Mercurio d’Argento : i vincitori del Festival della Musica per l’Immagine di Massa

Scopriamo insieme i vincitori del Mercurio D’Argento, l’appuntamento annuale ideato da Stefano de Martino con la direzione artistica di Lorenzo Tomio e Andrea Morricone.
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Si è svolto a Massa il Mercurio d’Argento , Festival della Musica per l’Immagine. L’evento nasce da un’idea di Stefano de Martina, su direzione artistica di Lorenzo Tomio e Andrea Morricone e con il patrocinio di ACMF, Associazione Compositori Musica per Film.

Cosa si intende con il termine “musica per l’immagine”? Si tratta delle colonne sonore cinematografiche, della musica che accompagna le immagini dei documentari o la pubblicità e perfino le soundtrack dei videogiochi. Il Palazzo Ducale di Massa, in occasione del Mercurio d’Argento ha anche ospitato cinque workshop ospitati da grandi nomi del panorama italiano quali Lorenzo Tomio (compositore e sound designer), Silvio Relandini (docente di Musica applicata al gaming e Sound Library Design), Pasquale Catalano (compositore della colonna sonora di Romanzo Criminale – La Serie), Max Viale (musicista di Gatto Ciliegia contro il grande freddo) e Lele Marchitelli (compositore della colonna sonora de La Grande Bellezza).

Per la serata finale del festival Mercurio d’Argento un concerto in Piazza Mercurio con l’Orchestra Roma Sinfonietta, fondata da Ennio Morricone, integrata dall’Orchestra Suoni del Sud, su direzione si Andrea Morricone.

I vincitori del Mercurio d’Argento :

Giuria Cortometraggi: Fabrizio Campanelli, Umberto Smerilli, Davide Vizzini.

Vincitore categoria Cortometraggi: Marco Cascone con la musica di Turning Tide.

Motivazione – Per la capacità di farsi carico della narrazione filmica con naturalezza ed eloquenza dando prova di padroneggiare sia il linguaggio, sia la tecnica dell’orchestra. In oltre, il lavoro di Cascone si misura con un genere cinematografico non facile dimostrando la competenza e la maturità del professionista pronto per il grande Cinema.

Giuria Advertising-pubblicità: Fabrizio Campanelli, Umberto Smerilli, Davide Vizzini.

Vincitore categoria Advertising-pubblicità: Daniele De Virgilio per la musica di EYES ON THE CITY – TOKYO.

Motivazione – Per la capacità di raccontare attraverso un sound ed un linguaggio attuali e potenti, facendosi narrazione fusa con gli altri elementi filmici. In oltre è pregevole la capacità di far dialogare e armonizzare gli elementi musicali con quelli di sound design.

Premio Mercurio Giovani a Gregorio Calculli.

Motivazione – La poetica di Calculli punta in direzione di una emotività delicata e suggestiva che richiede non solo una tecnica solida ma anche la capacità e l’intenzione di infondere al proprio lavoro quell’ispirato “alito di vita” a cui ogni artista dovrebbe tendere.

Giuria Documentari: Max Viale, Marco Werba, Massimo Privitera.

Vincitore Categoria Documentario: Storie di altromare, di Pierluigi Pietroniro.

Motivazione – Per l’equilibrio fluido della scrittura musicale che accompagna il ritmo onirico del documentario. Composizioni fantasiose, non convenzionali, in bilico tra atmosfere eterogenee frutto di una ricerca sonora elegante ed efficace nel valorizzare e potenziare il racconto filmico/animato della vita e delle visioni artistiche del personaggio principale.

Menzione speciale: Matera 15/19 (Trees Take Life).

Motivazione – Per l’approccio nelle composizioni di brani da band/ensemble che mescolano in modo coinvolgente e con ritmo incalzante spunti musicali popolari/etnici ed elettronici, strumenti acustici, elettrici e virtual samplings.

Giuria Documentari e Lungometraggi: Max Viale, Marco Werba, Massimo Privitera.

Vincitore Categoria Lungometraggio: Ho Bisogno di Te, di Roberto Giacinto Pellegrino.

Motivazione – Per il piacevole connubio tra pop e classica che riesce, sia nelle composizioni extradiegetiche che in quelle diegetiche, a focalizzare in modo efficace le emozioni dei protagonisti e i loro tratti psicologici nelle situazioni ambientali in cui si svolgono le azioni.

Menzione Speciale: La Terra Buona (Remo Baldi).

Motivazione – Per la scrittura orchestrale e la raffinata partitura per pianoforte e archi. Abbiamo apprezzato anche la scelta di lasciare in silenzio la lunga sequenza iniziale: un atto di coraggio da parte del regista e del compositore, in controtendenza con la maggior parte dei registi che spesso abusa del commento musicale.