La storia da couturier di Vittorio Camaiani inizia in Via di Fontanella Borghese a Roma, presso l’atelier dello stilista Massimo Fioravanti per il quale, Camaiani, all’epoca, faceva da assistente.
Anni cruciali, duranti i quali il designer assimila l’arte della tradizione sartoriale italiana, portandolo, nei primi anni ’90, a fondare la sua personale etichetta: Vittorio Camaiani. Si distingue da subito per la sua visione senza tempo della moda che mescola l’arte del passato al contemporaneo, con grande cura a manifattura e scelta dei tessuti. Quella vestita da Camaiani è una donna sofisticata e intellettuale, che non segue i trend perché imposti dalle riviste patinate. Una donna amante di quegli abiti che raccontano una storia. Capi peculiari che riportano ad una corrente pittorica o ad un’epoca storica e che, allo stesso tempo, risultano ancorati nell’adesso e nel divenire. Così nascono le collezioni ispirate alle raffigurazioni surrealiste di Renè Magritte, cariche di simbologia e dall’illusionismo onirico. O ancora, quelle che strizzano l’occhiolino a M.C. Escher con le sue costruzioni impossibili, perfettamente sintetizzate nei copricapi che rappresentano l’esplorazione dell’infinito. Camaiani ha anche riportato l’Antico Egitto nel qui e ora, fra piramidi, tipiche pettorine a girocollo rivisitate e giochi geometrici. È altresì nota la sua profonda amicizia con Marina Ripa Di Meana, alla quale ha dedicato una capsule collection, dal titolo “Marina”, lo scorso Febbraio.

Dulcis in fundo, vogliamo ricordare il grande lavoro di restauro, da parte di Camaiani, del frac appartenuto al Maestro Arturo Toscanini, realizzato dalla sartoria Caraceni nel 1933 ed attualmente in esposizione permanente presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Qualche tempo dopo il comitato Viva Toscanini ha commissionato allo stilista anche il restauro di altri abiti appartenuti al Maestro ed alla sua famiglia, nonché il design del foulard dedicato a Toscanini.

Dopo un excursus attraverso alcuni dei grandi successi del couturier marchigiano, ritorniamo ad oggi: la nuova collezione autunno inverno 2018/2019 dal titolo “Filo d’Erba” è stata presentata il 10 Agosto presso Villa Montanari Rosati. Il designer si pone come un osservatore curioso, come fosse tornato bambino… e scruta il prato. Un ritorno a quella semplicità complessa che desta sempre meraviglia. L’erba che cambia colore man mano che passano le ore, i giochi di luci e controluci, il mutare silenzioso della natura che troppo spesso ignoriamo presi dal nostro vivere metropolitano.
Trent’anni vissuti fra arte, creatività, colore e sensibilità al bello… passano proprio in un lampo!



