Quando si vuole nascondere e mimetizzare un qualcosa con il contesto in cui è posto, generalmente è per una o più caratteristiche negative intrinseche all’oggetto del camuffamento, che si tende a rendere quasi invisibile.
Nel caso dell’architettura, la tecnica utilizzata per creare un effetto camouflage, che possa appunto confondere gli edifici con tutto ciò che li circonda, conduce invece ad alcune potenzialità benefiche per il paesaggio.
Partendo dal presupposto che la natura e gli edifici sono entità diverse portate a coesistere nello stesso contesto, l’architettura camouflage cerca di rendere il tutto più equilibrato, limitando le loro abissali differenze. In tal modo, non solo si evita il forte impatto visivo, ma soprattutto ne nasce un’integrazione che va a rispettare la spontaneità della natura e del paesaggio. Ne consegue un adattamento delle costruzioni a ciò che è loro antecedente, con esiti sorprendenti e originali.







