Unesco Italian Youth Forum: intervista a Paolo Petrocelli

La nostra intervista a Paolo Petrocelli, Co-Fondatore e Presidente dell’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO
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Si è svolto a Matera, dal 23 al 25 Febbraio, il primo forum internazionale dei giovani italiani interamente dedicato ai grandi temi dell’UNESCO. Il convegno ha ospitato numerosi relatori italiani ed internazionali che hanno dibattuto su argomenti legati a patrimonio, economia, società, ambiente e lavoro, collegati alla cultura.

Argomento principale: la tutela del patrimonio culturale. Per Paolo Verri, Direttore Fondazione Matera Basilicata 2019, “è di estrema importanza far vivere il patrimonio, perché sono le persone e i progetti che incidono sulla sua vita e valorizzazione”. Proprio per questo è stato avviato il format “Patrimonio in gioco”, itinerario esplorativo del patrimonio tangibile e intangibile tra i luoghi, le persone e i progetti di Matera 2019, iscritto nel cartellone degli eventi per l’Anno europeo del Patrimonio MiBACT.

Mettere in connessione la rete europea del patrimonio, creare contatti e connessioni, sviluppare nuovi modelli di business, conoscere le realtà meno popolari e far relazionare molteplici realtà differenti, offrire le opportunità e non solo le infrastrutture: questa è la sfida del nostro tempo. Bisogna quindi pensare a nuove soluzioni per proteggere il patrimonio, ad approcci più integrati e sostenibili, condividendo nuovi metodi di protezione ed esplorando percorsi originali per massimizzare il potenziale del patrimonio culturale.

Paolo Petrocelli, Co-Fondatore e Presidente dell’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO, ci parla delle motivazioni alle radici dell’iniziativa e ci spiega perché sia così importante puntare sui giovani.

Ma chi è Paolo Petrocelli?

Classe 1984, Paolo Petrocelli ha conseguito due lauree, un diploma di conservatorio e un dottorato in economia. È ricercatore presso la Yale University e il MIT negli Stati Uniti ed Esperto in materia di cultura musicale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. Durante la sua carriera ha diretto l’agenzia artistica IMG Artists ed è stato membro del Consiglio di Amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma. Oggi imprenditore culturale, ricopre diversi incarichi istituzionali e ruoli manageriali in Italia e all’estero, che lo vedono principalmente impegnato nel campo della diplomazia culturale, delle relazioni internazionali e dello sviluppo strategico. Nel 2013 fonda e presiede EMMA for Peace (Euro-Mediterranean Music Academy), un’organizzazione internazionale per la promozione della diplomazia musicale tra Europa e Medio Oriente. Nel 2015 fonda e presiede il Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, la più grande organizzazione giovanile italiana per l’UNESCO, ufficialmente riconosciuta dal Segretariato Generale dell’UNESCO di Parigi, che riunisce oltre 300 giovani professionisti italiani tra i 20 e i 35 anni. Dal 2016 siede nel Comitato Esecutivo dell’Associazione Italia-Emirati Arabi Uniti, oltre ad essere un membro della Global Shapers Comunity del World Economic Forum e Junior Fellow dell’Aspen Institute. Dal 2017 collabora con il Summit Mondiale dei Premi Nobel per la Pace in qualità di responsabile dei programmi culturali.

Paolo Petrocelli è anche un docente appassionato: insegna e tiene conferenze in numerose università ed istituti di alta formazione italiani ed internazionali, fra cui la LUISS di Roma, la John Cabot University, l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, la Rome Business School, la New York University, la Sorbonne di Parigi, motivando ed ispirando centinaia di studenti a realizzare i propri sogni ed inseguire le proprie ambizioni.

 

UNESCO Italian Youth Forum: come descriverebbe questa prima edizione? Quali sono i motivi che l’hanno spinta a promuovere questa iniziativa?

È stato sicuramente un evento stimolante e significativo da tanti punti di vista. UNESCO Italian Youth Forum è stata la prima iniziativa italiana che ha parlato al mondo, promuovendo un’idea della cultura dell’educazione al centro della società. La nostra intera esperienza associativa si basa su un concetto molto forte di impegno e partecipazione da parte dei giovani nella promozione di questi grandi valori, che sono principalmente quelli del dialogo multiculturale e dell’impegno a supporto della promozione di un’idea di cultura e di educazione aperte, inclusive. Attraverso la cultura e l’educazione riusciamo a migliorare le nostre comunità, le nostre città, le nostre Nazioni. Questa iniziativa non è stata solo un evento attraverso cui avere un megafono per promuovere le idee, i valori e i progetti attraverso cui realizziamo la nostra attività, ma era anche un’ottima opportunità di incontro e confronto tra tantissimi giovani italiani, giovani europei e tutto il mondo delle istituzioni, delle aziende e delle altre organizzazioni no profit con le quali cerchiamo di dialogare, di confrontarci, e, ovviamente, di collaborare. Una grande opportunità per ribadire, ancora una volta, che i veri cambiamenti si possono e si devono fare insieme.

Confrontarsi con i giovani sembra essere stato l’obiettivo primario. Alla luce di ciò, lei ritiene che oggi i giovani siano aperti all’idea di un confronto? Soprattutto, ritiene che siano in grado di sostenerlo?

I giovani hanno una predisposizione naturale a confrontarsi, conoscersi, capirsi, perché hanno una forte volontà di migliorarsi e crescere. Gran parte dei giovani italiani auspicano a un confronto e vogliono schierarsi in prima linea nella promozione di grandi idee e grandi valori. Da parte nostra, quello che cerchiamo di fare è promuovere sempre di più un’idea di partecipazione giovanile attiva che guarda al futuro con ottimismo e speranza. I giovani non sono solo il futuro, i giovani sono anche, e soprattutto, il presente. Come giovani dobbiamo avere la capacità di comunicare al meglio, in maniera chiara, valori e idee e di promuovere progetti che possano realmente fare la differenza. È necessario prepararsi ed essere pronti a parlare al Paese. Noi, come Associazione UNESCO Giovani, stiamo investendo in un grande lavoro di formazione dei nostri soci, con l’idea che per fare la differenza bisogna lavorare come una grande squadra.

Qual è il valore aggiunto che i giovani possono produrre?

Stiamo assistendo a una trasformazione molto rapida di alcuni grandi meccanismi a livello sociale, e in questo senso i giovani fanno già parte di questo grande cambiamento. Lo vediamo in tanti settori strategici della nostra società: innovazione, imprenditoria, politica… c’è un forte ricambio generazionale. Ci troviamo in un momento storico in cui i giovani sono sempre più in prima linea. I giovani preparati, che hanno le competenze per guidare e favorire la crescita e lo sviluppo di tutti quei settori strategici della società, si devono fare avanti con coraggio. Devono scrollarsi di dosso questo timore di mancanza di opportunità, devono smetterla di farsi spaventare dalle enormi criticità che è vero, ci sono, ma sono superabili. Devono trovare la volontà e la forza di fare breccia in tutti questi problemi con la preparazione, con le idee giuste e con un approccio positivo.

 

Al termine dell’incontro è stata approvata all’unanimità la ratifica del nuovo statuto e il cambio di assetto e di nome del gruppo organizzatore: da Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ad Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO. Inoltre, il Capo dello Stato Sergio Mattarella, ha concesso all’evento la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Italiana, una delle massime onorificenze in tale ambito.  Un bilancio positivo, dunque, per il Forum: l’Associazione Giovani per l’UNESCO si è infatti confermata una delle più importanti organizzazioni italiane in ambito culturale e sociale.

“Centinaia di giovani soci hanno rinnovato il loro impegno nell’andare a contribuire in tutta Italia alla promozione di un’idea di cultura, educazione e sviluppo che guarda al futuro con speranza, determinazione e ottimismo”, ha dichiarato Paolo Petrocelli.

Nei prossimi mesi, l’Associazione Giovani per l’UNESCO lancerà una call per selezionare nuovi giovani soci in tutte le regioni d’Italia. L’obiettivo è diventare un punto di riferimento sempre più autorevole a livello nazionale e indispensabili, in questo senso, sono i giovani. Giovani che devono essere qualificati e determinati: i migliori.