Vi presento Alessandro Enriquez

Alessandro è scrittore perché ama scrivere, designer perché ama creare e anche appassionato di cucina, perché cucinare lo rilassa.
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Alessandro Enriquez, classe ‘83, siciliano di origine e milanese di adozione. Nato da madre siciliana e padre di origine franco-tunisina. Colorato, poliedrico, dinamico… e quanti altri aggettivi potremmo ancora utilizzare per descrivere Alessandro, un vero è proprio genio creativo della moda che non finisce mai di sorprenderci.

Una vera è propria forza della natura che ha saputo mixare la formazione umanistica alla passione per la moda, tanto da farne una, o nel suo caso anche più di una, vera è propria professione.

Alessandro è scrittore perché ama scrivere, designer perché ama creare e anche appassionato di cucina, perché cucinare lo rilassa.

Nel 2012 pubblica il suo primo libro, 10X10 ANITALIANTHEORY, nome che è stato poi utilizzato anche per il suo brand moda; un mondo pieno di immagini e richiami italiani, le sue continue fonti di ispirazione. Oggi per Alessandro è il momento di lanciarsi in un nuovo progetto ovvero la linea di borse che porta il suo nome. Un vero è proprio up-grade dello stile personale di Alessandro, tanto che la capsula è piena di senso dell’umorismo mescolato e abbinato perfettamente con l’impeccabile lavoro fatto a mano in Toscana, il tutto è poi ben condito da ricordi di famiglia e proiezioni future.

Giornalista, designer, scrittore e anche influencer… ma chi è realmente Alessandro Enriquez?

Un creativo che ama le sue passioni. Che ha studiato e poi iniziato a lavorare divertendosi. Tutto ruota intorno alla moda e alla mia visione “colorata e irriverente”. Alessandro è scrittore perché ama scrivere, designer perché ama creare e anche appassionato di cucina perché cucinare mi rilassa. Credo che ognuno di noi possa essere capace di svolgere più di una attività. Non sono né il primo né l’ultimo anche se ho iniziato tra i primi e pertanto sono stato il più bersagliato perché forse in Italia se fai due cose sbagli… ma non ho mai ascoltato tanto e forse questo mi ha dato la possibilità di fare più cose. 

Descriviti con un hastag:

#alessandroenriquez

Come è nata la tua passione per la moda? 

Durante gli studi in lettere moderne ho sempre voluto lavorare nella moda e dopo la laurea ho subito iniziato, da gran curioso, a frequentare diverse città in Europa vivendole tra mercati, scuole di moda, divertimenti e lifestyle. Londra per esempio mi ha dato tantissimo. Sono riuscito ad approfondire la mia passione trasformandola in professione step by step.

Qual è stata l’idea iniziale alla base del tuo brand?

Dopo la pubblicazione del mio primo libro nel 2013 ho voluto raccontare il mio mondo con una collezione colorata. Avevo sempre lavorato per altri brand e dopo gli ultimi sette anni trascorsi da Costume National decisi che era il momento di esprimermi, raccontando l’Italia, le sue tradizioni e proverbi in maniera caricaturale e un po’ irriverente. 

Il pezzo che hai disegnato al quale sei più affezionato?

Ho due brand, 10×10 Anitaliantheory e di questo tutti parlano sempre delle stampe dedicate alla pasta che ricorre sempre come elemento protagonista o nascosto in tutte le collezioni. Il modello al quale sono più affezionato è lo chemisier anni 50 con l’ampia gonna a ruota. 

Del brand di borse che porta il mio nome, Alessandro Enriquez, amo la collezione con i mini ex voto che tuttora continuo ad usare. Poi mi piacciono tutte le altre ma questa ha un significato particolare per me.

Dove trovi l’ispirazione?

Ovunque, a Milano, nei mercatini, per strada, viaggiando, sfogliando vecchie riviste, nella mia Sicilia o nella mia Tunisia. Mi piace molto osservare e più si viaggia più si capisce e al contrario meno lo fai e più hai difficoltà capire cosa la gente desidera.

Bianco o nero?

Colorato!

Che rapporto hai con gli influencer?

Alcuni sono amici, altri li conosco bene, altri meno. Molti di loro come me svolgono altre professioni e non solo questa. Ho rispetto per tutti soprattutto per chi conosce la moda e ha la capacità reale di criticare e anche di saper raccontare. Alcuni sono superficiali ma è esattamente come in qualunque ambiente. C’è di tutto. 

Minimal o barocco?

Entrambe.

Domani mattina ti svegli…

e mi ritrovo al mare, a disegnare davanti alla spiaggia dopo un bagno nelle acque cristalline, a scrivere al tramonto e a cucinare la sera per tanti amici. Ho quasi tutto… mi manca solo il mare a Milano. Ma ho imparato a chiudere gli occhi e ad immaginare.