.
Aprile. Felicità al quadrato.
Maggio. Non andrebbe mai scelto per via di un detto “La sposa maiulina, nun si gode la curtina”.
Giugno. Mese dedicato a Giunone, Dea protettrice dell’amore e delle nozze.
Luglio. Predice tanto lavoro per condurre una vita perfetta.
Agosto. Buon auspicio per i cambiamenti.
Settembre. Ricchezza e allegria per gli sposi.
Ottobre. Tanto amore ma poco denaro.
Novembre. Porta tante gratificazioni.
Dicembre. L’amore eterno è assicurato.
Crederci o no? E’ scelta vostra; certo è che oggi, secondo i dati ISTAT italiani, molte coppie optano per i mesi di Maggio, Giugno e Settembre, oltrepassando dunque quelle leggende metropolitane che i nostri posteri seguivano alla lettera.
A persistere sono invece ben altre tradizioni, come indossare qualcosa di vecchio, qualcosa di prestato, qualcosa di nuovo e anche qualcosa di blu. La stessa principessa Kate Middelton lo fece, vestì alcuni pizzi antichi sapientemente cucini nell’abito, indossò orecchini nuovi, si fece prestare dalla Regina Elisabetta la tiara che reggeva il velo, e portava un piccolo fiocco blu imbastito tra le pieghe dello strascico!

Lunga vita alla regola secondo cui gli sposi non possono incontrarsi prima della cerimonia, soprattutto se lei indossa l’abito nuziale. A tal proposito, attenzione che la futura moglie non si guardi allo specchio quando è completamente vestita, a meno che non si sfili un guanto, una scarpa o un orecchino.
Per quel che concerne i gioielli, le nonne rifiutavano di indossare le perle, perché considerate simbolo di lacrime; una tradizione ormai superata che vede la perla come un gioiello di estrema eleganza.
Gli anelli? Mai acquistarli insieme se si vogliono evitare i dispiaceri, e non indossateli assolutamente prima del matrimonio!
Se volete un florido futuro, cucitevi una moneta dentro al vestito e, finita la cerimonia, lo sposo faccia a pezzi la sua cravatta, distribuendola ai vari invitati in cambio di una banconota.
Questa la conosciamo tutti: Il lancio del riso per augurare buona fortuna. Bello, certo, ma oggi spesso sostituito da petali di fiori, coriandoli o bolle di sapone. A proposito di lanci, non manchi quello del bouquet per le invitate nubili e della giarrettiera per gli invitati scapoli.

Non dimenticate i dettagli e contate bene i confetti, la tradizione vuole che siano esattamente 5: salute, fertilità, lunga vita, felicità e ricchezza.
Infine, caro sposo, una volta uscito di casa per recarti in chiesa, non tornare assolutamente sui tuoi passi, motivo per cui deve sempre esserci un testimone a vegliare su di te!






