“Si Lo Voglio” il nuovo progetto di Sowed dice basta alla violenza sulle donne

Veronica Bello, fondatrice di Sowed Onlus, ci parla di violenza sulle donne
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In occasione di una data importante come la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, non potevamo che fare quattro chiacchiere con Veronica Bello, fondatrice della Onlus Sowed.

Sowed è la prima Onlus dedicata, nello specifico, al mondo del wedding, ma nel corso dell’ultimo anno ha organizzato corsi professionali per aiutare donne vittime di violenza ed abusi a re-inserirsi nel mondo del lavoro. Il nuovo progetto di Sowed, “Si Lo Voglio”, ha come obiettivo la formazione e l’impiego di donne segnate da un passato difficile in un laboratorio sartoriale interno all’Associazione. Le sarte si occuperanno di dare nuova vita a tutti gli abiti e accessori da cerimonia donati a Sowed e di riciclare i tessuti dei capi non più utilizzabili per la creazione di nuovi accessori moda. Un modo, dunque, non solo di offrire un’impiego ed una nuovo inizio a queste donne coraggiose, ma anche di promuovere l’economia circolare riducendo l’impatto ambientale dell’industria tessile.

Per effettuare una donazione basta collegarsi alla pagina https://sostieni.sowed.org

Intervista a Veronica Bello, fondatrice di Sowed

Fra gli obiettivi di Sowed c’è quello di organizzare dei corsi professionali per donne vittime di violenza, per aiutarle a voltare pagina ed a costruire le basi per una nuova vita. C’è stato un episodio scatenante che ti ha portata a decidere di voler far qualcosa di reale e tangibile per aiutare queste donne?

Fortunatamente ho un padre e un compagno meravigliosi, ma ci sono stati molti episodi in cui mi sono trovata mani dove non dovevano essere, ed è umiliante. Sono una Donna, mamma di una bimba che sarà Donna e spero possa crescere in un mondo dove le Donne non siano giudicate oggetti sessuali ma il motore del mondo!

Secondo la statistica, i casi di violenza nascono più spesso proprio fra le mura domestiche. Quali sono, secondo te, i campanelli d’allarme?

Credo che il primo campanello d’allarme sia il cambiamento che una donna vittima di violenza inizia ad avere, iniziando a non uscire più, a non prendersi più cura di se, smettendo di sorridere.

Come pensi ti abbia arricchita l’esperienza di Sowed? Cosa pensi ti abbiano dato le esperienze di queste donne?

Sono una forza della natura! Vederle tirarsi su con le loro forze ti fa sentire piccola in confronto. Anche il loro scegliere di farsi fotografare dopo tanto tempo, vedere un sorriso che fanno durante i corsi sai quanta fatica gli è costato… e sei felice insieme a loro!

Qual è, secondo te, la funzione di una Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne?

Credo che questa giornata serva per dire a queste Donne “Non siete Sole, denunciate!” e a tutti quegli uomini violenti “Vergognatevi! Non meritate nemmeno di essere definiti uomini”

Quali sono i prossimi obiettivi a cui stai lavorando con Sowed?

Abbiamo dato vita al progetto “Si, lo voglio” nuova iniziativa che diventerà il cuore dell’Associazione Sowed, grazie alla quale donne da un passato difficile, spesso segnato dalla violenza, saranno formate e impiegate come sarte in un laboratorio interno all’Associazione. È possibile sostenere il progetto qui.

Come fa una donna a ricostruire la sua vita dopo essere stata una vittima?

Sicuramente non è un percorso facile, ci vuole tanto tempo e aiuto per ritrovarsi!

C’è un modo per prevenire la violenza sulle donne? Credi che le campagne di sensibilizzazione siano sufficienti?

Se fossero sufficienti non ci sarebbero ancora 6,7 milioni di donne vittime di violenza ogni anno solo in Italia, ma sicuramente aiutano a prevenire e far conoscere che queste cose succedono ancora oggi!

Tantissimi sono i casi di donne che non si fanno avanti attraverso la denuncia. Da cosa pensi derivi questo silenzio? Dalla paura o dalla vergogna?

Credo che la vergogna e la paura vadano di pari passo, sono situazioni dure da affrontare ma non è impossibile !